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Per quattordici anni, lì dentro, nel penitenziario di Bollate, carcerati e cavalli si sono presi cura gli uni degli altri. Gli uni occupandosi, forse per la prima volta in vita loro, del benessere di qualcuno. Gli altri trasmettendo l’immediatezza della loro naturalità animale. Il tutto sotto il controllo e il coordinamento, più che vigile, di un operatore esperto come Claudio Villa. Un modo come un altro per contrastare l’immobilità del tempo dietro le sbarre? Certo. Ma, forse, anche qualcos’altro. Pare che più di qualche detenuto debba proprio a questa esperienza l’aver trovato, finalmente, un modo di stare al mondo accettabile e accettato.
Fuori, nel parcheggio del carcere di Bollate, siamo tutti un po’ silenziosi.
Qualcuno di più. Qualcuno che, come me, qui (o in qualunque altro carcere) non è mai stato.
Le immagini che sovrastano il gabbiotto di controllo all’entrata sono inquietanti e tristi, disegnati in colori sbiaditi e spenti. Sembrano quelle della legge del contrappasso di Dante in chiave moderna e sembrano dire che alla colpa non c’è scampo. Come dovrebbe essere, direbbe la giustizia.Il 10 dicembre prossimo l’Associazione Salto Oltre il Muro (ASOM) presenta l’evoluzione del progetto “Cavalli in Carcere”, nato nel 2007 da un’idea di Lucia Castellano (ex-direttrice del carcere) e Claudio Villa, attuale presidente di ASOM. L’evento, dal titolo "Il ruolo dell'empatia nella giustizia riparativa - Un nuovo modello rieducativo della pena: la relazione uomo-cavallo” si svolgerà nella scuderia all’interno del carcere.
I CAVALLI della Scuderia Bollate aiutano ragazzi adolescenti adottivi a ritrovare equilibrio e benessere. Si può imparare molto dalla relazione con un branco di cavalli. Avvicinarli, toccarli, annusarli, condurli, osservare le loro reazioni al nostro comportamento sono esperienze che aprono la porta delle emozioni. Animali possenti, primitivi, istintuali, i cavalli non hanno sentimenti contrastanti, non giudicano, non tengono conto delle etichette...
WOODELOND, purosangue baio classe 2007 correva in siepi. L’ultima corsa l’ha disputata l’11 novembre scorso a Grosseto. Durante la corsa si è infortunato a un tendine dell’anteriore destro. Il verdetto del veterinario non lasciava speranze future per la carriera di Woodelon e il proprietario decideva che non avrebbe più corso. Così alla fine di quei 3000 metri di siepi, Woodelon stava per prendere una strada diversa da quella che lo avrebbe riportato a casa...
IL TEMPO si ferma quando si entra all’interno delle mura del carcere di Bollate. Percorrendo i viali che costeggiano i diversi reparti si arriva alla Scuderia Bollate. Una vera scuderia completa di box, capannine con ampi paddock, fienile, campo da lavoro e dei bellissimi cavalli provenienti da diverse realtà...
"SONO PROPRIO STANCO, ho visto un cavallo!". Un aneddoto fotografa la realtà presentata al convegno "Cavalli in carcere - Percorsi riabilitativi nella devianza sociale". Un aneddoto simpatico quello raccontato dal direttore della II Casa di Reclusione Milano-Bollate Dott.ssa Lucia Castellano, intervenuta al convegno organizzato dall'Associazione ASOM (Associazione Salto Oltre il Muro)....
ZOLTAN MIKOCZY, principale proprietario del purosangue ungherese Overdose, è in carcere in Romania dove è stato arrestato il mese scoso con l'accusa di furto. Mikoczy, sofferente di cuore, deve scontare 17 mesi di detenzione. Il suo ricorso contro la condanna sarà esaminato nel mese di dicembre...
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