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L’Ippodromo Sant’Artemio di Treviso apre le porte alla festa di primavera con il Gran Premio Giorgio Jegher gruppo III con dotazione di 35.200€.
Celebrato ogni anno presso l’ippodromo Montebello di Trieste; a seguito della chiusura dello stabile la corsa è stata trasferita a Treviso proponendo un super handicap che trova per l’occasione, la pista da 1000 metri e perciò un’affollata edizione.Quattro percorsi netti senza un errore, tempi impeccabili e una progressione tecnica che guarda già al secondo grado: il binomio ascolano si conferma tra i più solidi della categoria.C’era bisogno ancora di conferme? Sono arrivate, puntuali e nette come i percorsi affrontati. Edoardo Celani, vent'anni, atleta del Centro Ippico Piceno, ha dominato il Test Event Giovanile di Cervia nel fine settimana del 13–15 marzo, conquistando il titolo di miglior binomio young rider di primo grado della competizione.
Negli ultimi tempi attraverso notizie stampa abbiamo avuto contezza , a più riprese, di una serie di iniziative del Masaf volte a stabilire intese, contatti, collaborazioni tra la nostra Istituzione e non poche realtà di altri Paesi. Non soltanto europei ma anche di altri continenti.
Troppo spesso si descrive il cavallo come un essere a cui si vuole molto bene, soprattutto a parole, ma non sempre le parole sono in sintonia con le azioni, che riflettono il pensiero che l’animale sia un oggetto al servizio dell’uomo, di cui si decide il destino sulla base di esigenze che non sono le sue, anzi, senza nemmeno conoscerle.
Ho conosciuto Gabriella Incisa di Camerana nell'ambito del progetto "Blue Horses – Le chevau en bleu", attraverso i disegni dei suoi bambini speciali esposti a Fieracavalli 2016 per permettere ai piccoli pazienti di partecipare gratuitamente alle sedute di zooterapia nel suo centro ippico tunisino di Mahdia, e sono stata subito catturata dal suo carisma.
“L’hai sentito? E’ lì che dobbiamo arrivare!” Forse nessun'altra frase richiede tanta conquista interiore e tecnica quanto queste parole, che, pronunciate da un istruttore, segnano non solo un riconoscimento formale, ma il compimento di un cammino condiviso: un traguardo autentico per l’intero trinomio (cavallo, cavaliere istruttore),
Se la comunità equestre perde un punto di riferimento, chi lo ha conosciuto piange un amico. Carlo Frattini – istruttore (fu presidente dell’Anie), giudice, direttore di campo, formatore, appassionato di purosangue e di cani (che strana coppia erano Perro e Diana), collezionista di libri a tema equestre, articolista… e si potrebbe continuare a lungo – lascia dietro di sé un vuoto difficile da colmare. Un autentico uomo di cavalli a tutto tondo, capace di trasformare una cavallerizza in un luogo di insegnamento di vita, di profonda conoscenza e di rispetto per gli animali.
Ho fatto per quasi vent’anni uno sport lontano anni luce dall’equitazione, il canottaggio. Mio allenatore era un friulano trapiantato sul Lago Maggiore e poi sul Tevere, Rino Galeazzi, padre del celebre telecronista Gian Piero (anche lui aveva remato).
































