ADDIO A IAN BALDING IL CREATORE DI MILL REEF
Il 2026 inizia con dolore. Ci ha lasciato un pezzo della nostra giovinezza, un mito per noi ragazzi degli anni 60 e 70… Siamo cresciuti adorando Noal Murless , Vincent O’Brien e Dick Hern ma ammirando estasiati la bravura di Ian Balding cosi come poi abbiamo donato il nostro cuore ad Henry Cecil e non solo.
C’era tanto posto nei cuori dei ragazzi di quegli anni meravigliosi e pieni di passione , ne abbiamo amati tanti , come non ricordare Alec o Francois per esempio. Ian Balding era un signore e poi anche un grandissimo allenatore. Ci ha lasciato il due di gennaio ad 87 anni, era nato nel 38 nella zona di New York ma era inglesissimo. Nel 45 la famiglia tornò nella vecchia Inghilterra ed è lì che Ian è cresciuto e si è formato.
Il padre Gerard era stato un buon giocatore di Polo e successivamente anche allenatore al galoppo. Ian lascia il figlio Andrew che, come noto, ha continuato la professione sulle orme del padre . Era anche il cognato, fratello della moglie Emma, di William Hasting Bass, allenatore si ma anche diciassettesimo Earl of Huntingdon. Dai su, che nome vi viene in mente immediatamente sentendo pronunciare quello di Ian Balding ? Esatto, proprio lui , uno degli immensi campioni del nostro turf mondiale : Mill Reef e qui ci si alza in piedi, diamine. Lo faccio anche io che avevo come idolo il rivale del figlio di Never Bend ovvero il leggendario “Brigadiere”. Ah quelle Ghinee … Joe, Dick, i colori di Hislop, mamma mia come ha lasciato stecchiti Mill Reef e My Swallow, leader francese. Ghinee di altissimo conio. Oggi lasciamo da parte il Brigadiere, è il capolavoro di Balding che dobbiamo celebrare : Derby, Eclipse, King George e Arco, dico vi rendete conto. Campione assoluto, ah quelle maledette Coronation, vinte si ma lasciando su campo il nodello. Miracolosamente operato e preservato per la razza lo si andava a trovare , quasi una sorta di pellegrinaggio, ogni volta che si passava per Newmarket tra ghinee oppure Champion ( allora si correvano lì come ben sapete). Era stallone e che stallone , vi basti ciò : lui ha vinto il derby, lo ha fatto il figlio Shirley Heights e a sua volta lo ha vinto il di lui figlio Slip Anchor. Tre in linea diretta , record non superato.
Ero in tribuna stampa con Ludovica Albertoni il giorno di Shirley e Greville , ci siamo emozionati a vedere Lord Halifax rientrare alle redini del suo campione. La tribuna stampa era praticamente attaccata a quella reale. Emozione perché in fondo la storia ippica aveva concesso a Lord Halifax rivincita, solo con i cavalli, nei confronti di Winston che lo aveva spedito ambasciatore in Usa per toglierlo di mezzo e fu una fortuna . Però nel turf il Lord ebbe la meglio perché rientrare nel “ winner enclosure “ di Epsom è ben diverso da aver prodotto come top Vienna , sia pure il padre di Vaguely Noble. Basta divagare. Si torna a Ian Balding
Capitolo Mill Reef esaurito. Ian è stato, attenti che è uno dei segni più distintivi nel bagaglio di un futuro trainer, Gentleman rider con propensione verso gli ostacoli, disciplina nella quale si è imposto in 61 corse, solo 4 quelle in piano . Nel 64 ha cominciato ad allenare nel Park House stable a Kingclere, nello Hampshire, zona Newbury.
E’ partito alla grande con Silly Season che a due anni vinse le Coventry. Eh si proprio lui, colori di Paul Mellon , quelli poi di Mill Reef, e su Mellon ci vorrebbe un articolo a parte. Ricordate almeno che, oltre ad essere allora il massimo collezionista al mondo di Impressionisti, fu uno dei grandi proprietari che a metà anni 60 iniziarono quella che noi definimmo la “sfida americana” , nome che mutuammo dal saggio, nelle tasche di tutti, con prefazione di Ugo La Malfa, di Servant Schreiber.
Era il momento di Mellon ma anche di Enghelard, Guest poi Bunker Hunt e altri. Sembrava l’attacco vincente ma , a metà anni 70, ecco gli Sceicchi e la storia la conoscete bene.
Torniamo a Silly Season, esatto quello che nelle Champion , dico Champion sconfisse la nostra Tadolina, urca. Buoni che vinse anche le Dewhurst, le St James e le Lockinge, era buono vero insomma. E allora Lochsong che a metà anni 90 si mise in tasca Abbaye, Nunthorpe, King Stand e tutto il resto possibile con nove volte a bordo un giovane Lanfranco, stimatissimo da Balding.
E in Italia ? Hai voglia , è stato lui ad allenare i primo laureato di Derby italiano aperto a tutti, beh quel giorno c’eravate tutti, dai, Glint of Gold in solitudine ma che linea per noi visto che dieci giorni dopo seguiva Shergar nel Derby di Epsom. Ricordate Drumalis ? Esatto il Parioli come Lucratif, insomma era uno dei nostri, venne perfino nel St Leger con Parting Moment . Glint vinse a Baden Baden dove Ian trionfò anche con Gold and Ivry e Diamond Shoal che da noi ha vinto il Milano, vado a memoria. Qui si fa notte se ci mettiamo a parlare di tutti i suoi campioni.
Sintetizziamo. Mrs Penny nel Diane, nel Vermeille e nelle Cheveley. Selkirk vinse le Lockinge e le Queen Elisabeth. Lo stesso Glint andò a dama pure nel Paris, nel Saint Cloud e nel Von Europa. Diamond Shoal ebbe la meglio anche lui nel Saint Cloud , Lochangel vinse le Nunthorpe, Silver Flying l’Abbaye, Dashing Blade le Dewhurst, First Flower le mille Irlandesi.
Ha allenato anche per la Regina dei nostri cuori : Magna Carta nelle Doncaster Cup, Example nelle Park Hill, Nel Royalieu e nello Chaudenay, Escorial nelle Musidora e non solo loro. Altri ottimi cavalli : Berkeley Springs, Martinmas, Jocking Apart, English Harbor, Leap Lively, Robellino , Tagula, su che ve li ricordate e poi da noi anche con King of Clubs.
Come non lo ricordate ? Intanto è terzo nelle Queen Anne e nelle Sussex ma da noi secondo nel Gran Criterium ma poi si preso Il Di Capua, il Ribot, il Turati e il Tesio. Si è divertito anche sugli amati ostacoli allenando non pochi buoni cavalli, è stato Champion Trainer nel 71, ha vinto 1755 corse delle quali 123 in ostacoli. Per lui hanno montato tutte le più grandi cravaches, il jockey di Mill Reef lo ricorderete tutti fu Geoff Lewis.
Addio grande Ian, meraviglioso compagno di viaggio per oltre trenta anni indimenticabili. La nostra Golden Age.
























.jpg)




