Domenica 5 aprile a San Rossore il Premio Pisa : una grande storia
Il 5 aprile, tra i pini secolari e con lo sguardo che si apre fino al profilo delle Alpi Apuane, San Rossore torna a essere il cuore pulsante del galoppo italiano. Qui, dove la natura incontra la tradizione, si rinnova uno degli appuntamenti più iconici dell’ippica nazionale: il Premio Pisa, giunto alla sua 136ª edizione.
Non è semplicemente una corsa. È un rito che affonda le radici nel 1885, un filo continuo che lega generazioni di appassionati, allevatori e fantini. Il Premio Pisa rappresenta il momento più alto della stagione primaverile, una sorta di consacrazione sportiva che ogni anno richiama il meglio del panorama ippico. L’ippodromo si riempie, vibra, si accende: è il segno tangibile di una tradizione che non si limita a sopravvivere, ma continua a rinnovarsi.
La storia di questa corsa è fatta di nomi che hanno lasciato un’impronta indelebile. Dalla prima edizione vinta da Rosenberg, passando per Archidamia — capace poi di imporsi anche nel Derby — fino al passaggio leggendario di Ribot, San Rossore è stato teatro di eccellenze assolute. Non solo campioni, ma simboli di un’epoca, protagonisti di un racconto che ancora oggi alimenta il mito del galoppo italiano.
Il Premio Pisa è anche, e soprattutto, un trampolino. Vincere qui significa proiettarsi verso traguardi più ambiziosi, entrare in una traiettoria tecnica e agonistica che può condurre ai vertici del calendario nazionale e internazionale. Non a caso, le scuderie lavorano per mesi con un obiettivo preciso: trovare il cavallo giusto per questa classica d’apertura. Perché trionfare a Pisa non è solo una vittoria, è una dichiarazione di supremazia, un’affermazione di prestigio che va oltre il risultato sportivo.
C’è poi un elemento che rende questa corsa unica: la sua identità. San Rossore non è un ippodromo qualsiasi, ma un luogo simbolico, dove il galoppo si fonde con il paesaggio e la storia. Correre qui significa confrontarsi con l’essenza stessa di questo sport, in un contesto che amplifica ogni emozione. Il rumore degli zoccoli sulla pista, il silenzio carico di attesa prima della partenza, l’esplosione del pubblico all’arrivo: tutto contribuisce a creare un’atmosfera irripetibile.
Il Premio Pisa è dunque molto più di una competizione. È memoria, ambizione, appartenenza. È il punto in cui passato e futuro si incontrano, dove ogni edizione aggiunge un nuovo capitolo a una storia lunga oltre un secolo. E il 5 aprile, ancora una volta, San Rossore sarà il luogo in cui questa storia continuerà a correre. L'edizione 136 della classica d'apertura del galoppo italiano si prospetta con un campo gara importante per qualità e numero partenti: My Corbett Court ha vinto il Thomas Rook, non è passato inosservato Profit Centre, importato vincitore al debutto pisano per il training di Devis Grilli. E altri importanti team, da Stefano Botti a quello di Endo Botti e Cristiana Brivio, da Bruno Grizzetti a Danilo Pierdomenico, da Gabriele Bietolini a Luciano Vitabile hanno preparato questo importante appuntamento della stagione scegliendo il purosangue più adatto a quella sfida sui 1600 metri della pista grande di San Rossore.
E' il Premio Pisa, una meravigliosa galoppata tra tradizione, eccellenza, passione, identità con la città e la natura di un parco che ospita l'ippodromo del Prato degli Escoli.






















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