70 ANNI : PER NOI COME FOSSE IERI
Sono passati 70 anni esatti da quella prima domenica di ottobre del 1955. Parigi, Longchamp, Arco di Trionfo . Ribot ( 1952, da Tenerani e Romanella da El Greco) mette in ginocchio, nelle mani di Enrico Camici ( tre volte Arc winner), Beau Prince e Picounda.
Nel giugno dello stesso anno, ad Ascot, Botticelli si era imposto magnificamente nella Gold Cup. All’inizio di maggio del 1954, Federico Tesio lasciava questa terra ( Mario Incisa della Rocchetta, Vittorio Ugo Penco ed Enrico Camici i suoi continuatori) ed insieme ci consegnava il suo capolavoro in pista , il cavallo del Secolo.
Era nato il “Mito di Tesio”, l’inarrivabile Mago di Dormello. Nearco è stato il suo zenith assoluto , la sua gloria è oggi totale , grazie ai suoi discendenti. Il Senatore lo aveva creato nel 1935, tutto tuttavia nasce dagli anni dieci, quelli degli acquisti a Newmarket o , se volete , dal suo peregrinare precedente in tutto il mondo spinto dall’ansia di conoscere, di sapere per arricchire la sua Cultura, forgiata da un maestro come Francesco Denza, il padre Barnabita dall’immenso sapere scientifico.
Tesio fu gigantesco Mercuriano assoluto, questa la sua incancellabile lezione : vivere il mondo ippico a 360 gradi. Alla ricerca del fuoriclasse in pista che per lui significava vincere la Gold Cup, il vero sogno di tutti coloro che si erano formati nel turf dello 800. Non è un caso se il pomeriggio di Ascot fu nei desideri e nei tentativi anche di Giuseppe De Monte e dei Fratelli Crespi, poi anche di Carlo Vittadini che con Exar fu secondo di Sheeshon ma vinse Goodwood e Doncaster Cup e di Carlo D’Alessio che con Lemoss realizzò il sogno e per due volte.
Tutto o quasi il sapere di Tesio fu sempre rivolto a creare il cavallo in grado di vincere quel pomeriggio ad Ascot. Potenzialmente tali furono Apelle che vinse, post vendita, le Coronation Cup, Cavaliere d’Arpino, il sommo per lui che però non vide Ribot, Donatello, dal pedigree perfetto, Niccolò Dell’Arca , fermato dalla guerra, Tenerani che vinse due volte in Inghilterra, la Goodwood Cup e le Queen Elisabeth ( prima di fondersi con le King George), ovviamente Botticelli che, la Gold Cup, la vinse postuma e quelli che disegnò, in tempo, prima di morire ovvero Braque, motore straordinario potenzialmente sopra il fratellastro Botticelli, e Tissot che proprio ad Ascot e nella Gold Cup fu terzo .
Quel tentativo e quel piazzamento fu la mirabile dimostrazione della amicizia e dell’affetto che Mario Incisa nutriva per Tesio. Volle quella trasferta per onorare il Mago. Come chiaramente quella di Botticelli che il Senatore seguì solo fino al Parioli.
Ribot era stato concepito anche, sottolineo anche , per poter correre la Gold Cup. Se Tesio fosse vissuto, avrebbe corso la Gold Cup con Ribot, a quattro anni, anche dopo la vittoria , un anno prima, di Botticelli ? Periodo ipotetico della irrealtà, inutile azzardare una risposta.
La Storia ci ha detto che Ribot dopo il primo Arco ed in attesa del secondo, disputò , ovviamente vincendo, le King George - Queen Elisabeth sui 2400 , dal conio ancora freschissimo ma destinate a vita preclara. Fu scelta illuminata quella del Marchese Mario, uomo di straordinaria cultura , come del resto Tesio, ma figlio del 900 che in campo ippico e al galoppo significa aver posto il miglio e mezzo come base di ogni selezione.
Perché dobbiamo concepire Ribot, più di Nearco, come il completo capolavoro di Federico Tesio?
Perché, come solo i pochissimi immensi giganti del Turf hanno fatto, Federico Tesio ha costruito il pedigree di Ribot ( al quale , su Sky, Francesco Pierantozzi ha dedicato un imperdibile docufilm) come espressione assoluta del suo genio, della sua cultura, della applicazione dei suoi precetti e delle sue intuizioni. Questa la sua inarrivabile grandezza.
Il Mago pone la sua prima pietra creando Cavaliere d’Arpino, ottenuto inviando la sua Chuette, acquistata per 6.000 ghinee nel 20, ad Havresac , allo scopo di arrivare al sangue, per lui imprescindibile, di St Simon laureato di Gold Cup. Lo fece vincendo la ritrosia di servirsi di uno stallone del rivale ippico per eccellenza, De Montel con il quale , nella vita, era in cordialissimi rapporti. ( gli diede anche Catnip, da cui ebbe Nogara, la madre di Nearco, tutto torna) Ribot è il portato di una sezione paterna tutta “tesiana” perché Cavaliere è il padre di Bellini a sua volta genitore di Tenerani che, sappiamo bene tutti, ci ha dato Ribot.
Tutti questi cavalli sono stati non solo concepiti ma anche testati e valorizzati dal Senatore che, a tutti, diede la sua CORSA, il Milano sui 3000, il test che ha sempre utilizzato per selezionare spietatamente, maschi e femmine.
Provate ad esaminare il pedigree di Ribot e troverete conferma di questa meravigliosa creazione tutta tesiana : nelle prime tre generazioni, su 14 nomi che appaiono nel pedigree solo Pharos, Bucolic e Papyrus non sono appartenuti al Senatore, vuoi come cavalli da corsa o come fattrici. Per questo Ribot è da considerare come manifestazione suprema di Cultura italiana in assoluto e non soltanto ippica. E’ espressione del genio del nostro Paese. Le prime due generazioni sono poi anche totalmente create e provate in corsa dal Mago.
Ultima chiosa che è ben nota a tutti i lettori : Tesio ha voluto creare Ribot pensando a Nearco, l’altro capolavoro assoluto. Infatti nel costruire il pedigree ha completamente rovesciato i due incroci . Nearco è il portato dell’incontro di Pharos con Havresac mentre Ribot lo è di Havresac con Pharos. Tutto , di nuovo, torna. Chiosa : stupendo che questo pedigree immortale (come anche quello di Nearco) abbia in sé anche la genialità di Giuseppe De Montel che importò yearling Havresac . Che Cultura straordinaria quella del nostro Turf , ieri ed anche oggi come dimostrano tanti risultati. E che meraviglia che il testimone genealogico sia stato trasmesso da Federico Tesio alla Contessa Orietta Huniady , la figlia del Marchese Mario Incisa. E’ lei che ci ha saputo regalare Marguerite Vernaut e Tadolina prolungando quella strabiliante onda lunga che era stata creata dal Mago e che lei poi implementerà con Appiani, Hogarth , Ruysdael, Mannsfeld, Garrido, Montorselli, Marracci, Zabarella, Isabella Moretti giusto per citarne alcuni.
La Contessa Orietta è stata una delle più eccezionali competenti e studiose di pedigree che ho conosciuto nella mia vita , è stato un onore godere della sua amicizia. Godiamoci questo anniversario che celebra la nostra grandezza, ci da gioia ancora una volta, immobilizza splendidamente le lancette del tempo e ci colloca tutti a Longchamp, in quel pomeriggio.
Non vorrete mica che si parli della carriera di Ribot ? Mi sembra offensivo, la conoscete tutti. Beh, diamoci un rapidissima rinfrescata. Imbattuto e già suona definitivo. 16 corse, 16 vittorie. I summit nei due Archi consecutivi, a tre e quattro anni ( battendo Talgo e Tanerko), nelle King George a quattro ( davanti al cavallo della Regina High Veldt), in Italia nel Gran Criterium,( salvo per una testa da Gail, menomale) Jockey Club, Milano ma anche Pisa, Filiberto , Piazzale, Nazionale. Tre vittorie a due anni, sei a tre anni e sette a quattro. E il derby ? Lo sappiamo tutti che non lo ha corso. Stop. In razza? Pian piano, come tutti , fagocitato dai “ nearchidi” pur avendo retto il confronto , gloriosamente, fino a metà anni 70. Esatto quando sono apparsi i “divoratori” , eh già, i figli di Northern Dancer ma questa è un’altra storia. Viva Ribot sempre!




























