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PISA. Penultimo convegno della stagione pisana quello in programma martedì, poi domenica 3 maggio calerà il sipario con un pomeriggio di corse di altissimo livello. Questo feriale di inizio settimana inizierà alle 14,30, prova uno riservata ai cavalieri e alle amazzoni sui 1200 metri. Ci prendiamo L'Incorreggibile, piaciuto all'ultima uscita e con in sella la brava Francesca Cecchini. Brazen Air e King Of the Lions sono antagonisti di valore.
Giovedì mattina sono stati dichiarati i partenti per la 199a Corsa dell'Arno, la corsa più antica d'Italia, in programma sabato pomeriggio all'ippodromo fiorentino del Visarno Cesare Meli. Si disputa dal 1827 come Premio dell’Arno, prese vita come sfida tra appassionati non solo toscani, ma anche francesi, russi e inglesi all’epoca del prospero Granducato.
In questa fase storica l'ippica europea sta attraversando una crisi strutturale che riguarda - con modalità diverse - tutti i paesi, causata principalmente dalla diminuzione delle scommesse, fatto che a cascata porta alla diminuzione del montepremi, alla difficoltà di gestione degli eventi e alla diminuzione dell'interesse del pubblico.
Un buon tema dal sabato di galoppo a San Siro. Si galoppa in listed sui 1800 metri della pista grande, step prestigioso del Circo Massimo, prova in trasferta a Mlano. Campo gara essenziale ma con alcuni attori interessanti come l'evergreen Mordimi, specialista della distanza, su questo metraggio nella scorsa annata ha vinto il Signorino e si è piazzato al secondo posto nel Presidente della Repubblica.
Gli anni passano e siamo arrivati a 90 ! Mamma mia, quasi un secolo ed ancora nessuna femmina è stata capace di vincere quella corsa , eh si il derby italiano di galoppo, il nastro azzurro ! Ci hanno provato , questo va detto ma forse in misura minore di quei primi gloriosi anni aperti dalla vittoria di Andreina nel 1884.
San Siro , 11 giugno 2023, i 3000 metri della Coppa d’Oro, uno dei nostri summit per gli stayer. Il dibattito è acceso , lungo tutta la dirittura , quattro dei sette al via, lottano strenuamente . Un guizzo feroce risolve la corsa . E’ quello di Fortunino che ha la meglio di quasi due lunghezze su Lajoscha , teutonico inviato a Milano per vincere da Andreas Wholer. Ad un muso dal secondo ecco Cime Tempestose che precede di una lunghezza Zanfogna. Un istante dopo il palo di arrivo e dopo la esultanza di Walter Gambarota e Roberto Di Giacinto, fantino e trainer, quella Coppa d’Oro diventa iconica perché chiude culturalmente un cerchio meraviglioso. Tutto torna. Nella seconda metà dell’ottocento , tantissimi professionisti , soprattutto inglesi, vennero nel nostro Paese a trasmettere i fondamentali del Turf al nostro galoppo che muoveva i primi veri passi. Solo per dare una idea, non dimentichiamo che , ad esempio , circa le prime 30 edizioni del Derby Italiano furono vinte da cavalli con in sella fantini stranieri, quasi tutti di scuola inglese. Lo furono anche i tanti altri professionisti allenatori che hanno dato la impronta intellettuale al nostro galoppo. Quella valenza colta che non dobbiamo mai dimenticare perché costituisce le fondamenta su cui abbiamo costruito le nostre “ golden age” del galoppo. Tra le famiglie che vennero nel nostro Paese, Barbaricina fu la culla , la nostra Mesopotamia ippica, ci fu anche quella dei Livermore. Vennero e , come diversi altri, si innamorarono dell’Italia e del nostro turf e restarono , generazione dopo generazione , per costruire la cultura del nostro galoppo. Fino a quando l’ultimo Livermore, Davide, prima o poi sarebbe dovuto succedere, non fa l’ippico di professione ma porta nel cuore sempre l’amore per il turf. Niente ippodromi o centri di allenamento. Davide , cantante e ballerino di formazione, diventa il personaggio che tutto il mondo conosce e ci invidia : l’eccezionale regista di melodramma, lo scrittore, il regista teatrale e cinematografico che ci ha regalato lo stupendo e visionario “ The Opera !” , atto di amore coinvolgente. Davide ha inaugurato per quattro stagioni consecutive quella della Scala, nel giorno di sant’Ambrogio. Attila, Tosca , Macbeth ma anche gli straordinari allestimenti del Tamerlano, Don Pasquale ,Otello, Boheme, Norma, La Gioconda, il Barbiere, I Vespri a Torino per il 150esimo dell’Unità d’Italia …. In tutto il mondo Davide Liverore ha firmato le sue memorabili regie : Seul , Valencia, Buenos Aires, Madrid Barcellona, Sidney, Montecarlo… e tutti i teatri italiani dove ha curato anche stupende regie teatrali come quelle al Teatro Greco di Siracusa e con il Teatro Nazionale di Genova. Perché tutto torna e perché la Coppa d’oro di Fortunino è iconica? Perché il richiamo del turf è stato irresistibile e Davide è come tornato all’ovile , senza scomodare la parabola, ha completato , forse, il suo viaggio , il suo percorso, riappropriandosi del suo passato e di quello della sua famiglia. Si è riconnesso con la seconda metà dell’ottocento, con Barbaricina , con il turf . Ha scoperto che un amore è per sempre , continua ad ardere mahlerianamente sotto le ceneri e alla fine la fiamma si riaccende. Ha aperto scuderia , si è tolto le sue soddisfazioni , ha avuto modo anche di provare delusioni , temprano, ma soprattutto a chiuso il cerchio in maniera fantastica con Fortunino . Già perché Fortunino, il nome che ha voluto dare al figlio di Golden Horn, è anche il secondo nome di Giuseppe Verdi. Ecco che tutto torna : Fortunino vince la Coppa d’Oro, ha il nome nascosto del sommo compositore, fonde in se stesso lirica, ippica , passione , cultura , fantastica gioia. Dopo un secolo e mezzo tutto è tornato a posto e grazie ad un cavallo, ad una corsa, ad una vittoria, ad un nome che è Storia : che meraviglia !
Si galoppa al Visarno nel convegno del martedì che propone una ben confezionata per le femmine sui 1500 metri. Corsa molto equilbrata, questa prova di classe tre per le cavalle di 4 anni ed oltre.
La scala è ampia, così se nella parte alta del tabellone registriamo le presenze di soggetti di valore come Vera Amicizia, Happy Smile e Rose Zahra, scorrendo la scala ci sono protagoniste potenziali della gara come Kurrawa che resta su un bel successo partenopeo e Sansovina, dal regolare standard di rendimento e ben messa a 55 chili e con la monta di un Maikol Arras ispirato.Il 5 aprile, tra i pini secolari e con lo sguardo che si apre fino al profilo delle Alpi Apuane, San Rossore torna a essere il cuore pulsante del galoppo italiano. Qui, dove la natura incontra la tradizione, si rinnova uno degli appuntamenti più iconici dell’ippica nazionale: il Premio Pisa, giunto alla sua 136ª edizione.































