''Olimpiadi? Nessuno tocchi Tor di Quinto''
Caro Direttore, apprendiamo dai giornali che il ministro della Difesa, il sindaco di Roma ed il presidente del CONI si sono accordati per l'utilizzo dell'area militare di Tor di Quinto per la costruzione del villaggio olimpico delle future Olimpiadi di Roma.
E' un annuncio che lascia stupefatti coloro che hanno un minimo di cultura!
L'area di Tor di Quinto è stata acquisita dalla Cavalleria sul finire dell' 800 per la realizzazione della scuola di cavalleria dedita all'equitazione di campagna. In questa scuola si è formata e imposta la straordinaria invenzione del Cap. Federigo Caprilli: portare l'equitazione alla metodologia più naturale, eliminando le pastoie del passato. Partendo dall'osservazione di un cavallo che salta con il minimo sforzo, dare al cavaliere la possibilità di assecondarlo per svilupparne appieno le potenzialità fisiche e psichiche. Ovviamente, questo assecondare non si deve manifestare solo sul salto, ma in tutte le andature utilizzate per l'addestramento e l'allenamento.
Era una rivoluzione straordinaria, anche perché realizzata da un semplice capitano, che consentiva di dare nuovi contenuti di confidenza e fiducia al rapporto con il cavallo.
Questa tradizione è stata rinvigorita negli anni attraverso straordinari risultati sportivi: ancora oggi,il Centro Militare di Equitazione presenta dei cavalieri che montano in modo esemplare rispetto allo standard nazionale.
Questo grazie alla sensibilità dei ministri che si sono succeduti.
In particolare del ministro Andreatta, che avendo varato la modernizzazione delle FF.AA.,
si preoccupava che le tradizioni equestri fossero mantenute e valorizzate in sintonia con la FISE.
Segno di grande intelligenza e cultura.
Perchè, se la Cavalleria era a Pozzuolo del Friuli dopo Caporetto, a dimostrare che l'esercito italiano era battuto ma non vinto; se era a Monterosi e a Porta S. Paolo l' 8 settembre a dare il via, con il proprio
sangue, alla Resistenza, non è un caso.
"Fammi montare il tuo cavallo e ti dirò chi sei". Questa la massima che vige in avalleria.
Scendendo a noi, sembra che tutto questo sia stato dimenticato. Se è questa la cultura di destra, c'è di che farci rimpiangere quella catto-comunista!
CARLO CADORNA



























