Gran Premio Jockey Club : faro dell'autunno italiano
Torno sul Jockey Club, la corsa amici, anche se una paretesi sul vecchio Ente e sulla sua importanza storica non ci starebbe male. Per ciò che concerne la corsa faro del nostro autunno, prima di tutto vi rimando al prezioso saggio di Paolo Allegri su queste colonne , lo trovate in data 12 ottobre 2023. (https://www.cavallo2000.it/article/jockey-club-a-san-siro-storia-di-grande-fascino)
Perchè riprendo il discorso ? Semplice perché trovo importante supportare la scelta del Masaf ,in proposito, ovvero la idea di implementare corposamente il montepremi della corsa al fine di farne nuovamente e concretamente il punto di riferimento, se volete il faro, del nostro autunno al galoppo e di conseguenza anche della intera annata che, ovviamente , conta anche su altri punti fermi , si capisce.
A questo proposito , lo abbiamo già scritto ma trovo giusto ribadirlo, il “ rinforzo” economico di alcune altre nostre pattern , penso alle Oaks ma di più ancora ad alcuni gruppi tre come Parioli, Elena e Repubblica , nel tempo si deve trasformare in uno stimolo , una spinta , proprio nei confronti del “fronte interno” a migliorare sia produzione che acquisti, in definitiva il nostro parco cavalli. Per essere maggiormente competitivi anche nei confronti degli ospiti ed un buon premio a disposizione , che si raddoppia per i nati ed allevati in Italia e guardate che è tanto, è per forza un buon aiuto. Dobbiamo tornare almeno a 1000 nati e subito, beh in tre anni.
Sto divagando ma queste sono un po' come delle piacevoli chiacchere in salotto. Allora , prima di tutto sarà fondamentale che il prossimo Comitato Europeo Pattern che si riunirà a Roma, si proprio a Roma ed era ora, gran bel segno di nuova considerazione nei nostri confronti, approvi la proposta italiana di Calendario di selezione.
Per quanto riguarda lo “Status” è chiaro che il Comitato è sovrano e magari potrebbe declassare alcune, poche spero, nostre corse ma è importantissimo che approvi il piano che è anche frutto di impostazione culturale che si pone obiettivi, appunto il recupero di una qualità dei nostri cavalli , necessaria per avere ulteriore considerazione.
Stop. Perché il Jockey Club ? Perché si corre a tre settimane dall’Arco di Trionfo ovviamente sulla stessa distanza dei 2400 metri, un meeting di due giorni il 24 e il 25 di ottobre, con suntuoso contorno , per darvi solo una idea tipo Gan Criterium, Dormello, Ribot ( propedeutico al Di Capua , cosi come il Verziere Cirla lo è per il Lidia Tesio, cosi ci capiamo) .
Tre settimane sono perfette perché, lo ho già scritto ma giova ribadirlo, un premio al traguardo di oltre 500.000 euro non può non spingere cavalli che a Parigi sono tra il terzo e il settimo posto a provare la corsa milanese. Chiaro che , vantando buon rating , sempre che finiscano nel marcatore, un passo alla volta ecco che potremmo ritornare ad un rating complessivo di 115 che serve per essere di nuovo gruppo uno.
E’ questa la strada da percorrere : individuare la corsa spendibile in un contesto internazionale, renderla appetibile, per valore economico e giusta collocazione ed aspettare gli esiti che , con buona speranza, dovrebbero premiarci. Poi , anno dopo anno, si dovrebbe fare la stessa operazione con le due o tre altre corse che potrebbero fare lo stesso percorso cioè quello di tornare ad essere di gruppo uno. Questo significa avere un progetto dall’ampio orizzonte, significa impegnarsi e , per me, soprattutto dare di noi una valenza prima di tutto di Cultura, con la maiuscola , dai.
Siete corsi a rileggere l’articolo di Paolo Allegri ? Fatelo, intanto vi butto lì qualche input acciocchè sia chiaro che il Jockey Club merita la considerazione che ha avuto. Storia centenaria, primo anno sui 1800, un altro paio circa sui 2000 , poi la scelta giusta dei 2400 . Attenti , il Jockey nasce nel 21, quasi fratello dell’Arco , si d’accordo lui era il fratello bravo e più svelto. Infatti dopo qualche anno il nostro Jockey , copia oggi copia domani, ne è diventato compagno di banco. Per carità , a debita distanza ma sempre cercando di esserne degno . Anche perché subito dopo l’allineamento della distanza ecco zio Ortello che va a vincere a Parigi e dà inizio alla strepitosa Golden Age del nostro turf tra le due guerre.
No, dico, Ortello e prima Apelle, il Cavaliere , sulla parola del Mago che vale più di una vittoria, Crapom, Navarro, Sanzio, Donatello, Nearco e alzatevi subito in piedi, Bistolfi, perché no anche Bellini e Niccolò ed aggiungete Orsenigo sulla parola di tutti , insomma tutta gente che è andata fuori( o ci sarebbe andata ma non ha potuto) e ci ha dato linea ma soprattutto ha fatto comprendere al mondo che il Turf italiano era il portato di una grande Cultura. Si, quella Cultura che anche dopo la guerra, ciclicamente ha saputo riproporsi anche alla grandissima e in sintonia con l’evolversi dei tempi( leggi sfidare gli altri allenandosi da loro) fino stabilmente a poco prima del 2010 ma anche dopo grazie alle magistrali dimostrazioni di alcuni dei nostri migliori ( Way To Paris, Sea of Class, Regional e non solo e tutti made in Italy ).
Beh ma allora … stai girando intorno … non sarebbe ora di chiudere parlando del Jockey Club, la corsa : Giusto e bastano i nomi che rinveniamo scorrendo l’albo d’oro. Penate che , di padre in figlio , lo hanno vinto Bellini, Tenerani, Ribot e Molvedo e gli ultimi due , come ben sapete, non voglio offendervi, vincitori di Arco. Di padre in figlio anche Antonio Canale e Marco Visconti. Laureati duplici : Erba, ah De Montel amatissimo, Norman e Schiapareli, ospiti. Altri big da top ten, insomma campioni ? Pilade che valeva Crapom, Ursone sopravvissuto al trial più eccezionale della Storia del turf : i 3000 in pista da corsa , pre Milano e Paris, Ursone che parte a manetta insieme Nearco , a 1600 dal palo li attende Bistolfi che schizza via come una lepre. Ursone insegue con Nearco immobile ai sui fianchi, spinge fini a 600 dal palo e si accascia , metaforicamente, Nearco , con una moneta in equilibrio perfetto sul posteriore, come un elettrotreno sorvola Bistolfi e allunga.
Ah il Senatore , immenso, immenso , immenso. Nearco vince il Milano e poi il Paris, Bistolfi nel giorno del Paris fa suo l’Ispahan e Ursone segue riverente nel Miano ed ecco che in autunno vince nel Jockey. Golden Age, davvero Goden Age. Vabbè andiamo avanti : Fante, in quota nell’Arco, Tenerani, che vince la Goodwood Cup, Astolfina che oltre al Jockey ha vinto Elena, Parioli, Italia e Milano. “Se po’ ffà” dicono a Roma. Poi ecco Antonio Canale e il figlio Marco Visconti , troppo presto ci ha lasciato Pietro Palmieri, il doppio Norman, dopo Ribot anche Tissot ( tra l’altro terzo di Gold Cup), poi Nagami ( Coronation Cup e terzo di derby e Ghinee e lo importammo stallone in Italia), Sedan , la meravigliosa signora Verga ed Enrico Arcari, ( anche Derby, Milano e Italia), Rio Marin, amatissima Mantova ( anche Baden Baden, Derby e Milano), vabbè Molvedo, sempre Verga e Arcari, post Arco come Soltikoff, Misti ( Ganay , secondo di Gold Cup e due volte terzo di Arco, allora si può… e diamine, si deve) , Ruysdael ( anche nostro Derby e terzo di St Leger , quello inglese) , Glaneuse terza di Diane, Atilla ( anche Baden Baden , altro percorso suggeribile), il fantastico Bacuco di casa Fert, il meraviglioso Weimar ( Milano e Italia e prima perla allenatoria di Enrico Camici), Tierceron che duellò con Gay Lussac nel derby, Sang Bleu, Laomedonte, Infra Green ( sesta di Arco ma prima di Ganay e che lotta nel Milano di Sirlad), Stateff leggendario che sconfigge Balmerino fresco runner up di Alleged nell’Arco, Scorpio che aveva vinto anche le Hardwicke, Pawiment con nel carniere l’Europa Preis, Awaasif ( anche Yorkshire Oaks e terza di Arco), Gold and Ivory ( anche Baden Baden e Europa Preis), Tony Bin arcwinner e Roakarad che l’anno dopo , quello della consacrazione, lo sconfigge, la meraviglia di Misil che perde le Eclipse imperdibili, Shantou che vince il St Leger di Doncaster e qui stiamo per terminare il secolo.
E’ cronaca , non più Storia, li conoscete tutti ma c’è ancora il tempo per segnalare almeno Novelist che vince le King George, Cherry Mix che è un runner up di Arco. Che cosa ho voluto dire ? Che il Jockey Club è grande storia del nostro turf e deve tornare ad esserlo e poi che la direttrice ad alta velocità tra Arco e Jockey Club è stata una linea frequentatissima e il proposito di questa scelta di sostenere il Jockey è proprio anche questo, avere chi corre bene a Parigi . E il vecchio Ente benemerito ? “De hoc satis”, altrimenti mi fate causa per molestie.




























