Ippica nei paesi scandinavi: lo stato dell'arte
In questa fase storica l'ippica europea sta attraversando una crisi strutturale che riguarda - con modalità diverse - tutti i paesi, causata principalmente dalla diminuzione delle scommesse, fatto che a cascata porta alla diminuzione del montepremi, alla difficoltà di gestione degli eventi e alla diminuzione dell'interesse del pubblico.
In numerosi articoli apparsi su questa testata giornalistica abbiamo cercato negli anni di descrivere il fenomeno, con particolare attenzione al nostro continente.
Stavolta diamo un'occhiata a quanto avviene in Scandinavia, area geografica interessante soprattutto per le corse al trotto, con una lunga pratica di corse e di cavalli di altissimo livello. Nei quattro paesi scandinavi l'ippica è un'attività produttiva e sportiva con una storica tradizione, risalente ai primi decenni del XIX secolo, correlata in origine a particolari eventi ufficiali e alle "corse della chiesa", effettuate nelle festività dopo le funzioni religiose, come avveniva negli Stati Uniti nello stesso periodo. Un esempio particolare possiamo vederlo nel film di William Wyler "La legge del Signore", in cui il protagonista Gary Cooper, durante gli anni della Guerra Civile correva con il calesse sfidando il vicino di casa mentre si recavano in chiesa.
Cominciamo con la Svezia.
L'attuale struttura che organizza il trotto è Svensk Travsport, nata nel 1900. Attualmente è la seconda organizzazione continentale per risorse,dopo la Francia. Nel 2025 le scommesse hanno registrato 960 milioni di euro, con un montepremi per corsa di 12..023 euro, mentre la Francia con 4 miliardi e 400 milioni di euro di gioco aveva 23.178 euro per corsa e l'Italia 667 milioni di euro di scommesse e 8.500 euro per corsa.
Nel febbraio di quest'anno è iniziata negli ippodromi la sperimentazione della "control room", la sala VAR, strumento di riprese centralizzate per supportare le giurie e rendere più uniformi la decisioni durante le gare.
Il galoppo svedese è gestito da Svensk Galopp che organizza le corse in piano e ad ostacoli, molto poche - appena 400 in 56 giornate di corsa, rispetto alle 6.643 corse del trotto.
Norvegia.
Il trotto è curato da Norske Travelskap, ente nato nel 1875, che attualmente dispone di circa 300 milioni di euro in scommesse, con un montepremi di 6.144 euro per corsa. Il galoppo, specialità marginale nel paese, si disputa solo nell'ippodromo di Ovrevoll, con 30 giornate, dalla primavera alla fine dell'autunno di ogni anno.
Danimarca.
Il trotto è organizzato da Dansk Travsports Central (DTC), nata con altro nome nel 1891 a Charlottenlund, che si è trasformata nel 1942 nell'attuale DTC. Le scommesse sono state di 38.123.000 euro, con 1821 corse e un montepremi di 4.107 euro per corsa.Il galoppo danese è una realtà sportiva di minimo rilievo, gestita da Dansk Galop con circa 50 corse su 4 ippodromi.
In Finlandia ci sono soltanto corse al trotto, organizzate da Suomen Hippos, nata nel 1973. Il montepremi per corsa è di 5.535 euro.
Una caratteristica che accomuna i paesi scandinavi è la grande attenzione al benessere animale. La Svezia e la Norvegia vietano l'uso della frusta nelle corse, decisione che è attualmente oggetto di dibattito all'interno dell'Unione Europea del Trotto.




























