Cultura
CHE TRA LE DONNE E I CAVALLI esista una sorta di affinità elettiva, la saggezza popolare, le tradizioni culturali e la storia dell’arte ce lo hanno testimoniato da sempre. Per renderci conto, però delle ragioni di questa “assonanza” che a me, in quanto donna e appassionata di cavalli, suona altamente gratificante, bisogna fare i conti con almeno tre ambiti del sapere umano: la psicologia, l’etologia e l’antropologia culturale.
Dai quadri di Giovanni Fattori, in cui spesso sono presenti cavalli, traspare una modernità che affascina.
Nei suoi cavalli si percepisce una sensazione difficile da definire con un unico termine. L’impressione è che l’artista abbia colto la loro essenza, come lo stretto legame col cavaliere quando dipinge le battaglie risorgimentali e l’appartenenza alla natura quando lo ritrae, libero, nei paesaggi della Maremma Toscana.Si parla tanto del “benessere del cavallo” come principio fondamentale nell’allevamento di questi amati animali come se fosse una scoperta dell’ultimo periodo. Ci si stupisce ad ogni affermazione che compendia il principio e si applaude a qualsiasi iniziativa che venga presa in suo nome.
C’è un famoso dipinto di Caravaggio in cui un cavallo, messo al centro della scena, appare il protagonista principale. Si tratta de “La conversione di San Paolo” e si trova a Roma, nella chiesa di Santa Maria del Popolo.Paolo di Tarso era un feroce persecutore di cristiani e la sua conversione avvenne in sella lungo la via di Damasco. All’improvviso lo avvolse una luce e, disarcionato, udì la voce di Gesù che gli chiedeva perché lo perseguitasse. Caravaggio coglie l’attimo in cui Paolo è a terra con le braccia alzate al cielo, ma il cavallo domina fisicamente la scena, attirando l’attenzione.
Un bimbo piagnucola tirando la mamma verso la giostra dei cavallini che, dal centro della piazza, sovrintende alle bancarelle farcite di dolci, ai passanti frettolosi, ai tintinnii speziati che carezzano ogni sampietrino, mentre le luminarie vibrano appese all’aria frizzantina.
È sempre affascinante scoprire storie in cui i cavalli incrociano la vita umana cambiandola in meglio. Chi ha un compagno dotato di coda e criniera sa che la sua presenza trasmette benessere di per sé, regalando una magia che supera di gran lunga le attitudini sportive.
Sono centinaia i volumi sui cavalli, dal Cinquecento ad oggi, che attendono di essere svelati: un tesoro bibliografico che, insieme ai testi agricoli, si estende per circa 10 km lineari di sapere custodito, ma mai rivelato
Un racconto che sembra impastato di polvere, avvolto nel respiro umido della muffa e velato dall’eco di un mistero, ma che assume improvvise pennellate di colore nelle parole del dott. Remo Chiodi, direttore generale per l’ippica del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF): “Possediamo un patrimonio immenso e non valorizzato come meriterebbe”. Il luogo ideale per dargli voce è Fieracavalli Verona 2025, che si è fatta soglia e teatro di una tavola rotonda dedicata.Siviglia, 16 Novembre 2025 – Il Forum Italiano Cavallo Arte Spettacolo e Teatro Equestre (FORUM ICASTE) traccia un bilancio estremamente positivo della sua presenza alla Fieracavalli di Verona 2025, confermando la nascita del Comitato promotore per il lancio ufficiale della candidatura UNESCO.





























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