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Due le caratteristiche anatomiche dell’asino che ci colpiscono immediatamente. L’occhio e la testa sproporzionatamente grandi rispetto al corpo. Le orecchie anch’esse esageratamente lunghe rispetto al resto del corpo. Sappiamo che l’occhio e la testa molto grandi sono una caratteristica dei cuccioli di tutte le specie (quindi anche dell’uomo). I piccoli nati, infatti, sono facilmente riconoscibili, anche a distanza, proprio per questa particolarità: occhi e testa molto grandi in rapporto al corpo (detti caratteri neotenici).
Tradizionalmente, l'interazione tra uomo e cavallo avviene attraverso l'addestramento, condizionando i cavalli a rispondere a determinati stimoli. In realtà, per le possibilità della risposta comportamentale, le azioni frutto dell’addestramento, coesistono ancora con istinti, esperienze ed emozioni. Reazioni difficili da controllare se il cavallo non ci risponde, per le condizioni nelle quali si trova al momento della richiesta.
Tutti vorremmo essere in grado di risolvere i problemi comportamentali del nostro cavallo, è un classico,. Su locandine e pubblicità di addestratori si trova scritto: risoluzione problemi, addestramento cavalli difficili e cose simili. Agire su un comportamento è solo la punta dell'iceberg. Il compito più difficile è capire perché il cavallo manifesta quel comportamento, se non lo facciamo correttamente rischiamo di agire sugli effetti e non sulle cause....
Riconoscersi allo specchio è una prerogativa degli esseri umani e di poche altre specie, come scimmie antropomorfe, elefanti asiatici, delfini e gazze, una capacità che presuppone una coscienza di sé e specifiche competenze cognitive e percettive. Il comune denominatore di queste specie è un cervello complesso, che spesso corrisponde a un sistema sociale altrettanto complesso. A partire da queste premesse quattro ricercatori del Dipartimento di Scienze Veterinarie e Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa, Paolo Baragli, Elisa Demuru, Chiara Scopa ed Elisabetta Palagi, hanno lanciato una nuova sfida scientifica per capire se anche i cavalli sono capaci di riconoscersi allo specchio.
L'AMAZZONE svedese Lisen Bratt Fredricsson è stata scelta come Athlete Role Model per gli sport equestri ai prossimi Giochi Olimpici Giovanili,in programma a Singapore dal 14 al 26 agosto. Il ruolo degli Athlete Role Model è quello di essere "modello di comportamento" per i circa 3.600 giovani atleti...
Si è parlato molto in queste ultime settimane su Cavallo2000 di quale debba essere la modalità più corretta di avvicinare i bambini al mondo degli animali. Patrizia Mosconi, nostra collaboratrice ed amica, oltre che donna di cavalli, ci ha inviato, come prezioso contributo al dibattito, queste sue riflessioni
COME FA UN BAMBINO a tracciare un limite tra realtà e finzione se è convinto che i polli avvolti in plastica termoretraibile, allineati in bella mostra nel banco frigo del supermercato, in realtà non sono ex galline piumate e starnazzanti, che dovrebbero razzolare in un campo, ma il prodotto che un procedimento industriale sforna a getto continuo
LO STUDIO COMPARATO dell’apprendimento ha messo in evidenza come il comportamento costituisca una componente significativa e fondamentale del fenotipo dell’individuo e della specie e che una sua notevole parte è modellata dall’apprendimento considerato come il più importante dei diversi possibili adattamenti di un animale in funzione delle condizioni ambientali...
COME GIÀ SOSTENEVANO alcuni antichi Maestri, i tratti di specie, comuni a tutti i cavalli, non impediscono a ciascuno di essi di avere il proprio temperamento e, in natura, di personalizzare i propri comportamenti affettivi, sociali o ludici. In scuderia, certi cavali divorano il loro pasto, altri lo mangiano senza fretta, certi si coricano per la siesta, altri sonnecchiano in piedi. Alcuni sono espansivi, altri vi dimostrano il loro affetto con modi più riservati































