Piazza di Siena, dopo 78 anni la Coppa delle Nazioni torna al Messico
Successo strepitoso (6 netti in 8 percorsi) del Messico (Hank in sella a Guerreiro, Pasquel e Chakkalou PS, Azcarraga e Contendros 2, Martinez e Sommer Joep) alla Coppa delle Nazioni di Piazza di Siena, 68 anni dopo la sua prima vittoria nell’ovale borghesiano. Seconda una grintosa Germania e quarta l’Italia che ha sfoderato due splendidi binomi, il carabiniere Giacomo Casadei con Marbella Du Chabli e l’aviere Giampiero Garofalo a bordo di Querido Van’t Ruytershof.
La Coppa delle Nazioni 2026 (competizione in due round, 200 mila euro montepremi, 15 salti su 12 ostacoli da 1,60, 40 concorrenti) schierava le squadre (4 binomi ciascuna) di 10 Paesi (7 europei e 3 americani) con l’Italia (29 successi in questa gara, terza l’anno scorso) prima ad entrare in campo e gli Stati Uniti (6) vincitori 2025 per ultimi. Tra loro, in ordine d’ingresso, Belgio (2), Gran Bretagna (11), Irlanda (1), Germania (11), Francia (20), Brasile (0) con l’intramontabile Pessoa, Svezia (2) e Messico (1).
Gli azzurri hanno dovuto fare a meno della loro coppia regina, l’abruzzese Piergiorgio Bucci (vincitore della Coppa nel 2017 con Casallo) ed il baio Hantano, che il selezionatore FISE Stefano Cesaretto ha dovuto togliere di squadra per lo stato febbrile, accusato dal cavallo dopo dopo l’evitabile concorso tedesco di Aquisgrana. Il quartetto tricolore era perciò composto (nell’ordine d’ingresso in campo) dall’aviere Giulia Martinengo (moglie di Cesaretto) in sella a Delta Del’Isle, Emanuele Camilli su Chacareno PS, il carabiniere Giacomo Casadei con Marbella Du Chabli e l’aviere Giampiero Garofalo a bordo di Querido Van’t Ruytershof.
L’Italia partiva bene chiudendo la prima parte del round iniziale in testa alla classifica (comunque estremamente provvisoria, il risultato peggiore non entra nel punteggio) dei primi due salti con Martinengo/Delta un solo errore alla combinazione e Camilli/Chacareno percorso netto. Alla ripresa dopo il primo intervallo Casadei/Marbella sbagliavano però sul decimo ostacolo, una tavola, e Garofalo/Querido all’undicesimo, una gabbia, scaraventando il team azzurro al sesto posto al termine del primo round.
Eccezionali la positività (quattro percorsi netti) e il primo posto del Messico, e la negatività della Francia e della Svezia, nono e decimo posto e fuori dal round finale della Coppa, una brutta figura per due grandi del salto ostacoli olimpico e mondiale.
Ultimo giro di salti con 8 Nazioni. Per l’Italia apriva di nuovo con Martinengo/Delta e di nuovo un errore, stavolta alla gabbia, quasi in chiusura di percorso. Doccia fredda sugli azzurri provocata da Camilli/Chacareno per l’abbattimento dell’oxer e poi della doppia gabbia: 8 penalità che non ci si aspettava dopo il netto del primo round. La squadra di casa galleggiava sempre a metà classifica quando la Coppa si concede ancora una pausa. Casadei/Marbella rimettevano bravamente in equilibrio le sorti azzurre con un convincente percorso netto che veniva ribattuto da quello altrettanto pulito di Garofalo/Querido spingendo di nuovo in su l’Italia, al quarto posto dietro la Gran Bretagna terza. Poi nell’ordine Belgio, Brasile, Stato Unito, Irlanda, Francia e Svezia.
La Coppa se la giocavano in barrage (spareggio) Messico (con Pasquel n° 151 al mondo) e Germania (Vogel n° 3 al mondo) che sono riusciti a compiere 6 e 5 percorsi netti nei due round, con un solo errore cascuna. Vinceva con un netto il maturo sudamericano sul blasonato teutonico che sbagliava di brutto nell’ultimo ostacolo.



























