NEARCO E ARCHIDAMIA: MEMORABILI RICORRENZE
Novanta anni orsono, nel 1935 , nasceva Nearco. Compleanno pieno del Cavallo dei due Secoli, il dono immenso che il Mago di Dormello ha regalato al Turf mondiale. Non soltanto gigantesco Campione in pista ( imbattuto con la perla del gran prix de Paris) ma , questo è ciò che lo rende unico, stallone che ha cambiato la storia del Galoppo nel mondo.
La evoluzione genealogica del Turf si è sviluppata attraverso momenti che potremmo definire, ricorrendo ad una espressione geografica, di Delta seguiti da altri, meno frequenti, di Estuario. Quando le genealogie si sviluppano attraverso parecchi rami stallonieri possiamo immaginare che lo sbocco genealogico assuma una figura come di un Delta del fiume. Viceversa quando è solo un ramo che domina, la nostra immaginazione lo porta a definire come una sorta di Estuario, più raro giacchè la evoluzione trova la sua forza proprio nel confronto dei vari rami genealogici per svilupparsi compiutamente. Accade tuttavia che , ciclicamente , un ramo abbia a prevalere su tutti gli altri cancellandoli o assorbendoli e ponendosi come unico, o quasi, continuatore della specie del Purosangue.
Ad esempio è accaduto con Eclipse, poi con St Simon ed infine con Nearco appunto. Il capolavoro del Senatore , nel tempo, ha spazzato via quasi tutte le altre fiorenti linee di sangue che garantivano la evoluzione genealogica e si è sostituita a tutte , o quasi ovviamente, dando cosi vita ad un nuovo inizio .
Tra qualche anno , forse già adesso, si potranno individuare i vari rami che , discendendo da Nearco, apriranno o hanno già aperto la nuova fase evolutiva. Northern Dancer, Royal Charger, Nasrullah sono , ad esempio , già tre rami che , sviluppandosi, stanno monopolizzando il Turf, diciamo almeno allo 80%. Il 20% rimanente, parliamo di laureati di corse di selezione , a sua volta è abbastanza egemonizzato dalla linea inaugurata da Sickle e sviluppatasi attraverso i suoi discendenti, per darvi una idea parziale, pensate a Mr Prospector ma le linee , per fortuna sono diverse. Dico per fortuna perché, chissà, forse in futuro potrebbero espandersi notevolmente.
Per darvi una idea , spannometricamente, pensate che quando Nearco(Pharos e Nogara) ha iniziato a produrre , nel mondo operavano con successo parecchie linee di sangue che , dopo mezzo secolo o anche un filo di più , sono state rese sterili o marginali.
Pensate ai rami di Tourbillon, Teddy, Pharis, Fairway, Hyperion, Rabelais, Rose Prince, Man O’War e le altre che vi può far piacere nominare. Avevano una posizione importante se non dominante e , lentamente , sono state emarginate dal successo dei discendenti di Nearco.
Buon compleanno Fenomeno e non manchiamo di dire grazie in ogni istante della nostra giornata a Federico Tesio, il Genio assoluto. Adesso dovremmo parlare appunto di Nearco. Non è possibile. Occorrerebbe davvero un libro ma per fortuna lo abbiamo già . Davvero tutto ciò che è necessario conoscere di Nearco, proprio tutto, lo potete trovare nel prezioso volume di Luigi Ferri intitolato , giustamente , “ Il Più Grande Cavallo di Tutti i Tempi”, ovviamente Nearco. Edito da Odoya e stampato da Gesp – Città di Castello ( Perugia) nel 21. Smanacciando sul web sono certo che troverete modo di trovare una copia. Se volessi qui continuare a parlare di Nearco dovrei scopiazzare il libro, molto meglio che lo leggiate interamente , 400 preziose pagine.
Allora finisce qui la nostra chiaccherata ? Niente affatto, ne iniziamo un’altra festeggiando un altro anniversario, che tra una decina di giorni diventerà pieno. Infatti nel 26 saranno 90 anni esatti dalla vittoria di Archidamia nel Derby Italiano. Dopo la figlia di Mamma e Archippe nessuna “ragazza” è mai stata capace di replicare. Ci hanno provato in parecchie, molte andandoci vicino ma nessuna riuscendo nell’intento o nella impresa. Proprio quest’anno la eroina Klaynn ( Elena e Oaks come ai tempi del Senatore) ha dato la impressione , ancora a 300 dal palo, di riuscire nel capolavoro.
Prima di lei, tra le tante , alcune gridano quasi vendetta. Penso a Marguerite Vernaut, addirittura quinta in una annata in cui non poteva proprio perdere. Vinse infatti l’Italia e poi , dai, è una che ha vinto le Champion. Penso a Danedream e vengono i brividi se pensiamo che ha perduto il derby e vinto l’Arco e le King George. Ovviamente poi tutte le altre che scorrendo l’albo d’oro scoprirete facilmente. Non è di loro che dobbiamo parlare ma della regina Archidamia. Uno dei tanti strabilianti capolavori di un Maestro assoluto quale è stato Federico Regoli. Mi emoziono solo a parlarne.
Allievo prediletto del Mago, era infatti figlio del suo più stretto collaboratore e non a caso si chiama Federico, Regoli è stato fantino straordinario, vi bastino gli otto, dico otto, derby. Smise presto per iniziare la carriera di allenatore. Se possibile fu ancora migliore di quella di fantino. In Italia tutto ma proprio tutto, a partire da 5 derby , con in più , oltre ad altre affermazioni estere, la vittoria con Crapom nell’Arco di Trionfo. Per i colori , nobilissimi dei fratelli Crespi, si l’indimenticabile nero- violetto della razza del Soldo.
Federico fu tra i pochissimi che seppero laurearsi nel Derby sia da fantino che da trainer. A memoria ricordo Paolino Caprioli ed Enrico Camici, siamo nel gotha. Torniamo alla nostra eroina Archidamia . Non è nella storia solo perché è l’ultima laureata di Nastro Azzurro. Eh no, è nella Storia perché è stata una fuoriclasse assoluta che a due anni e a tre fino al Milano è stata qualcosa di inarrivabile. Un viaggio che possiamo circoscrivere tra Gran Criterium e appunto Milano. Prima due ininfluenti battute di arresto, Pensate che al debutto fu sconfitta da Tanzia da Varallo e nel Criterium Nazionale da Marieschi che poi, Nel Gran Criterium , sul prediletto pesante, relegò al terzo posto con Etile al secondo. Federico soddisfatto la mise a riposo.
Per iniziare la nuova stagione con le famose sette vittorie “pazzesche” che diedero alla “soldiana” dimensione universale. Tenetevi forte e non emozionatevi troppo : Pisa, Elena, Parioli, Oaks, Derby, Italia e Milano. Beh se non vi è venuta la pelle d’oca e quasi una lacrimuccia non siete veri ippici. Ripeto : Pisa, Elena, Parioli, Oaks, Derby, Italia e Milano. Immensa , meravigliosa, straordinaria Archidamia. Altroche se è nella Storia del Turf ! Il Milano segnò il suo zenith .
Dopo l’estate si comprese che il suo ciclo era forse compiuto : nel St Leger fu terza dietro Tellurio e il compagno Chilone. Stesso risultato nel Jockey Club vinto dal compagno Chilone. Poteva iniziare la sua nuova carriera di madre .
Ha corso 12 volte, ha vinto 8 volte . In razza è stata madre di Arco ( Singapore che era un Gainsborough) capace di vincere Pisa, Derby e Milano. Con Ortello ha dato anche Aristeo che fu secondo nel Roma e due volte terzo nel Jockey Club. I fratelli Crespi furono anche allevatori di Archidamia. Inviarono a Manna la loro fattrice Archippe che riceveva il sangue di St Simon da Munibe che era un Rabelais. Praticamente il Soldo anticipò Tesio di due anni nell’incrocio che poi fu di Nearco. Eh già perché Archippe fu inviata a Manna che era un Phalaris , il padre di Pharos, mentre Archippe essendo una Munibe da Rabelais ripeteva Nogara che era una Havresac da Rabelais . Tutto torna. Non solo : Archidamia era anche 4 per 4 si St Simon il prediletto del Mago. Vi rendete conto che crogiolo unico di grandissima Cultura animava il Turf italiano e non solo in quegli anni, doverosamente va aggiunto il nome altrettanto gigantesco di Giuseppe De Montel.
Noi veniamo da lì da quel tessuto sociale colto che , onda lunga, ci ha saputo portare meravigliosamente fino ad inizio anni 2000. Per carità non disperdiamolo, anzi recuperiamolo perché è soltanto se sapremo ritrovare quello spirito che noi riusciremo a tornare ad essere un grande Turf. Ecco il compito di tutti nei prossimi anni : tenere altissima la tensione culturale del settore. Arriveranno anche i risultati come sempre venuti e lo sappiamo bene tutti.




























