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L’Ouverture 2026 dell’Ippodromo del Savio, svoltasi venerdì 12 giugno, ha riacceso le luci sull’estate del trotto romagnolo e nazionale. Una serata organizzata con cura, con cavalli splendidi, e un pubblico presente e partecipe, a conferma di quanto il fascino delle notti del Savio continui a richiamare appassionati e curiosi.
Il settore equestre, i cavalli e anche l'ippica, sia pure in aperta crisi, restano risorsa importante, dalle enormi potenzialità ed anche una grande opportunità di rilancio e sviluppo.Ne sono convinti gli imprenditori della Federazione Artigiani (Claai) che, su iniziativa partita dalle Marche, hanno fondato una divisione dedicata con la mission di progettare e dare linfa appunto a tutte queste potenzialità, anche quelle finora inespresse, pure in termini di indotto diretto e indiretto, anche attraverso la formazione professionale qualificata, il turismo equestre, la promozione e i legami con i territori, le aziende e le relative eccellenze.
Gran finale di pomeriggio martedì all’ippodromo dei Marsi. Di scena una spettacolare TQQ conclusiva, ma in agenda anche una maiden per i due anni, cinque handicap ed una media partenti di ben 9 per ognuna delle sei corse, con distanze dai 1000 ai 2150 metri. Inizio della riunione alle 15.52 e conclusione alle 18.33.
Splendida performance di Krokodile Dundee nel Lunedi di Pentecoste, trial di avvicinamento al prossimo Grande Steeple Chase d’Europa in programma domenica 31 maggio a Maia. Laureatosi nel Vanoni 2024, il figlio di Jeu St Eloi si è ripresentato alla nuova stagione di corse con le vesti del buon cavallo.
Lo scorso fine settimana l’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli”, in occasione della 199ª edizione della storica Corsa dell’Arno, ha ospitato all’interno del programma una tappa ufficiale del Campionato Pony Italia Galoppo. L’evento al parco delle Cascine è stato sostenuto da MST, Equality, Master 4 Horse e Boehringer Ingelheim. Nel corso della cerimonia di premiazione, alla presenza del sottosegretario al MASAF Patrizio La Pietra e del Direttore Generale per l’Ippica al MASAF Remo Chiodi, affiancati dal Chief Operating Officer di MST Michele Rosi, sono stati celebrati i giovani atleti della tappa al Visarno: bambine, bambini, ragazze e ragazzi che si sono misurati sul tracciato fiorentino.
Secondo weekend dedicato al salto ostacoli che andrà in scena da venerdì a domenica nell'impianto di Tanca Regia, ad Abbasanta. Ben 280 gli iscritti, numero record che testimonia della crescita del comparto. I binomi si confronteranno nelle diverse gare e specialità seguendo la suddivisione del Trofeo Asvi, organizzato dall'agenzia regionale di sviluppo e valorizzazione ippica, creato proprio per far crescere e migliorare i cavalli nati e allevati in Sardegna.
In questa fase storica l'ippica europea sta attraversando una crisi strutturale che riguarda - con modalità diverse - tutti i paesi, causata principalmente dalla diminuzione delle scommesse, fatto che a cascata porta alla diminuzione del montepremi, alla difficoltà di gestione degli eventi e alla diminuzione dell'interesse del pubblico.
San Siro , 11 giugno 2023, i 3000 metri della Coppa d’Oro, uno dei nostri summit per gli stayer. Il dibattito è acceso , lungo tutta la dirittura , quattro dei sette al via, lottano strenuamente . Un guizzo feroce risolve la corsa . E’ quello di Fortunino che ha la meglio di quasi due lunghezze su Lajoscha , teutonico inviato a Milano per vincere da Andreas Wholer. Ad un muso dal secondo ecco Cime Tempestose che precede di una lunghezza Zanfogna. Un istante dopo il palo di arrivo e dopo la esultanza di Walter Gambarota e Roberto Di Giacinto, fantino e trainer, quella Coppa d’Oro diventa iconica perché chiude culturalmente un cerchio meraviglioso. Tutto torna. Nella seconda metà dell’ottocento , tantissimi professionisti , soprattutto inglesi, vennero nel nostro Paese a trasmettere i fondamentali del Turf al nostro galoppo che muoveva i primi veri passi. Solo per dare una idea, non dimentichiamo che , ad esempio , circa le prime 30 edizioni del Derby Italiano furono vinte da cavalli con in sella fantini stranieri, quasi tutti di scuola inglese. Lo furono anche i tanti altri professionisti allenatori che hanno dato la impronta intellettuale al nostro galoppo. Quella valenza colta che non dobbiamo mai dimenticare perché costituisce le fondamenta su cui abbiamo costruito le nostre “ golden age” del galoppo. Tra le famiglie che vennero nel nostro Paese, Barbaricina fu la culla , la nostra Mesopotamia ippica, ci fu anche quella dei Livermore. Vennero e , come diversi altri, si innamorarono dell’Italia e del nostro turf e restarono , generazione dopo generazione , per costruire la cultura del nostro galoppo. Fino a quando l’ultimo Livermore, Davide, prima o poi sarebbe dovuto succedere, non fa l’ippico di professione ma porta nel cuore sempre l’amore per il turf. Niente ippodromi o centri di allenamento. Davide , cantante e ballerino di formazione, diventa il personaggio che tutto il mondo conosce e ci invidia : l’eccezionale regista di melodramma, lo scrittore, il regista teatrale e cinematografico che ci ha regalato lo stupendo e visionario “ The Opera !” , atto di amore coinvolgente. Davide ha inaugurato per quattro stagioni consecutive quella della Scala, nel giorno di sant’Ambrogio. Attila, Tosca , Macbeth ma anche gli straordinari allestimenti del Tamerlano, Don Pasquale ,Otello, Boheme, Norma, La Gioconda, il Barbiere, I Vespri a Torino per il 150esimo dell’Unità d’Italia …. In tutto il mondo Davide Liverore ha firmato le sue memorabili regie : Seul , Valencia, Buenos Aires, Madrid Barcellona, Sidney, Montecarlo… e tutti i teatri italiani dove ha curato anche stupende regie teatrali come quelle al Teatro Greco di Siracusa e con il Teatro Nazionale di Genova. Perché tutto torna e perché la Coppa d’oro di Fortunino è iconica? Perché il richiamo del turf è stato irresistibile e Davide è come tornato all’ovile , senza scomodare la parabola, ha completato , forse, il suo viaggio , il suo percorso, riappropriandosi del suo passato e di quello della sua famiglia. Si è riconnesso con la seconda metà dell’ottocento, con Barbaricina , con il turf . Ha scoperto che un amore è per sempre , continua ad ardere mahlerianamente sotto le ceneri e alla fine la fiamma si riaccende. Ha aperto scuderia , si è tolto le sue soddisfazioni , ha avuto modo anche di provare delusioni , temprano, ma soprattutto a chiuso il cerchio in maniera fantastica con Fortunino . Già perché Fortunino, il nome che ha voluto dare al figlio di Golden Horn, è anche il secondo nome di Giuseppe Verdi. Ecco che tutto torna : Fortunino vince la Coppa d’Oro, ha il nome nascosto del sommo compositore, fonde in se stesso lirica, ippica , passione , cultura , fantastica gioia. Dopo un secolo e mezzo tutto è tornato a posto e grazie ad un cavallo, ad una corsa, ad una vittoria, ad un nome che è Storia : che meraviglia !































