Piero D'Inzeo testimonial dell'omaggio a Caprilli.
FEDERIGO OLINTO CAPRILLI riesce ancora a 'fermare' una città. E' successo la mattina di sabato 30 giugno quando Livorno ha commemorato alla grande il centenario della morte del suo illustrissimo figlio. Più di cento cavalieri hanno toccato i punti più belli della città toscana e la loro sfilata è stata come un brivido soprattutto per la gente comune: non capita davvero tutti i giorni che cavalieri e cavalli si offrano nella pienezza del loro fascino.
I cavalieri erano arrivati dalla Provincia di Livorno in rappresentanza di tutte le associazioni presenti sul territorio. Nel corteo brillava per la sua assenza la Federazione Italiana Sport Equestri, e ce ne chiediamo ancora il perché. 'Abbiamo fortemente voluto questa manifestazione ' ha dichiarato la dr.ssa Anna Marrocco, assessore ai parchi della Provincia ' perchè Caprilli avesse il giusto riconoscimento al valore della sua opera, ma anche perché consideriamo il turismo a cavallo un asse portante per lo sviluppo del nostro territorio. Caprilli è stato un genio e ha insegnato al mondo la cosiddetta equitazione moderna. Mi sia consentito di affermare che egli è stato anche un antesignano dell'ecologia quando ha instaurato un rapporto più profondo e più genuino tra l'uomo e il cavallo'.
Più di cento cavalli che sfilano per le vie di una città. Un'impresa, resa ancora più difficile dalla mancanza dei Vigili Urbani, tutti a casa perché era il giorno della loro festa. Un'impresa a lieto fine. C'è stato qualche mugugno, ci sono stati lievi incidenti ma nel complesso il corteo si è mosso con ordine e velocemente ('merito dei cavalli ha malignato qualcuno tra gli spettatori.
Partenza da Piazza del Luogo Pio (zona del porto, in pieno centro storico) e arrivo all'ippodromo del galoppo intitolato naturalmente a Caprilli ('ma lo vogliono capire che si chiamava Federigo e non Federico' ha brontolato un altro livornese): una passeggiata di tre-quattro chilometri lungo Viale Italia, che è il lungomare.
Momenti di grande emozione. Quando si è visto che era Piero D'Inzeo, classe 1923, ad aprire la sfilata, avendo al suo fianco il colonnello Alessandro Carile, attuale comandante della Scuola Militare di equitazione, e un marinaio in uniforme bianca, quale doveroso omaggio alla Accademia Navale. Quando il corteo si è fermato davanti alla casa di Caprilli e Piero D'Inzeo è sceso da cavallo per deporre una corona d'alloro assieme alle autorità. Quando all'ippodromo tutti i cavalieri hanno compiuto il giro d'onore dopo il suono della campana che in ogni concorso ippico segna l'inizio della gara.
'Siamo orgogliosi di Caprilli e siamo onorati che Piero D'Inzeo abbia accettato di essere con noi in questo giorno di festa' ha detto D'Alesio, assessore allo sport del Comune di Livorno. Piero e il fratello Raimondo sono i miti viventi dellequitazione azzurra. Il cavaliere olimpionico era visibilmente commosso quando ha risposto agli indirizzi di saluto: 'E' un ippodromo che ho nel cuore, da giovane venivo qui a correre e ad imparare. Caprilli è stato un grande maestro nello sport e nella vita, come tale sarà sempre un esempio per tutti.' Piero, il Colonnello per antonomasia, ha comandato anche la Scuola Militare di equitazione. 'Mi sento piccolo piccolo al cospetto di un così grande nome ' ha affermato il colonnello Carile ' posso solo affermare che ogni ufficiale, ogni sottufficiale, ogni soldato darà sempre il massimo per mantenere alti la tradizione e i valori della Cavalleria.




























