I cavalli di Franz Marc portatori di un messaggio ancora attuale
Sapendo del mio legame con i cavalli, un’amica mi ha regalato un biglietto di auguri con l’immagine dell’opera “Il cavallo nel paesaggio” dipinta da Franz Marc.
Non conoscevo l’artista ma sono stata folgorata da quel destriero, dipinto in una posa inusuale, dall’alto e da dietro, immerso in colori intensi come le sensazioni percepite durante una passeggiata a cavallo.
Con piacevole sorpresa ho scoperto che, per l’autore, gli animali rappresentano purezza e spiritualità, in contrasto con la società umana, corrotta e materialista. Il cavallo simboleggia forza vitale mentre il paesaggio suggerisce un mondo ideale di armonia e bellezza incontaminata. L’emozione mi ha spinto a studiare questo pittore tedesco, autore di dipinti in cui il cavallo è, spesso, protagonista.
Franz Marc nasce nel 1880, a sua volta figlio di un pittore. Ai primi del Novecento soggiorna a Parigi dove entra in contatto con le opere di artisti come Van Gogh e Paul Gauguin, che influenzano la sua visione della pittura, portandolo a interrompere gli studi classici all’accademia di Belle Arti. In questo periodo realizza ritratti e paesaggi con stile piacevole ma classico e, non ottenendo sufficienti ritorni economici, impartisce anche lezioni private e prepara illustrazioni di libri.
Nel 1910 conosce il pittore russo Vasilij Kandinsky, precursore della pittura astratta, e partecipa alla “Nuova associazione degli artisti di Monaco”, da lui fondata. Quando il gruppo si scioglie l’anno successivo, Kandinsky dà vita al movimento chiamato “Der Blauen Reiten” assieme a Paul Klee, uno degli esponenti dell’astrattismo, August Macke e Marianne von Werefkin, rappresentanti dell’espressionismo, e allo stesso Marc.
Der Blauen Reiten, in tedesco, significa il Cavaliere Azzurro: il nome ha avuto origine dalla passione di Kandinsky per il colore blu e dall’amore di Marc per i cavalli. Anzi, Kandinsky rivela di considerarsi il cavaliere mentre Marc il cavallo.
Il dipinto “I grandi cavalli azzurri” di Marc diventa un vero e proprio manifesto dell’Espressionismo tedesco e si oppone al naturalismo e all’impressionismo. Come un moto dall’interno all’esterno, l’artista tenta di imprimere nelle opere la propria anima e la visione della realtà attraverso l’uso simbolico del colore e un approccio spontaneo al disegno.
In quest’opera, tre grandi cavalli azzurri occupano tutta la superficie. Uno è disegnato di profilo, con una geometrizzazione delle parti attraverso due linee semicurve. Il secondo è visto posteriormente mentre il terzo è dietro a questo. La massa dei cavalli azzurri è in dialogo di contrasto con lo sfondo rosso arancio che, essendo complementare dell’azzurro, mette in risalto gli animali. Marc cattura l’essenza dei destrieri trasmettendo un messaggio spirituale per mezzo della natura, che diventa un rifugio dalla modernità, dai cui pericoli invita ad allontanarsi.
Il movimento di cui faceva parte Marc cercava di dar vita a un’arte che ricordasse la primordialità mediante forme semplici e colori puri per fornire una rappresentazione dei soggetti diversa da quella reale, in quanto immagine interiore.
Il blu è considerato il colore della spiritualità, il giallo dell’allegria e della sensualità, il bianco della purezza mentre il rosso, brutale e pesante, doveva essere combattuto e superato dal blu e dal giallo.Franz Marc amava l’armonia e le forme sinuose dei cavalli, da lui declinate in vari modi per rappresentare purezza, serenità e connessione spirituale con la natura.Oltre ai cavalli dipinse cani, caprioli, mucche, volpi e tigri, in cui vedeva la forza originaria della natura. Tra gli animali preferiti vi erano anche i gatti, dipinti con il suo cromatismo particolare.
Franz Marc non ha utilizzato la pittura solo per ritrarre l’armonia ispirata dalla natura ma anche per esprimere l’angoscia del suo tempo.
Der Blauen Reiten nasce nel 1911, mentre l’Europa corre verso la tragedia della prima Guerra Mondiale. Nel 1913 Marc dipinge una delle opere più inquietanti e profetiche del Novecento: “Destino di Animali”. Nel quadro non c’è un paesaggio idilliaco, come nei ritratti dei cavalli azzurri, ma una scena di distruzione.
Cavalli, cervi e altri animali vengono travolti da forze violente, schiacciati in un turbine di linee spezzate e colori aggressivi. Marc credeva che gli animali fossero più puri degli esseri umani. Ritraendoli in un destino tragico, prefigurava la catastrofe imminente che avrebbe colpito l’umanità. Il blu intenso, il rosso fiammeggiante, il nero minaccioso, ogni tinta del quadro ha un valore simbolico che esprime dolore, conflitto e annientamento. Il linguaggio espressionista raggiunge l’apice con forme frammentate, linee oblique, energia compressa che sembra esplodere dalla tela. Non c’è armonia ma solo caos.
Una fattrice nitrisce per il suo puledro che, colto dal panico, corre alla cieca verso un albero rossastro che sta cadendo, simbolo di rovina e del predominio del materialismo. Un cervo blu inarca il collo all’indietro ricevendo il colpo finale della morte rappresentato dal fascio di luce arancione che attraversa la tela. Le forme astratte di animali si compenetrano e si sovrappongono in nette diagonali a freccia: la loro sofferenza diventa specchio del destino collettivo dell’umanità.
Un quadro che è un grido pittorico in cui l’artista esprime con angoscia la consapevolezza della fine di un’epoca. Franz Marc scrisse: “Questo è come vedo il destino degli animali… e il mio stesso destino”.Nel 1914 scoppia la guerra e a settembre Marc si arruola volontario. Al fronte continua a disegnare, realizzando schizzi e scrivendo aforismi. Nel 1916 fu esentato dal servizio militare per motivi artistici ma il destino, dipinto nel quadro del 1913, era in agguato. L’ultimo giorno da militare, il 4 marzo del 1916, mentre era a cavallo nei pressi di Verdun fu colpito da una granata e morì a causa delle ferite.
Il “Destino di animali” subì notevoli danni per un incendio scoppiato nell’edificio in cui era conservato. Nel 1918, l’amico Paul Klee ridipinse la parte destra della tela, parzialmente danneggiata, rispettando lo stile originario di Marc, di cui mantenne l’integrità compositiva, permettendoci di ammirarla ancora oggi.
A oltre un secolo dalla morte, Franz Marc resta uno degli artisti tedeschi più famosi le cui opere trasmettono un messaggio vibrante e profondo, apprezzabile soprattutto da chi conosce e ama i cavalli.




























