ORSENIGO : IL CAPOLAVORO
Orsenigo sta a Giuseppe De Montel come Ribot a Federico Tesio. Buoni, calma , adesso vi spiego ma non agitatevi prima del tempo. Non voglio , non è corretto, fare paragoni sulle carriere dei due. La relazione è di altro genere. E’ di natura estremamente colta perché tanto Orsenigo( con Macherio) cosi come Ribot sono la summa , per entrambi gli allevatori, di un percorso di selezione ed insieme un punto di arrivo.
Sono la dimostrazione di una selezione con un marchio di fabbrica che in Ribot diventa assoluto e difficilmente comparabile se non in qualche campione di casa Boussac oppure Aga Khan. Nel senso che 11 nomi sui 14 che compongono le prime tre generazioni di Ribot sono tutti, proprio tutti, made in “Tesioland” allevati, allenati e di proprietà. Qualcosa di sbalorditivo ma se, con elasticità mentale che non vi manca, insieme allarghiamo il concetto e il discorso, possiamo immaginare appunto Orsenigo, insieme a Macherio, come la summa di un percorso identitario di alto profilo culturale. Ovviamente coronato da grande successo, particolare che ad altri è mancato.
Nel nostro Paese , cosi a spanna e a memoria, individuo , forse e forzando un filo, , in Rio Marin, gran campione, un altro punto di arrivo di un percorso “quasi” simile, questa volta da parte di Gino Mantovani. Anche Macherio ,come accennato e per certi versi, è punto di arrivo contemporaneo “demonteliano” e se , idealmente, li uniamo ecco che in fondo abbiamo un “unicum” che davvero è summa assoluta del pensiero di Giuseppe De Montel.
Partiamo dai pedigree poi , passeremo alla carriera e a celebrare il loro fantastico demiurgo ovvero Luigi Regoli, Maestro nella difficile arte di allenare cavalli da corsa al galoppo.
Macherio nasce nel 41, un anno dopo Orsenigo. E’ un Ortello e per questo la sezione paterna è espressione preclara della maestria “demonteliana” . Ricordate che dobbiamo fondere , al nostro scopo , questi due capolavori finali. Orsenigo in sezione materna è divinamente “demonteliano” . La madre Ostana allevata chiaramente da De Montel, è figlia del colpo di genio Havresac. Colpo di genio nel senso dell’acquisto ed importazione in Italia, da parte di De Montel, di questo stallone ( portava il sangue di St Simon) che è alla base straordinaria del nostro allevamento , bastino appunto i nomi di Ribot e Nearco che mirabilmente fondono anche quelli di Tesio e De Montel.
La seconda madre , Olba, seconda di Elena e terza di Jockey Club, chiaramente per il nero cucito di bianco, è figlia di Hollebeck e cosi il cerchio si chiude stupendamente. Ricordo che Hollebeck , figlia di Gorgos e vincitrice del Roma, diede al fantastico Giuseppe De Montel il fenomenale Ortello con il concorso di Teddy. Quell’Ortello che è appunto il padre di Macherio , ecco perché unendo i due capolavori finali abbiamo la summa del pensiero e dell’azione di De Montel e ci sta tutto , in questi termini, il paragone con la “summa” del pensiero Tesiano.
Perché Giuseppe De Montel scelse Oleander , scambiando monta di Ortello ( diede ai tedeschi il laureato del derby) ? Innanzitutto perché era un cavallo da corsa , espressione alta del turf tedesco, di assoluta solidità. Tre volte a bersaglio a Baden Baden e due nel Preis von Berlin, la classicità totale. Lo scelse anche per motivi sentimentali : Oleander era stato il terzo di quello indimenticabile Arco vinto da Ortello nel 29( il Cavaliere, coetaneo, fu convitato di pietra ) e a lui volle dare appunto la linea femminile del suo Campione e, credetemi, ne ottenne uno ancora migliore.
Attraverso Prunus, Oleander era portatore della linea maschile di Bay Ronald, quindi Hampton, ovvero la stessa di Hyperion, occhio. In più era imbreed su St Simon che ritrova anche nella sezione materna di Orsenigo per rafforzare ulteriormente la sua robustezza . Se siete convinti , spero, dell’assunto iniziale ovvero che Orsenigo e Macherio stanno intellettualmente a De Montel come Ribot a Tesio, possiamo passare ad esaminare agonisticamente Orsenigo. Non prima di averne ricordato il demiurgo straordinario nella persona di Luigi Regoli ed in Enrico Camici l’interprete.
Mozione d’ordine : se volete saperne di più sulla intera famiglia Regoli vi rimando a mio precedente ritratto dei tre fratelli Regoli apparso , ovviamente su Cavallo 2000, il 3 ottobre 23, facilmente recuperabile in archivio .
“ Luigino “ Regoli , in sintesi, fu allenatore, tra gli altri, dei cavalli di De Montel appunto, di Neni Da Zara, della Razza di Rozzano e della Razza Villaverde, per dare solo una idea. A meno di 30 anni, Luigi fece suo il derby con Emanuele Filiberto della scuderia Dario Centurini. A 28 aveva già vinto il Tevere, con lo stesso Emanuele Filiberto vinse poi anche il Roma. Sfiorò la vittoria ancora nel Derby del 35 con Lub, della scuderia Salaria, con il quale tuttavia fu fantastico nel vincere il St Leger sui 2800 metri e il Chiusura sui 1400. De Montel lo chiama nel 37.
Furono gli anni appunto di Orsenigo e Macherio . Come tutti sappiamo De Montel scomparve nel 44 e la sorella erede , subito dopo la guerra liquidò tutto. Per fortuna la Ticino di Egidio e Bianca Verga rilevarono ogni cosa, Gornate compreso. Questa è tuttavia un’altra storia, quella che grazie alla supervisione di Enrico Arcari portò a Sedan , Molvedo, Stratford e tanti altri.
Il dopoguerra di Luigi Regoli fu altrettanto splendido : Diacono in un derby da favola, La Zanzara strepitosa nell’Elena e poi seconda di Oaks, Granet che vinse la Coppa d’Oro, Neebish laureato di Tevere, Milano e Roma. Poi Iroquois che fece suo il Repubblica e l’Italia. Ancora Fastigio, Talismano, Algaiola, Charnia Falls ed in ostacoli, la passione di Da Zara, ecco Nordio, Honest Boy e Naturns.
Torniamo ora quel periodo buio tuttavia illuminato da Orsenigo e Macherio. Buio perché il 43 e il 44 furono anni tremendi in assoluto. Ah che sfortuna avere in mano due fuoriclasse e non poterli muovere bene sullo scacchiere soprattutto internazionale. Fossero nati anche solo cinque anni prima , Orsenigo e Macherio , sarebbero stati matematicamente protagonisti almeno di Paris e di Arco, con grande chance di vittoria. Orsenigo ( anniversario pieno : 85 anni) fu fuoriclasse, Macherio grande campione, capace di imporsi nel Parioli davanti a Torbido che poi lo sconfisse nel Derby, e Liston che a due anni lo aveva preceduto nel Gran Criterium. Macherio vinse anche il St Leger e soprattutto il Milano davanti a Erno( altro allevato De Montel sempre con Oleander e con seconda madre la fenomenale Erba, che per il nero cucito di bianco vinse Gran Criterium, Oaks e due volte il Jockey Club) , dal quale fu superato nel Jockey Club. Eccoci , ora davvero, ad Orsenigo, nato nel 1940 .
Enrico Canti così lo presentò….” Mentre la guerra precipitava fra i più immani disastri, compariva sulle piste italiane uno dei più grandi cavalli di tutti i tempi.” Preciso al bacio. Grande ma non alto, diciamo sotto media, alla Hyperion, ( perciò ricordavo comune linea paterna). Tuttavia robusto come solo i campioni sanno essere cosi come gli atleti completi. Di Orsenigo cosi scrisse Franco Varola a pagina 142 del suo “ Il Mito di Tesio” : “ … Il parere di amici che avevano potuto vedere Orsenigo in azione…. erano concordi nell’affermare che non si era mai visto prima un cavallo simile in Italia.” E sempre Canti ….” Col Gran premio di Milano Orsenigo chiuse la carriera perché il proprietario non avendo la possibilità di inviarlo all’estero era convinto che la campagna autunnale ( in Italia ndr) non gli avrebbe procurato altra fama.” Orsenigo ha corso 10 volte , tra i due e i tre anni. Ha vinto sette corse ma le cinque a tre anni lo hanno visto imbattuto. Tra le vittorie a due anni il Gran Criterium sconfiggendo i Tesiani Simone da Bologna e Nakamuro che diventerà nonno materno di Molvedo. E’ a tre anni che Orsenigo esplode compiutamente e, per quello che all’epoca fu possibile vedere, davvero il Paris e l’Arco sarebbero stati nelle sue corde eccome. Filiberto , Derby, Italia e Milano, il suo poker strabiliante più il rientro nel premio Montebello e con Enrico Camici, fantino di scuderia, in sella. Cosi ancora Enrico Canti… -“ Alle Capannelle Tesio gli aveva schierato contro Simone da Bologna , vincitore del Parioli, Nakamuro che era il numero uno di scuderia, e Tokamura , cavalla potente ed inesauribile. Orsenigo ad uno ad uno li demolì tutti e, a metà dirittura , lasciò sul posto Nakamuro per vincere di cinque lunghezze davanti a quest’ultimo senza essere nemmeno sollecitato”. Meraviglia assoluta ed ancora di più nel Milano , dopo che nell’Italia aveva preceduto Tokamura De Nittis e Nakamuro. Del Milano così scrive ancora Enrico Canti … “ Schieramento anche più massiccio nella massima corsa milanese nella quale , dopo aver seguito senza sforzo l’andatura massacrante imposta ancora una volta da Federico Tesio che aveva schierato quattro cavalli di primo piano, ( Tokamura, De Nittis, Fortuny e Nicolaus) a metà dirittura si involò da solo verso il traguardo precedendo di sei lunghezze la femmina.”
Nessun cavallo di Federico Tesio riuscì mai a precedere Orsenigo, Tempo record nel Derby : 2.27.1/5. Tempo record in condominio con Niccolò dell’Arca nel Milano : 3.8.4/5. Fu stallone una decina di anni in Italia dando Falerno, Granet, Staffa poi madre d Sedan, Tommaso Guidi proprio da Tokamura mentre, dopo la esportazione in Brasile , oltre a diversi ottimi cavalli diede il grande campione Escorial , laureato di Carlos Pellegrini e non solo. Viva Orsenigo, viva Giuseppe De Montel, viva Luigi Regoli, viva Enrico Camici, viva la Cultura del grande Turf italiano !




























