Calendario di selezione : siamo sulla strada giusta
Alcune brevi considerazioni. Il Masaf ha lodevolmente già emanato tanto il calendario generale delle giornate di corse del 2026 cosi come quello, più ristretto ovviamente, relativo alle corse di selezione, nel nostro caso al galoppo. Pattern e listed , nella versione definitiva , soprattutto riguardo allo status, saranno il risultato della riunione del Comitato Internazionale Pattern che si terra ad inizio febbraio a Roma e questo è già un confortante segnale di recuperata centralità del nostro settore.
L’impianto, per ciò che concerne la impostazione delle date e delle proposizioni, possiamo ritenere, quasi al 100% , che verrà confermato nella riunione. Esaminiamolo dunque e con soddisfazione . Perché la strada ci sembra quella che abbiamo sempre auspicato : un recupero della valenza complessiva del nostro galoppo passa attraverso una lettura colta di ogni suo aspetto a cominciare dal supporto e dalla attenzione primaria che deve venir data alle nostre corse di selezione.
Ciò che appare atteso dalle scelte del Masaf che non abbandona le Pattern e le listed ( al netto delle valutazioni sullo status da parte del Comitato) ma le rinforza e disegna un percorso che nel 2026 parte dalla piena rivalutazione del nostro Jockey Club, inteso come corsa faro dell’autunno italiano.
Intanto registriamo un complessivo più 10% del montepremi che certamente sarà di aiuto al settore. La scelta del Jockey Club come corsa su cui concentrare, nel 2026, gli sforzi ci trova nettamente d’accordo. Una borsa da oltre 500 mila euro è il primo passo, in quella parte della stagione, per attirare cavalli che in un triennio potrebbero consentirci di tornare ad avere un gruppo UNO , finalmente.
Non è solo la borsa che conta , adeguata anche nel caso di corse importanti come Parioli ed Elena ma anche di corse base come il Repubblica e il Milano. Nel Jockey Club , a nostro avviso, è fondamentale la collocazione : domenica 25 ottobre , a tre settimane dall’Arco di Trionfo e ovviamente sui classici 2400 metri.
Con MEZZO MILIONE sul piatto ( ora i premi sono pagati rispettando una buona tempistica) non può non diventare occasione , non diciamo per il primo o il secondo sul palo di Longchamp ( magari andranno alle Breeders o in Giappone come nel 25) ma potrebbe esserlo per il terzo, il quarto il quinto o il sesto o qualche battuto sfortunato.
Il sesto nell’Arco vale , ope legis, una base intorno ai 115 di rating, punto più o punto meno. Un paio di reduci da Parigi, alcuni tedeschi che poi potrebbero anche correre il loro gruppo uno di Monaco, sempre 2400, a due settimane almeno, qualche inglese di buon rating dovrebbero consentirci di allestire una corsa di ottimo conio. Ci vuole pazienza , magari la prima volta non sarà il massimo dei desiderata ma , piano piano , la scelta vedrete che sarà ripagante e dopo un triennio potremmo avere un Jockey Club in odore di gruppo uno.
La collocazione è ottimale, più difficile quella di Repubblica e Milano che, tuttavia potenziati, ( gruppi tre da 200 mila euro ) possono certo tornare almeno di gruppo due anche in tempi brevi.
Per il Parioli e l’Elena 187 mila euro sul piatto, ciascuno, sono una buona tentazione anche se sappiamo bene che in quel periodo è molto più difficile che i tre anni si spostino avendo le loro corse di selezione , tuttavia le Poule dovrebbero, ad esempio, essere a due settimane e quindi non impossibile un tentativo anche romano per qualche francese, certo non i favoriti delle Poule.
C’è un’altra riflessione che ci piace fare : un impianto di tal genere delle nostre corse di selezione dovrebbe , prima o poi, anche stimolare l’investimento interno perché è fondamentale che il turf italiano diventi esso stesso nuovamente competitivo come lo è stato molto bene fino a dieci anni orsono, anche dopo grazie ad alcune splendide individualità.
Qui si innesta un altro tema, per chi scrive primario assolutamente : la difesa e il sostegno al nostro allevamento. Un galoppo è grande solo se e quando ha alle spalle un forte allevamento. Questo è il primo comandamento nelle tavole della legge ippica. Ci si sta muovendo anche in quella direzione grazie all’incremento notevole del premio aggiunto e al giusto patrocinio degli stalloni funzionanti nel nostro Paese che significa anche sostegno alla filiera completa. Manca ancora un tassello : vero che Ribot era un Tenerani ma per produrre Nearco, Donatello, Niccolò dell’Arca e Botticelli, il Mago è andato da Pharos, Blenheim, Coronach e Blue Peter. Non dimentichiamolo. Qualche appunto o richiesta di chiarimento , con spirito costruttivo.
Non capiamo l’accorpamento tra Marinare e Coolmore ( forse una corsa forte difende meglio lo status, possibile), avremmo preferito il Rumon super condizionata perché come super handicap non potrà, forse, mai tornare listed, non ci è chiaro perché il Ribot, sempre bene nel suo status di gruppo tre, sia stato trasferito a Milano( d’accordo , come data cosi si posiziona meglio in vista del Di Capua… ), infine altro dubbio da chiarire quello di alcune corse buone inserite a Roma di venerdì con la domenica potenzialmente più appetibile.
In aprile Capannelle compirà un secolo dalla sua splendida ristrutturazione di Vietti Violi. Segnale perfetto e colto aver voluto il 21 aprile, insieme al premio Natale di Roma , anche il premio Cento Anni di Capannelle. Al diletto di ogni lettore eventuali altre considerazioni, ci auguriamo sempre per costruire …




























