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Roma, 5 ottobre 2026 – Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), si svolge oggi al Salone d’Onore del CONI, Foro Italico di Roma, il convegno “Lo Sport che cura: il cavallo mediatore di crescita, inclusione e salute mentale nei giovani”.
L’iniziativa, parte del Festival Ro.Mens – salute mentale per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, è promossa dalla FISE con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma, CONI, CIP, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Roma Capitale, Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e la Società Italiana di Psicopatologia.Chi vive con un cavallo conosce il valore di una relazione costruita attraverso pazienza, ascolto e piccoli gesti quotidiani. Spesso, accanto c’è anche un cane con il quale condividere la scuderia, la casa e il tempo libero. È proprio il cane come compagno di vita, con esigenze e abitudini che cambiano negli anni, uno dei fili conduttori di Quattrozampeinfiera, che a Milano sabato 3 e domenica 4 ottobre raggiunge la cinquantesima edizione.
In questo periodo gli ascolti televisivi sono dominati dal remake di Sandokan, ambientato nelle colonie inglesi del sud-est asiatico, a metà del 1800.Vedere come Marianna tratta la domestica indigena mi ha fatto venire in mente l’approccio di molte persone col cavallo
È in corso la quarta edizione di Compartiamo, un’iniziativa che mette a confronto i professionisti di differenti discipline equestri con lo scopo di condividere idee ed esperienze per costruire nuove prospettive che permettano di leggere ciò che il cavallo indica col comportamento.
Questa rubrica è uno spazio generoso e colorato che Cavallo 2000 ha pensato di mettere a disposizione dei suoi lettori. Si chiede infatti proprio a voi, che leggete, di raccontarvi attraverso i cavalli o attraverso un cavallo speciale.
Gli ambienti equestri e la filosofia con cui si percepisce questo mondo sono molteplici e molto differenti: oggi voglio parlarvi della mia visione, quella cioè in cui l'equitazione (e tutto ciò che vi gira attorno) è al servizio del cavallo e non viceversa.
I cavalli, esenti dai pregiudizi e dalle sovrastrutture mentali che contraddistinguono l'uomo, ci vedono e valutano per quello che siamo.
La cosa che più mi disturbava della mia precedente esperienza di equitazione era la PASSIVITA’ dei cavalli.
La domanda che più riecheggiava nella mia testa era “come faccio a coinvolgere il mio cavallo nel lavoro che stiamo svolgendo e a fargli capire quando sono veramente contenta di quello che sta facendo?”
Ero veramente tormentata da questo interrogativo. Il lavoro che stavo svolgendo non mi piaceva più. Al punto che dopo aver comprato il mio puledro lo lasciai al prato per un anno fino a che ,mi dissi, non mi fossi chiarita le idee.
































