Piazza di Siena, Piergiorgio Bucci e Cochello a segno nel Premio Roma.
ROMA – C'è un momento preciso in cui il silenzio di Piazza di Siena si fa così denso da poterlo quasi tagliare. È il secondo che precede l'ultimo salto, quando gli spettatori presenti a Villa Borghese trattengono il respiro all'unisono. Poi, il tocco leggero degli zoccoli sull'erba dell'ovale, la barriera che resta immobile e il boato che spettina i platani secolari. Piergiorgio Bucci ha vinto il Rolex Gran Premio Roma 2026.
Un'impresa da antologia, arrivata al termine di un pomeriggio ad altissima tensione drammatica, che scrive una pagina indelebile nell'anno del doppio centenario della FISE e del concorso ippico romano.
Il percorso disegnato dallo chef de piste Uliano Vezzani si è rivelato la solita, splendida trappola per campioni: altezze vertiginose, distanze millimetriche e tre ostacoli inediti che hanno fatto selezione fin dalla prima manche. Ma oggi Bucci e il suo cavallo erano semplicemente in uno stato di grazia assoluto.
Dopo un primo giro magistrale, la seconda manche è stata un capolavoro di strategia e freddezza. Entrato in campo con la pressione di dover battere i tempi record dei colossi internazionali – francesi e tedeschi su tutti, agguerritissimi dopo il trionfo del Messico nella Coppa delle Nazioni del venerdì – il cavaliere aquilano ha tolto ogni punto di riferimento agli avversari. Una girata interna da brivido prima della doppia gabbia e un galoppo specchiato sul traguardo hanno fermato il cronometro in un tempo inarrivabile.
"Vincere qui, davanti a questo pubblico, ha un sapore che non si può spiegare. Piazza di Siena è la storia della nostra equitazione e questo traguardo lo dedico a chi ha creduto in questo binomio fin dal primo giorno", ha dichiarato un Bucci visibilmente emozionato ai microfoni a caldo.
Un trionfo che sa di Mondiale
Con questa vittoria, l'Italia spezza un digiuno nel Gran Premio romano che durava dal 2018 (l'ultimo sigillo fu di Lorenzo De Luca) e lancia un messaggio chiarissimo in vista dei Campionati del Mondo. Bucci non ha solo vinto: ha dominato con la classe, lo stile e la gestione del cavallo che da sempre lo contraddistinguono nel circuito mondiale. Una domenica perfetta, nella quale trionfano cuore, tecnica e soptattutto complicità con il proprio compagno di gara



























