Ciao Deauville, il turf e' già a LONGCHAMP
Non gli hanno dato nemmeno il tempo dei saluti, si fa per dire. Certo che il congedo di Deauville , dopo 45 giorni stupendi, è stato anticipato al sabato . Come mai ? Beh sua Maestà Longchamp deve riaprire e le domeniche debbono essere le sue.
Forse è giusto cosi, lo spettacolo deve continuare senza soluzione di continuità e cosi in una notte siamo transitati dalla estate all’autunno che è la stagione del Bois . Che buffo : agli inglesi e al loro Turf dobbiamo tutto ma, quasi punizione dantesca, la madre di tutte le corse o più semplicemente la corsa che è confronto supremo intergenerazionale, classico al massimo , da subito dopo la prima guerra, si disputa in Francia e a Longchamp. Per di più non ha un nome qualunque , minimalista, no si chiama Arc de Triomphe . Il summit lo vivremo tra sabato 4 e domenica 5 ottobre.
Meglio abituarsi subito a Longchamp però che bel Deauville che siamo lasciati alle spalle. Solita parentesi ma ne riparleremo a tempo debito : il nostro bistrattato Turf in quella “corsa” si è fatto bello con Ortello, Crapom , Nuccio, Ribot , Molvedo, Prince Royal, Tony Bin, Carroll’s House oltre ai vari piazzamenti, indimenticabile e fresco quello di Sea of Class , ah che duello con la Regina Enable.
Chiusa la parentesi. Anzi no : Cavaliere d’Arpino lo avrebbe vinto se non avesse bucato le ruote, parola del Senatore che lo considerava il più grandi tra tutti i suoi e su di lui per tre generazioni dirette ha costruito il pedigree di Ribot.
Dunque Deauville che ci lascia. Ah che glamour, la sua estate dai tempi di Morny, il Duca mica il premio, è uno dei momenti di grande evasione sociale a tutti i livelli. Si , perché la costa normanna che dà sulla manica ha in Deauville il suo centro elitario e di grande classe ma poi si snoda, un km ad est e uno ad ovest, in maniera assolutamente popolare , modello riviera romagnola, niente a che fare con la Costa Azzurra, ma viva e affollata.
Lo so bene perché , miserabili come eravamo, ci sistemavamo a Blondville sur Mer, tre chilometri a ovest, nella pensione Hotel de la Mer, con i muri divisori dei bagni in compensato… bei tempi lo stesso . A volte si andava nell’entroterra , 20 km, dove si mangiava divinamente e si spendeva anche meno.
Il cuore di Deauville è ed era davvero elegante : l’ippodromo una delizia, le Aste con tanti italiani anche allora, il polo club, il casinò , gli hotel storici come il Normandie o il Royal e , ad inizio anni 70, anche l’hotel du Golf. Beh del resto Claude mica per caso la ha scelta per far vivere la storia di Anouk e Jean Louis .
Tra l’altro il cinema a Deauville è di casa anche con la rassegna estiva di pregio, all’epoca assistemmo, con gli amici di sempre, alla prima de La Grande Bouffe, era il 73. “ Tortellinì”, con l’accento la frase iconica, tra le tante di Marcello, l’altra è meno ripetibile e poi Ugo , Michel , Andrea piacente anche se abbondante.Pare che il 2025 sia stato di gran successo con un più 8% di presenze di spettatori, magari scatena una onda lunga che si proietta sull’autunno di Longchamp…
Che estate quella di maitre Andrè Fabre, già perché allora Aidan oppure Francis-Henry… Ah beh ,Cristian sta vivendo un anno straordinario, forza che mancano due mesi abbondanti e si vince la cravache d’or… Intanto nel meeting ha vinto 15 volte per un pelo davanti a Maxime Guyon , il rivale. E’ sempre vivo Christophe, adesso pure “aidanizzato”. Una gioia e un amarcord rivedere al massimo la giubba di The Minstrel , si scrive Robert Sangster, capace di vincere , con il pittore de Las Meninas, il Marois. Bravo Sam che onora il padre, lo dice anche il comandamento. Fabre a Graffard, sei pattern a testa, chapeau. E il sabato dell’arrivederci ( per modo di dire perché la sable fibrè farà la sua parte anche in inverno ma è altra roba) ?
Diamine c’era il Gran Premio, la corsa di Molvedo, passaporto per l’Arco, la corsa di Duke of Marmalade che aveva vinto , Sergio up, Bruno Bucci e Mario Bertini in regia, ma fu tragicamente tolto dall’ordine di arrivo per un fallo in curva che neanche il Var avrebbe visto. Eh, ancora non hanno digerito il “De Bello Gallico” . E’ stata anche la corsa di Groom Tesse, immancabile cammeo del sor Luigi, secondo sul palo.
Insomma noi ci siamo quasi sempre… Ha vinto Sibayan che avrebbe meritato l’Arco ma gli manca un requisito che mi sembra ormai antistorico richiedere. Siccome fa anche i 3000 avrà modo di divertirsi lo stesso nel meeting… e se puntasse Melbourne … uhm forse no. Fa status il terzo di New Ground, uno terzo e quarto di Epsom e Paris. Buttalo via. Male Marquisat, atteso. C’erano anche il Meautry sulla breve , che, se la memoria non ci tradisce, l’Armando aveva pizzicato con cavallo Jerome, poi il Quincey sul miglio che, mi ricorda Antonio Lupo, fu vinto da Furibondo di Pippo Dragoni, d’accordo età dell’oro.
Ci sarebbe da parlare di Longchamp e della sua prima, del Curragh ma si è fatto tardi. Occhio invece a Baden Baden dove in gruppo tre sui 1800 arrivo tutto “italiano”. Primo Quest The Moon , redivivo, che vinse il nostro Gran Criterium e si piazzò nel Milano, secondo Arnis Master che il Milano lo ha appena vinto e terzo Petit Marine , ultimo laureato del Roma. Matematico che il loro autunno sarà anche italiano. De hoc satis….




























