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Sapendo del mio legame con i cavalli, un’amica mi ha regalato un biglietto di auguri con l’immagine dell’opera “Il cavallo nel paesaggio” dipinta da Franz Marc.Non conoscevo l’artista ma sono stata folgorata da quel destriero, dipinto in una posa inusuale, dall’alto e da dietro, immerso in colori intensi come le sensazioni percepite durante una passeggiata a cavallo.
Dai quadri di Giovanni Fattori, in cui spesso sono presenti cavalli, traspare una modernità che affascina.
Nei suoi cavalli si percepisce una sensazione difficile da definire con un unico termine. L’impressione è che l’artista abbia colto la loro essenza, come lo stretto legame col cavaliere quando dipinge le battaglie risorgimentali e l’appartenenza alla natura quando lo ritrae, libero, nei paesaggi della Maremma Toscana.C’è un famoso dipinto di Caravaggio in cui un cavallo, messo al centro della scena, appare il protagonista principale. Si tratta de “La conversione di San Paolo” e si trova a Roma, nella chiesa di Santa Maria del Popolo.Paolo di Tarso era un feroce persecutore di cristiani e la sua conversione avvenne in sella lungo la via di Damasco. All’improvviso lo avvolse una luce e, disarcionato, udì la voce di Gesù che gli chiedeva perché lo perseguitasse. Caravaggio coglie l’attimo in cui Paolo è a terra con le braccia alzate al cielo, ma il cavallo domina fisicamente la scena, attirando l’attenzione.
Le Sale Nobili di Castello di Meleto (Gaiole in Chianti, SI) e le sue Cantine Storiche ospiteranno dal 10 dicembre al 10 gennaio le opere di pittura e scultura della mostra collettiva d'arte Cavalli al Castello.
Verona,Si è tenuta ieri mattina nel Padiglione 2 di Fieracavalli la proclamazione dei vincitori del concorso internazionale della mostra d’arte equestre Art&Cavallo – ideata dall’architetto Federica Crestani –, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.
I tre vincitori per le categorie pittura, fotografia e scultura sono stati selezionati da una giuria tra più di 150 artisti provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia passando per Croazia e Germania. ospita la prima collaterale di Art&Cavallo a Palazzo Balladoro.
I cavalli hanno sempre portato qualcosa di fatato nella mia vita. Come se mi avessero condotto da un mondo in bianco e nero a uno colmo di colori e profumi costituendo, spesso, il tramite per incontri importanti.
Come quello avvenuto in occasione della manifestazione di Horse Painting svoltasi alle scuderie M.D. di Borzano, in provincia di Reggio Emilia: lì, i cavalli mi hanno fatto conoscere un bravissimo artista il cui nome è Rosario Scaccianoce.QUALE CAVALLO di Gian Luigi Giovanola
Edizioni Ermanno Mori – Museo Storico del Trotto“… La critica ha tardato molto a comprendere la pittura di Henri de Toulouse-Lautrec. Ragghiani stesso nel suo Impressionismo del 1944, nonostante lo chiami “grande disegnatore”, sentenzia: “La scelta nella sua ampia e talvolta un po’ svagata produzione deve essere compiuta con qualche severità”.
Non parliamo poi della protervia di due impietosi necrologi. Rocques il 15 settembre 1901 su Le Courrier Francais parla di “un talento cattivo che esercitava un influsso pernicioso e rattristante”. E Jumelles su Lyon Républicain scrive: “E’ morto miserevolmente, rovinato nel corpo e nello spirito, in un manicomio, in preda ad attacchi di pazzia furiosa. Fine triste di una triste vita"...IMPRESSIONISMO, espressionismo, dadaismo, astrattismo. E poi cubismo. E poi paesaggismo. E poi nature morte, nature vive, nature in coma, nature che campicchiano così e così. E poi c’è quello che inferocito squarcia la tela. E poi c’è quell’altro che prima si fa prendere la fissa per il colore blu, poi quella per il rosa, poi non ci capisce più niente, va in tilt e mette il naso al posto dell’occhio, la bocca al posto di un orecchio, il piede al posto della fronte, mentre la parte più esplosiva della sua incontenibile creatività è compressa da un irrisolvibile dubbio: mettere il "lato B" al posto del tallone o dell’ascella?...































