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Il Jockey Club ha trovato la sua armonizzazione , grazie alla decisione di portarne la dotazione a oltre 500.000 euro. E’ collocato benissimo a tre settimana dall’Arco di Trionfo, è sulla stessa distanza e , vedrete, che in tre anni riuscirà, se tutto andrà per il verso giusto , a tornare pattern di primo rango.
Torno sul Jockey Club, la corsa amici, anche se una paretesi sul vecchio Ente e sulla sua importanza storica non ci starebbe male. Per ciò che concerne la corsa faro del nostro autunno, prima di tutto vi rimando al prezioso saggio di Paolo Allegri su queste colonne , lo trovate in data 12 ottobre 2023. (https://www.cavallo2000.it/article/jockey-club-a-san-siro-storia-di-grande-fascino)
Più di una settimana è trascorsa dalla disputa dell’Arco di Trionfo. Ci sarebbe forse ancora una considerazione da proporre…. Ancora ? Basta con l’Arco , è un fatto storico ormai. E’ stato scritto e detto tutto il possibile.
L’Arco è l’Arco. La madre di tutte le corse moderne e contemporanee. Intuizione colta che ha mutato il comune sentire nelle corse al galoppo. Nel senso che , appena conclusa la prima guerra mondiale, inventare una corsa , anzi due, celebrative,
Ah, quel terreno contrario ! Beh non pensiamoci, è andata molto bene lo stesso… già ma su terreno buono il nostro Giavellotto sarebbe stato buon terzo che è meglio di quarto , oh parliamo di Arco di Trionfo, non so se ci rendiamo bene conto e in un campo ben numeroso, erano in 17 e lui è li che risale stupendo , recupera tutto il possibile , faticando il massimo su quelle zolle umide che si spappolavano sotto i suoi zoccoli invece di restare ben ferme.
Riusciranno i Nostri Eroi a ritrovare la vittoria nell’Arco di Trionfo peraltro mai raggiunta ? Traduzione : riusciranno i Giapponesi finalmente a vincere la corsa stregata ? Gira su youtube un filmato, iconico della disperazione che segue il giubilo sfrenato, in cui un gruppo di supporters nipponici , uno con tanto di giubba indossata, si alzano in piedi ululanti dinanzi al televisore quando Orfevre staccò in maniera imperiale prima di piantarsi come un pilone della luce , vittima di Solemia .
Sono passati 70 anni esatti da quella prima domenica di ottobre del 1955. Parigi, Longchamp, Arco di Trionfo . Ribot ( 1952, da Tenerani e Romanella da El Greco) mette in ginocchio, nelle mani di Enrico Camici ( tre volte Arc winner), Beau Prince e Picounda.
La madre di tutte le corse ! Una madre piuttosto giovane , poco più di cento anni, una bimba. Eppure, sembra incredibile, l’Arco di Trionfo, piaccia o non piaccia agli irriducibili anglofili come me, è la corsa più importante del mondo.































