Il sabato che ferma l'Inghilterra, 14 partenti nel Derby di Epsom
Questo sabato 6 giugno è il Derby day, la corsa che ferma l'Inghilterra, isola che più di ogni cosa al mondo ama le corse dei cavalli. Di una passione vera, nobile e che si rinnova. Sempre, con questo rito del Derby che si corre nella piana di Epsom. Sono 14 i cavalli alle gabbie dell'edizione di quest'anno per galoppare su quel miglio e mezzo e scendere giù da quella curva ad angolo che immette sulla dirittura d'arrivo.Ancora lunga e selettiva, con le ali della folla che sembrano abbracciare i purosangue in quell'aerea galoppata sul manto verde.
Il favorito ha un nome italiano, BENVENUTO CELLINI. Lo monta Ryan Moore per O'Brien, uno che il Derby lo prepara fin dalle prime corse dei due anni. L'asso da cuori del team irlandese, con quel nome suggestivo, Benvenuto Cellini, è stato impressionante nel Chester Vase, la corsa che Padre Aidan di solito designa per selezionare la sua punta per il grande evento del primo sabato di giugno.
In scuderia c'è un altro candidato interessante, quel Pierre Bonard che è un puledro grande, figlio del derbywinner Camelot, con classe e resistenza anche dal lato materno. Dovrebbe dare il meglio di sè ad Epsom, sabato vedremo se il progresso evidenziato nel Leopardstown Derby Trial conterà anche sul tappeto di Epsom.
La suggestione di questo Derby si chiama Item, già ammantato del fascino di essere figlio del campionissimo Frankel. Ha corso poco, il meno esposto di tutto lo schieramento. Dalla sua ha il fatto che è imbattuto e che ha messo insieme una performance impressionante nelle Dante Stakes di York, quando è stato giocato a tutte le quote dagli appassionati ed esperti del turf dell'isola britannica.
Andando a cercare un po' di soggetti che possono far saltare il banco e vincere il Derby in veste di sorprese le idee sono soprattutto due: James J Braddock che nel Derby Trial di Leopardstown ha dimostrato di essere soggetto che viene avanti con il crescere della distanza. Ha un pedigree da cavallo che il miglio e mezzo lo fa alla grande.
Idem per un altro purosangue che affascina i cultori delle genealogie. Si chiama Maltese Cross e si è rivelato vincendo in bello stile il Derby Trial di Lingfield.
C'è buona stoffa da miglio e mezzo nel suo pedigree: sia il padre che il padre della madre sono vincitori di Derby. La classica per eccellenza da leggere in tutte le sue sfumature, analizzando i team di provenienza, la forma degli ultimi trial, quella soglia attitudinale dettata dalla lettura del pedigree, approfondendo e andando indietro fino alla quinta generazione e anche con terrazza con vista sulla linea femminile.
Poi il mercato, quelle quote che scendono all'approssimarsi dell'andare verso il canter di partenza, quel tondino immaginifico perché dalla bellezza dei mantelli, dalle scintillanti giubbe colorate all'eccitazione di tutti i protagonisti, proprietari, allenatori, alla concentrazione dei jockey, cerchi di intuire chi vincerà la Corsa che vale una carriera.
L'almanacco delle sfide che ha portato su quella piana di Epsom i sogni, le ambizioni di chi nella vita studia e lavora con i purosangue come se l'ippica fosse arte.


























