La seconda vita di Woodelond tra i detenuti
WOODELOND, purosangue baio classe 2007 correva in siepi. L’ultima corsa l’ha disputata l’11 novembre scorso a Grosseto. Durante la corsa si è infortunato a un tendine dell’anteriore destro. Il verdetto del veterinario non lasciava speranze future per la carriera di Woodelon e il proprietario decideva che non avrebbe più corso. Così alla fine di quei 3000 metri di siepi, Woodelon stava per prendere una strada diversa da quella che lo avrebbe riportato a casa.
Silvia Semplici, una ragazza che ha i cavalli all’ippodromo del Casalone, casualmente intercetta le trattative e decide che il destino di Woodelon non sarebbe stato un triste destino. Lo rileva dal proprietario e lo porta nella sua scuderia, dove sarebbe stato assistito per le cure più urgenti. Woodelon si riprende in fretta, ma deve trovare una nuova casa. In molti si attivano per cercare un luogo adatto al suo recupero fisico e psicologico e dopo qualche telefonata tra Silvia Semplici e Catia Brozzi della Scuderia dell’Unicorno, arriva la soluzione: Claudio Villa, dell’Associazione Salto Oltre il Muro, è disponibile ad accoglierlo nella scuderia situata all’interno del Carcere di Bollate e la Tast Cavalli si occuperà del suo trasporto.
Woodelon arriva a Bollate nel tardo pomeriggio di sabato 26 novembre. Era buio, ma i detenuti in servizio presso la scuderia lo stavano già aspettando. Box e fieno erano pronti per l’arrivo di Woodelon, subito soprannominato Woody. Woody è spaesato, rumori nuovi, odori nuovi, persone nuove e anche cavalli nuovi. Cavalli liberi che stanno insieme in un grande paddock e lo guardano incuriositi, orecchie dritte, attenti. Lui osserva di sottecchi, si fa avvicinare dagli uomini, si lascia portare dentro il box. Le nuove relazioni cominceranno da domani.
I nuovi compagni di Woody hanno il pelo lungo da molto tempo, lui da vero atleta ha il pelo rasato e così per qualche tempo andrà in giro con la coperta. E poi c’è quel tendine lacerato che fa male, è gonfio e appoggiare la gamba non è per niente piacevole, la camminata è lenta e incerta. Per un po’ Woody dovrà guardare i suoi compagni da lontano, ma non per molto.
I detenuti si sono presi molto a cuore il nuovo arrivato. Tra loro un infermiere gli tratta il tendine con sapienza, un detenuto lo porta a passeggiare sul selciato, un altro detenuto gli porta il fieno fresco… insomma un sorvegliato speciale! Woody non disdegna tutto questo, anche se alcuni atteggiamenti aggressivi sono ancora in agguato. Qualche morso agguerrito è già stato dato a chi incautamente si è avvicinato al box mentre stava mangiando, ma in scuderia sono fiduciosi. Woody ha bisogno di tempo per dimenticare le gare, per riprendere fiducia nell’uomo, per ricominciare a socializzare con i suoi simili. E nella Scuderia Bollate ci sono tutti gli ingredienti fondamentali per il suo recupero: tempo, pazienza, dedizione



























