Stati Generali, la relazione di Cheval Francais
RELAZIONE di Dominique de Bellaigue, presidente della Societé du Cheval Francais, agli Stati Generali dell’ippica (Biblioteca del MIPAAF a Roma)
L’ATTIVITA’ IPPICA in Francia, divisa in maniera sensibilmente eguale tra il Trotto (trotto attaccato e trotto montato) e il Galoppo (corse in piano e corse a ostacoli) è regolata da due Società-Madri, la Societé du Cheval Francais e France Galop.
IL TROTTO
- 11.000 corse sono organizzate ogni anno su 230 ippodromi ripartiti sui 68 dipartimenti del territorio nazionale
- 15.000 cavalli prendono parte a queste gare, in grande prevalenza trottatori francesi, che corrono in media 10 volte l’anno, il che significa 150.000 concorrenti.
Il giro d’affari, generato dalle scommesse esclusivamente con il sistema “mutuel”, rappresenta in Francia 9,2 miliardi di euro nel 2008 dei quali 4,6 miliardi di euro sulle corse al trotto.
Da questi 9,2 miliardi lo Stato riceve un prelievo di 1,2 miliardi (circa il 12%). Le spese dell’organismo incaricato di gestire le scommesse, il PMU, circa il 5%. Torna all’Istituzione delle corse circa l’8%, ossia 740 milioni di euro.
Le due Società-Madri assicurano la gestione degli ippodromi, delle funzioni amministrative, dei centri di allenamento e distribuiscono al Trotto come al galoppo circa 250 milioni di euro (220 ai proprietari e 30 agli allevatori).
La Società-Madre, che è una associazione senza scopo di lucro, beneficia del complesso degli incassi PMU registrati sulle corse della sua specialità, ad eccezione di una percentuale dell’1,3% che va alla Società organizzatrice.
In quanto Società-Madre la Societé du Cheval Francais
-assicura la dotazione del complesso dei premi delle corse offerti in tutte le prove organizzate in Francia
-compila e modifica il Codice delle Corse al Trotto ed è incaricata di applicare le sue disposizioni sia direttamente sui propri ippodromi (Vincennes, Enghien, Caen, Cabourg), sia indirettamente sugli altri ippodromi
-rilascia le autorizzazioni a far correre (4.000 proprietari attivi nel 2008), di allenare (1.800 allenatori), di montare (3.200 persone di cui 900 dilettanti)
-esercita la responsabilità economica della filiera di sua competenza
-orienta la politica dell’allevamento con il suo programma delle corse e con la sua regolamentazione ed è incaricata della promozione e dello sviluppo della razza del Trottatore Francese. 16.200 fattrici sono coperte da 500 stalloni e fanno nascere annualmente 11.000 prodotti dei quali poco più di un terzo sono ammessi nel circuito delle corse dopo aver sostenuto della prove di qualificazione (4.400 per ogni generazione).
Attualmente, 15 Paesi hanno una convenzione per produrre trottatori francesi, convenzione che permette loro di far nascere cavalli che sono iscritti allo Stud-Book Trotteur Francais.
SISTEMA ASSOCIATIVO
Le Società di corse in Francia sono associazioni senza scopo di lucro regolate dalla legge del 1901.
La loro vocazione è dunque di consacrare le loro risorse, dedotte le spese di gestione, al montepremi delle corse e al finanziamento dell’allevamento.
Tutto il sistema francese delle corse è fondato sul volontariato: 6.000 volontari nelle 240 Società di corse, indipendentemente dalle strutture permanenti sui grandi ippodromi.
Questa mobilitazione, disinteressata e motivata dalla pura passione, è il motore della riuscita del sistema francese.
CENTRALIZZAZIONE
Tutto il sistema di raccolta delle risorse dell’Istituzione si effettua grazie a un mezzo comune, il GIE PMU, che, attraverso i suoi 10.000 punti vendita disseminati nel Paese e dei mezzi moderni di accettazione delle scommesse (telefono, minitel, Internet, televisione) produce le risorse che consentono il sostentamento non solo dell’ippica ma dell’intero mondo del cavallo in Francia.%%newpage%%
ORGANIZZAZIONE
Le Società-Madri sono composte di un Comitato di 50 persone di cui
-16 membri cooptati, che sono personalità del mondo delle corse (proprietari, allevatori, personalità politiche)
-16 membri eletti su scala nazionale (5 rappresentanti dei proprietari, 5 rappresentanti degli allevatori, 3 rappresentanti dei proprietari-allenatori, 2 rappresentanti degli allenatori, 1 rappresentante dei jockeys)
- 9 presidenti dei Consigli Regionali, rappresentanti le Società di corse delle 9 regioni ippiche francesi
- 9 presidenti del Comitati Regionali, ovvero i presidenti di una rappresentativa regionale composta di 21 membri socio-professionisti in ciascuna delle regioni ippiche.
Questo Comitato designa nel proprio ambito il suo Presidente, 3 Vice-presidenti e 8 altri associati che costituiscono il Consiglio di Amministrazione composto da 12 membri. Il Consiglio ha il compito di gestire la Società in funzione dei propri fini istituzionali.
GIE PMU
Il PMU (Pari Mutuel Urbain), che è l’organismo per la raccolta delle scommesse al di fuori degli ippodromi, è un’impresa con 1.400 dipendenti, diretta da un Consiglio di Amministrazione così composto:
- 2 rappresentanti della Società-Madre del trotto
- 2 rappresentanti della Società-Madre del galoppo
- 2 rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura
- 2 rappresentanti del Ministero delle Finanze
- 1 presidente-direttore generale, attualmente proveniente dalle Società di corse
- 1 direttore generale delegato proposto dal Ministero delle Finanze
La presenza paritaria, che nel Consiglio associa i rappresentanti dei Poteri Pubblici ai rappresentanti delle Istituzioni delle corse, permette di affrontare tutte le questioni importanti nel funzionamento e nella gestione e di prendere decisioni rapide, avendo l’approvazione del Governo.
Il successo del PMU sta nel fatto che il sistema “mutuel” permette una raccolta delle scommesse su tutto il territorio su 2-3 riunioni di corse al giorno, scommesse riunite in una cassa comune ridistribuita tra gli scommettitori vincenti dopo i prelievi previsti a norma di legge.
PUNTI DI DEBOLEZZA DEL SISTEMA FRANCESE
In effetti, il sistema francese nella propria organizzazione presenta solo pochi punti di debolezza, dal momento che è stato adottato con la preoccupazione dello sviluppo nella filiera ippica in occasione dei differenti testi legislativi adottati dopo
-la legge del 1981 che costituisce la “carta” delle Società di corse, che sono le sole autorizzate ad accettare scommesse sulle corse che esse organizzano in vista del miglioramento dell’allevamento equino
-la legge del 1930 che autorizza l’accettazione delle scommesse al di fuori dell’ippodromo esclusivamente con il sistema “mutuel” attraverso l’intermediario PMU
-il decreto del 1974 che ufficializza l’arrivo dei rappresentanti delle associazioni professionali nei Comitati
- il decreto del 1985 che permette la rappresentatività dei socio-professionisti eletti nei Comitati delle Società-Madri
-il decreto del 1997 che permette la rappresentatività anche delle Società di corse nei Comitati delle Società Madri e che organizza la struttura del PMU e stabilisce i rapporti di tutela da parte dello Stato.
I punti di debolezza sono soprattutto nell’insufficienza delle risorse. Si considera che i proprietari di scuderia possono recuperare più o meno il 50% di quanto spendono. (Sui 330 milioni di euro che rappresentano il costo complessivo dei cavalli in allenamento, i proprietari ricevono 220 milioni e il loro passivo è quindi di 110 milioni).
In più la minaccia della Commissione Europea di sopprimere il tasso ridotto della TVA (la nostra IVA – ndr) sulle operazioni legate ai cavalli rischia ugualmente di avere effetti molto negativi.
OPPORTUNITA’ DEL SISTEMA FRANCESE
Conservazione del solo sistema di scommesse del Pari Mutuel sia per le corse ippiche che per gli altri sport.
Estensione del sistema francese di rappresentatività nei differenti organi di gestione e del sistema di finaznziamento delle corse negli altri Paesi dell’Unione Europea
Proposta di attuare per gli altri Paesi la “massa comune” delle scommesse sulle corse francesi
Proposta di estensione dello schema di finanziamento. Su 100 euro giocati, 75 euro tornano ai giocatori vincenti, 12 euro vanno allo Stato, 8 euro vanno all’organizzazione delle corse, 5 euro all’organizzazione delle scommesse, ferma restando, in caso di concorrenza di operatori fuori legge via Internet, la facoltà di aumentare la percentuale per i giocatori, diminuendo quella per lo Stato.
MINACCE PER IL SISTEMA FRANCESE
Apertura del mercato dei giochi a operatori che non rispetteranno le regole imposte in materia di prelievi per lo Stato e per l’organizzazione delle corse
Concorrenza delle scommesse sportive che assottiglieranno la parte del mercato ippico
Introduzione della scommessa a quota fissa, che mette in pericolo l’integrità e la trasparenza delle competizioni
CONCLUSIONI
In conclusione noi siamo favorevoli all’apertura del mercato dei giochi a operatori accolti in ogni Paese in funzione delle regole nazionali sull’organizzazione delle scommesse, specialmente per lottare contro le scommesse illecite attuate su siti clandestini, nella misura in cui gli operatori saranno sottoposti alle stesse obbligazioni fiscali, economiche e giuridiche
Necessità di conservare solo il “Pari Mutuel” sulle scommesse ippiche e sportive
Necessità di prevedere il mantenimento del finanziamento del budget dello Stato e del settore economico specifico (filiera ippica, movimento sportivo, professionistico e amatoriale).


























