
La regina Camilla presente all'inaugurazione della scultura dedicata a Frankie Dettori, realizzata dall'artista Tristram Lewis in collaborazione con la fonderia artistica Art'ù di Firenze. foto Laura Vattovaz
Frankie, jockey inarrivabile, espressione di un insieme di grandi Culture
Newmarket, primavera del 1986. Passo a trovare in scuderia una mattina Luca Cumani. Lo seguo , dopo gli ultimi lavori , nel giro dei box . Mi descrive e li osserviamo, i suoi migliori prospetti per la stagione appena iniziata. In uno dei box, intento a sistemare il cavallo che ha appena montato in lavoro, incontro per la prima volta un bimbo di 15 anni e mezzo . E’ italiano, è a Newmarket dalla estate dell’anno precedente. Per ora è soltanto il figlio di Gianfranco , tra un paio di stagioni, anche meno, sarà Lanfranco , subito dopo, diventerà Frankie e basta.
Una leggenda, una icona del Turf mondiale, certamente il personaggio dell’ippica più mediatico di sempre . Frankie ha cambiato le regole del nostro mondo , lo ha portato fuori dalle mura di casa . In ogni parte del mondo non solo ha vinto ma soprattutto ha dato spettacolo , trasformando una corsa di cavalli in un evento . E’ stato il grande testimonial capace di parlare idealmente anche a tutti coloro che non si interessano di corse e di cavalli.
Un mito, una leggenda che nel caso, ad esempio, di Lester , con Frankie indubbiamente lo zenith degli ultimi 80 anni di Turf, è rimasta dentro i confini del nostro mondo, forse anche di quelli europei. Frankie ha universalizzato, tanto in campo strettamente ippico cosi come in quello assoluto, il ruolo del Campione , del Fantino che diventa personaggio. Con un segreto elementare : Frankie è sempre stato autenticamente al top tecnico e professionale per tutti i 40 anni della sua carriera , non è mai stato una vecchia gloria, una icona da ostentare.
Lo fu anche Lester ovviamente : nell’animo di ogni autentico appassionato sono indelebili le immagini del Breeders Mile vinto , superati i 60 anni, in sella a Royal Academy, battuto 5 metri prima del palo, battuto di nuovo cinque metri dopo il palo, primo sul palo. Un mito per iniziati, là dove Frankie ha saputo esserlo universalmente , mito e leggenda per tutti. Nel bene e anche nei momenti critici del suo cammino .
In proposito sono perfette le parole , spese nel suo elzeviro, da Gabriele Candi. Ritratto perfetto . Consegnato eternamente Frankie all’immaginario collettivo universale con uscita di scena da “Mattatore” tra Argentina, Uruguay e Brasile , mi preme , come credo a tutti i veri appassionati, consegnare Lanfranco Dettori , in maniera indelebile, scolpita nella pietra, al Mito del Turf. Perché il personaggio universale sia anche e soprattutto l’immenso fuoriclasse che per 40 , 38 ad essere pignoli, anni ha fatto trepidare, fremere, gioire ed esaltare assolutamente ognuno di noi appassionati.
Il Frankie ippico non si discute , si ama ! Gli elenchi sono sempre noiosi, è vero. Ma sono appunto parole scolpite nel marmo , sono la testimonianza , inconfutabile , di una grandezza assoluta . Quella che mi preme sia certificata e per sempre . Perché il suo palmares è qualcosa di pazzesco e, soprattutto , è divinamente mercuriano, la vera cifra identitaria di Frankie, il Jockey del Mondo.
Aldilà delle Sette vittorie nel pomeriggio di Ascot, oltre le 81 ottenute al Roya Ascot, più delle sei nell’Arco parigino, più ancora dei tre titoli di Champion Jockey inglese e di quello come allievo, primo dopo Lester a raggiungere le cento affermazioni giovanile in una stagione, oltre lo strabiliante dato di aver vinto in 24 differenti Stati.
Entriamo nel merito e, alla fine, alziamoci in piedi anche commossi, perché Frankie per tutti noi sarà sempre Lanfranco , il figlio di Gianfranco che abbiamo amato, l’allievo forgiato da Luca, il portato dunque di un retroterra di Cultura dalle radici orgogliosamente Italiane.
Come direbbe Leporello… 280 sono i gruppi uno vinti in ogni parte del mondo : Inghilterra, Francia, Italia, Irlanda, Germania, Sud Africa, Stati Uniti, Qatar, Canada, Ungheria, Emirati Arabi, Macao, Giappone, Hong Kong, Trinidad -Tobago e Singapore. Universale ! Continua cosi il nostro Leporello ( che poi è il suo sito ufficiale) … In Inghilterra sono 4 2000 ghinee e altrettante 1000, 9 God Cup, 5 British Champions Sprint st, Sussex, Lockinge e Goodwood Cup, 3 British Champions Fillies and Mares, Dewhurst, Eclipse, Nunthorpe, due Champion st e due Chevekey Park st e altrettante Commonwealth Cup, Coronation st, Derby, Nassau, Racing Post, 6 Coronation Cup, come le International st , Le Queen Elisabeth, il St Leger, sette Fillies Mile, King George, Oaks , e Queen Anne, quattro Yorkshire Oaks, St James Palacee Prince of Wales, Middle Park. Sommiamo le classiche : 23 ! In Irlanda , continua il nostro Leporello, sei Irish Champion, cinque Oaks, due2000 Ghinee , St Leger, Phoenix e Gold Cup e tra le altre anche un Derby, Matron, National e Pretty Polly. In Francia ecco i 6 Arco di Trionfo, come i Morny e i Royallieu, gli otto Marois, i quattro Jean Prat, i tre Vermeille, Jockey Club, Foret, Abbaye e Poules Maschili, Romanet. Una o due vittorie, tra le altre , nel Saint Cloud, Diane, Ganay, Ispahan, Boussac, De Gheest, Moulin e Opera. Negli USA cinque Breeders Cup Turf, poi anche il Mile, lo Juvenile dirt e turf, il Classic, il Fillies and Mares, le Beverley D. In Italia tre Derby, sei Jockey Club, cinque Roma e Di Capua, tre Milano, le Oaks, l’Italia e il Gran Criterium, tutte quando erano di gruppo uno. In Germania tre Baden Baden, tre Von Europa e anche il Diana e il Derby. In Sud Africa ha messo il suo sigillo sul Cape Derby. In Canada quattro volte nel Canadian International, poi anche nelle E P Taylor, Natalma e Summer st. In Qatar l’Emir’s Trophy e il Gold Trophy. Negli Emirati , tra le altre, quattro Gold Cup, Tre Sheema e tre Turf più il resto. In Giappone ha vinto tre volte la Japan Cup. A Macao il Derby. In Hong Kong tre Cup, due Vase ma anche le Queen Elisabeth, il Mile e lo Sprint. A Singapore la Gold Cup e le International Cup. A Trinidad le Carribean Champion st. In Brasile ha concluso la sua carriera vincendo le 2000 ghinee ma nel suo ultimo trip ha vinto pattern anche in Argentina . In Inghilterra ha vinto 3.359 corse !
Sono cifre noiose ? Forse in altre circostanze, non qui amici. Sono il modo migliore per avere contezza, persino parziale, della sua grandezza, della sua cifra tecnica spaventosamente immensa…. E poi ci sono tutte le altre , i gruppi due , i tre , le listed…. Ci sono le giubbe iconiche , immortali, per le quai ha montato e vinto. I grandissimi trainers con i quali ha collaborato . C’è tutta la carriera che i numeri e le statistiche ci fanno intuire, immaginare, delineare ma che si traduce nella sua perfezione stilistica, nelle sue doti di finisseur, di supremo front runner, di mago della corsa di attesa, insomma in un inarrivabile leggendario Jockey.
Comincia già a mancarci anche se ha fermato il tempo fin oltre i 55 anni di età. E i cavalli ? Frankie , in una intervista tv , ha detto che i suoi più grandi sono stati Dubai Milleniun e Golden Horn e , ha aggiunto, molto vicino a loro due anche Enable. Ce ne sarebbero altri per arrivare ameno a dieci super top ma se Frankie ha nominato questi tre e basta non siamo certo noi a contraddirlo… sotto sotto però ognuno di noi, amici, avremmo qualche altro bel nome da aggiungere, unito a qualche ricordo tutto personale, ah quell’Arco tolto alla culturalmente nostra Sea of Class, una magia mostruosa... Frankie l’universale, Frankie il mito, Lanfranco il jockey inarrivabile , meraviglioso espressione di un insieme stupendo di grandi Culture !



























