Immaginario collettivo, la cultura ippica ieri e oggi
Negli ultimi tempi attraverso notizie stampa abbiamo avuto contezza , a più riprese, di una serie di iniziative del Masaf volte a stabilire intese, contatti, collaborazioni tra la nostra Istituzione e non poche realtà di altri Paesi. Non soltanto europei ma anche di altri continenti.
A mio avviso si tratta di comportamento assolutamente indispensabile , una priorità per la nostra Istituzione perché solo se inseriti nel più ampio contesto internazionale possibile , esempio lampante il Comitato Pattern che si è tenuto a Roma, noi potremo consentire al nostro Movimento di possedere quel respiro, quella dimensione , quelle relazioni, quella competenza , cosmopolita e mercuriana, che ci potrà permettere di continuare a possedere quel retroterra culturale , lo abbiamo sempre o quasi avuto sia chiaro, che ci permetterà anche di avere la cognizione di causa per provare a risolvere il problemi contingenti del nostro settore.
Certo, quelli , ahinoi non pochi, che ci tengono in ansia ed è inutile farne la classifica. Sempre un adeguato retroterra culturale, ci potrà permettere di disegnare la nostra migliore presenza possibile in quell’immaginario collettivo dal quale , ecco uno dei problemi, ci siamo allontanati. In proposito ci saranno davvero di aiuto le esperienze mutuate dalla frequentazione e conoscenza degli altri mondi ippici che ci circondano e che sono pienamente nell’immaginario collettivo dei loro Paesi.. .
Eh si…. “ Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir vertute e canoscenza,…” Parole sante di chi il mondo di allora era stato costretto a girarlo forse proprio tutto e che il “Poeta” ha mediato per noi….Ecco:
retroterra di Cultura e presenza nell’immaginario collettivo. La sintesi la potremmo definire Grande Cultura Ippica. Dalla quale consegue apprezzamento, passione consolidata, status, ambito di riferimento e non solo. La cartina da tornasole , sempre, ci è stata fornita proprio da come il mondo dell’ippica , qui mi riferisco al Turf, è stato veicolato , presentato, narrato, idealizzato , reso realtà autentica di costumi e cultura di una Società, dal racconto letterario nobile che ha visto il nostro mondo protagonista.
–“ Ricordo una volta a San Siro quando Regoli uscì , attraverso il paddock, per andare a prendere qualcosa di fresco al bar ; si batteva gli stivali col frustino , dopo essersi appena pesato….. San Siro era l’ippodromo più bello che io avessi mai visto….Anch’io ero pazzo per i cavalli. C’è qualcosa quando escono e si avviano lungo la pista al palo di partenza…… specie a San Siro , con quel grande campo verde e i monti in lontananza….. i nastri che si alzano di scatto e quella campana che suona e tutti partono in gruppo… Tre giorni dopo col treno di Torino per Parigi lasciavamo Milano per sempre, dopo aver venduto all’Asta, davanti alle scuderie di Turner, tutto quello che non eravamo riusciti a ficcare in un baule e una valigia. “ Questo, amici, era Ernest Hemingway, “ il Mio Vecchio” ma a san Siro, come certo tutti ricorderete , dedicò un capitolo per raccontare un intero pomeriggio di corse in Addio alle Armi. Questo vuol dire essere nell’immaginario collettivo.
Solo Ernest ? Ci mancherebbe. – “ Dopo l’ultimo ostacolo, avendo superato Brummel, raggiungeva con la testa la spalla di Carbonilla. A circa cento metri dalla meta, radeva lo steccato, avanti avanti, lasciando tra se e la morella del Caligaro, lo spazio di dieci lunghezze. La campana squillò; un applauso risuonò per tutte le tribune, come il crepitio sordo di una grandine ; un clamore si propagò nella folla sulla prateria inondata dal sole” Gabriele D’Annunzio, il Piacere … la vittoria in steeple alle Capannelle di Andrea Sperelli che vinse per Donna Ippolita Albonico.
Sentite cosa vi propongo adesso….-“ Quella domenica, sotto un cielo burrascoso quale è spesso ai primi calori di giugno, si correva, al Bois de Boulogne, il Gran Premio di Parigi. La mattina il sole si era levato aureolato da una foschia rossa….. Intanto il prato si riempiva di gente. Arrivavano ininterrottamente carrozze da Porta Cascade, in fitta fila, interminabilmente; arrivavano grandi omnibus …. Quando il sole riappariva all’orlo di una nube trascinata via da quelle folate di vento, una striscia d’oro si diffondeva, illuminava i finimenti dei cavalli e i pannelli verniciati delle vetture e dava riflessi scintillanti alle tolette…..” Pagine straordinarie di Emile Zola , le corse di Longchamp parte del costume assoluto della società
parigina e a questo proposito , quando avrete un momento libero, fate un salto alla Gnam a Valle Giulia : resterete estasiati dinanzi ad un enorme trittico di De Nittis che ci porta letteralmente sulle tribune di Longchamp . Capolavoro. Uno dei tanti esempi di come l’arte figurativa narra il mondo del cavallo e delle corse.
Non parliamo ovviamente degli inglesi e delle stampe…. Che ne dite di queste altre righe ? –“ Solo poco più di due minuti: un simultaneo fragore quando le gabbie si aprono….ecco il momento, la vetta, il pinnacolo, dopo sarà solo riflusso….correranno come in un sogno….anche se quel momento è ancora dentro di noi….” Pagine straordinarie nelle quali William Faulkner, amatissimo e difficile, ci racconta le emozioni del derby del Kentucky.
Ecco il più ippico di tutti , qualche frase di uno di noi, beh non esageriamo, magari, Charles Bukowski…. –“ La stagione delle corse è cominciata a Hollywood Park e io, manco a dirlo, non sono mancato…. Poi andai a puntare su Lucky Max… era una corsa sul miglio e qualcosa. Un finale da carica dei 600. Sarano stati in cinque sul traguardo , tutti insieme. Aspettammo la foto. Lucky Max era il numero 6. Apparve un numero su tabellone . Dio bono onnipotente. LUCKY MAX….”
Ecco, solo un piccolo assaggio. Il Cavallo, le corse , l’immaginario collettivo, la grande Cultura. Tantissimi altri hanno dipinto, scolpito, narrato di cavalli e di corse. La nostra Storia è la Storia del divenire della Cultura. Noi ne siamo sempre stati parte vivissima, attori protagonisti. Dobbiamo continuare a farlo, dobbiamo tornare ad essere nell’immaginario collettivo della Cultura del nostro Paese. Sarà un percorso in salita e magari anche lungo ma in cima , sulla vetta ritroveremo noi stessi e la nostra Storia, saremo nuovamente fieri , felici, di essere ippici. Remiamo tutti nella stessa direzione , ne va dell’avvenire delle prossime generazioni. E’ questo il nostro autentico e principale compito che ci attende.



























