Corse in piano a Merano? una proposta interessante
Proviamo a fare un certo discorso incentrato su Merano. Tranquilli, abbiamo la consapevolezza e la umiltà di non possedere i necessari fondamentali per immergerci in una analisi tecnica capace di riguardare il mondo degli ostacoli.
Abbiamo orgogliosamente tuttavia la certezza e la gioia, ogni volta, di ricordare a noi stessi in prima battuta, che tutto il mondo legato al cavallo nasce , di fatto, grazie al concetto di corsa ad ostacoli. Esatto : da un campanile fino al castello e vinca il migliore.
Nascevano cosi le corse e tutto il loro indotto e tra partenza ed arrivo, in genere anche 7 o 8 miglia, si doveva superare di tutto quindi ruscelli, mura di cinta, siepi, tronchi sul terreno, salite e discese, splendidi tratti in piano….. eh già una corsa ad ostacoli, la madre del cavallo atleta. Discendiamo tutti da quel momento iconico ( va da se che ci riferiamo all’ippica moderna, convenzionalmente dal 1500, chiaramente in Inghilterra) : le corse in piano, l’endurance, la equitazione in ogni sua manifestazione ed alla fine anche la evoluzione splendida del trotto.
Non dimentichiamolo e torniamo a Merano, lasciando ai veri tecnici del ramo ostacoli ogni tipo di approfondimento, non certo a noi che tuttavia conserviamo tra i ricordi indelebili e più emozionanti quello di essere rientrati al peso ( dopo entrata in pista) quasi alle redini di Whispin che aveva in sella il nostro amico Andrea Donati dopo la strabiliante affermazione nella corsa delle corse.
Allora di cosa ci impicciamo ? Crediamo sia arrivato il momento di affrontare, da parte di coloro che reggono le sorti del nostro movimento nel suo complesso, un aspetto del galoppo che può diventare anche una importante risorsa per il nostro settore in piano.
Cosa centra allora Merano che è il tempio dei salti ? Entriamo subito in argomento : Merano , per posizione geografica e climatica nonché per splendida valenza tecnica delle piste, dalla metà di luglio fino alla fine di agosto può , ad altissimo livello, rappresentare la cinghia di trasmissione tra la primavera romana e milanese e l’autunno sugli stessi ippodromi dove , come è noto, si compie il rito fondamentale della selezione nel nostro Paese.
In Europa, la madre del galoppo mondiale, piaccia o non piaccia anche se adesso viviamo un’epoca fortunatamente globale e ne siamo lieti, in estate ( Francia , Inghilterra , Irlanda ed anche Germania) la grande selezione vive momenti esaltanti ( tra luglio e agosto Derby e Oaks del Curragh, meeting di Newmarket, Goodwood, York, la continuità di Deauville e ovviamente il summit delle King George ma diversi gruppi anche primari si disputano in Germania ) nel nostro Paese già alla fine di giugno caliamo un ideale sipario per riaprirlo , a livello di alta selezione , diciamo alla fine di settembre o giù di lì.
In epoche di galoppo italiano pienamente internazionale molte scuderie avevano succursale anche all’estero ma sovente era proprio dall’Italia che i migliori si spostavano alla ricerca di piena valorizzazione . Ci mancherebbe : è questo il precetto , meglio l’insegnamento, che ci viene dall’esempio dei grandissimi che tra gli anni 20 e 30 hanno disegnato i connotati colti e nobili del nostro Turf . Ci riferiamo a Tesio, De Montel, Crespi, Visconti, Mantovani e non solo. Dobbiamo a loro e alla loro Cultura se anche nei successivi 70 o 80 anni siamo stati pienamente mercuriani e con grandi risultati.
Ecco, Merano davvero potrebbe diventare , diciamo tra la metà di luglio e la fine di agosto la nostra finestra di alto profilo, la nostra vetrina autorevole sul Turf internazionale. Bisogna avere in prima battuta la convinzione ed il coraggio che questa scelta può essere ritenuta percorribile. In seconda battuta occorre percorrerla senza avere riserve mentali ma nella piena convinzione di riuscire a disegnare il miglior scenario tecnico e di selezione possibile per le nostre corse, certamente tenendo i piedi per terra ed essendo ben consapevoli del ruolo che possiamo svolgere.
Non dobbiamo lasciarci scappare questa occasione, i tempi sono maturi ma non bisogna fare le cose a metà, meglio lasciar perdere allora. Merano in estate piena può fornire , non solo alla Mitteleuropa ma, questo è importante, al continente intero una occasione molto interessante ma serve volare alto . L’obiettivo può essere quello di arrivare, al termine del percorso, ad avere alcune pattern di terzo gruppo ma ben collocate e soprattutto ben remunerate.
Immaginiamo una prova sul miglio, una sui 2000 e una sui 2400 , lasciando inalterata la ottima corsa per le femmine e soprattutto, questo però rimarrà un fatto più interno alle dinamiche del nostro galoppo, in quel periodo Maia può e deve essere assolutamente palestra per i due anni, occasione d’oro da sfruttare a pieno chiaramente con una corsa clou di spessore sul miglio o 1500. La cosa importantissima è saper armonizzare il programma con quello già esistente in campo internazionale e soprattutto con quello tedesco del quale potremmo essere specchio o controcanto importante .
Facciamo solo un paio di esempi perché non vogliamo assolutamente sostituirci a chi ha la responsabilità e la competenza di progettare. Se il sei di agosto a Dusserdorf si disputa una pattern di gruppo tre sul miglio ( quella vita da See Hector dinanzi al laureato del Vittadini) e la successiva in Germania sarà a Baden Baden il tre settembre ( Oettingen Rennen) mentre a fine agosto di disputa il Quincey a Deauville,( Il Marois e le Sussex sono di un altro pianeta) noi potremmo immaginare un miglio o un 1500 ma ben dotato , 80.000 almeno ma meglio cifra tonda ovvero 100 mila, a Merano proprio a ferragosto una decina di giorni dopo la corsa tedesca e, probabilmente , avremmo diversi reduci dalla pattern e magari non è detto che non vengano uno o due dalla Francia. La strada è lunga e non si può immaginare di avere subito l’albero degli zecchini d’oro .
Altro esempio è il circuito sui 2000 europeo. C’è quello di alto profilo , out per noi, che si traduce in Ganay, Ispahan, Prince of Wales, Eclipse intergenerazionale, York, e le due Champion ma poi ce ne è un altro del quale siamo parte ed è quello che inizia con l’Exbury, poi Harcourt, il Repubblica, il Milano ( collocazione e distanza splendida gratificata in questa stagione da un 113 di RPR, valore top per le nostre corse, evitiamo ridicole critiche preconcette) , Monaco ( dove sono terzi e quinti i laureati di Repubblica e Milano) La Coupe di Maisons Laffitte, il Dollar che però è anche alto, il gruppo tre di Berlino per arrivare fino al Roma finale. Ebbene un super 2000 meranese in pieno agosto ( a tre settimane da Monaco) ci starebbe di lusso ma in questo caso bisognerebbe anche fare appropriato sforzo economico, dovrebbe essere una prova da 150 mila.
Fermiamoci qui, non vogliamo entrare troppo nel merito, altri hanno ben maggiore competenza della nostra. Noi abbiamo soltanto voluto lanciare un input , un argomento di discussione e valutazione. Di una cosa siamo convinti : Merano tra metà luglio e fine agosto ha la grande occasione per diventare un punto di riferimento internazionale , per il nostro galoppo. Non perdiamo questa opportunità, è troppo importante. Almeno merita di essere valutata e discussa.




























