Ricerca: addestramento - 54 articoli
CHE TRA LE DONNE E I CAVALLI esista una sorta di affinità elettiva, la saggezza popolare, le tradizioni culturali e la storia dell’arte ce lo hanno testimoniato da sempre. Per renderci conto, però delle ragioni di questa “assonanza” che a me, in quanto donna e appassionata di cavalli, suona altamente gratificante, bisogna fare i conti con almeno tre ambiti del sapere umano: la psicologia, l’etologia e l’antropologia culturale.
(Intervento del dott. Paolo Piccolino Boniforti – direttore ANAMF, Fieracavalli, 8 novembre 2025)Quando una razza compie cent’anni, il rischio è quello di trasformare la storia in museo.
Nel caso del Cavallo Murgese, invece, la ricorrenza diventa un’occasione per guardare avanti. Non celebrazione nostalgica, ma progetto: quattro proposte per i prossimi cento anni, come quattro assi cartesiani su cui disegnare il futuro di una razza che appartiene alla Murgia, all’Italia e a chiunque creda nella biodiversità come infrastruttura del domani.È in corso la quarta edizione di Compartiamo, un’iniziativa che mette a confronto i professionisti di differenti discipline equestri con lo scopo di condividere idee ed esperienze per costruire nuove prospettive che permettano di leggere ciò che il cavallo indica col comportamento.
Ho fatto per quasi vent’anni uno sport lontano anni luce dall’equitazione, il canottaggio. Mio allenatore era un friulano trapiantato sul Lago Maggiore e poi sul Tevere, Rino Galeazzi, padre del celebre telecronista Gian Piero (anche lui aveva remato).
Penso e ripenso come fare a ridurre le mie emozioni in una paginetta, sembra impossibile, sintetizzare non è mai stato il mio forte! Ho pensato di dividere in tre “atti” (prometto brevissimi) per descrivere questa mia vita con loro, da quando avevo 5 anni ad oggi che ne ho 38.
Ce la farà l’anno nuovo ad essere un po' meno peggio dei precedenti? Ad occhio, potrebbe anche. In fondo, visti i disastri che ci stanno deliziando da due tre anni a questa parte, gli basterebbe un niente virgola zero, per aspirare alla Coppa dell’ “Io Speriamo Che Me La Cavo”.
Fine anno è tempo di auguri e bilanci e anche chi scrive non può esimersi dal guardarsi indietro e pensare alle proprie esperienze, ai volti, alle storie che gli sono state raccontate e che a sua volta ha dovuto riconsegnare a chi legge.
Per Andovaiotte IV di Teleberara era arrivata la fine.
Era lì che si dondolava da un piede all’altro e non sapeva come dirlo ai compagni.
Prese coraggio. La sua voce usciva ovattata dal box chiuso.
“Colleghi, compagni di sventura, oggi è la mia ultima notte qui con voi!” gridò.
































