Fieracavalli, a Verona le emozioni di Antonio Molino
IL CAVALLO è senz’altro l’animale più rappresentato nella storia delle arti figurative. Basta girare lo sguardo nelle vie e nelle piazze delle nostre città per renderci conto della sua presenza nei monumenti equestri, nei fregi di antichi palazzi, sui muri di castelli e vecchie ville patrizie (dove in fondo era di casa), per non parlare poi della sua massiccia presenza nei quadri presenti nelle chiese e nei musei. In breve la sua immagine domina ancora nelle nostre vite. A riprova, come se questo non bastasse, chi lo frequenta abitualmente ha la insana (o sana?) abitudine di contornarsi della sua effige riprodotta, quale motivo ornamentale, sugli oggetti più disparati come spille, gioielli, portacenere, tazze, appendi chiavi e via elencando. Basta fare un giro nel salone delle attrezzature durante Fieracavalli (Verona, 6-9 novembre) per rendersi conto di quanto sia comune questa consuetudine di circondarsi di oggetti a “forma di cavallo”. Qualcuno sospetta che tale sorta di “mania” sia un modo di compensare l’impossibilità di condividere con i nostri cavalli la routine del quotidiano, come avviene invece con i nostri cani. Può essere, ma è anche vero che il fascino del cavallo sull’uomo ha avuto inizio molto prima che venisse addomesticato.
Siamo infatti davanti ad una sorta di fascinazione antichissima, che comincia fin dalla preistoria dove l’immagine del cavallo fa la sua prima comparsa (raffigurata sulle pareti delle grotte di Altamira, Lescaux, Gargas e in Italia in quelle di Pagliacci nel Gargano e dell'Addura in Sicilia) e continua immutata anche ai nostri giorni.
Ed è appunto alle tante modalità di rappresentazione artistica del nobile animale che Fieracavalli ha voluto dedicare il salone “Il cavallo nell’arte”, uno spazio espositivo dove attraverso la presenza dei 40 finalisti del Premio Arte 2008, verranno esposte le nuove tendenze in pittura, scultura e fotografia.
A impreziosire il salone una mostra personale di Antonio Molino, finalista del Premio Cairo nel 2001 e nel 2006. Si tratta di 15 opere ad olio che avranno come protagonista il cavallo colto soprattutto nella dimensione epica della velocità.
“ E’ stato molto interessante – ci ha dichiarato l’autore- per me che sono soprattutto un illustratore, affrontare la sfida di rappresentare un animale così fortemente legato al mito e contemporaneamente alla costruzione della civiltà umana. Ho voluto tratteggiarlo in maniera il più possibile libera cercando di coglierne l’aspetto più significativo: la maestosità dell’attimo nel quale comincia a galoppare. Tra le opere presentate ci saranno anche due teste di cavallo e qui la sfida è stata quella di cercare di trasmettere la natura, starei per dire l’anima, di questo splendido animale evitando di proiettare su di lui qualsiasi suggestione antropomorfica. Insomma un’esperienza intrigante che ha saputo rievocare antichi ricordi d’infanzia, coinvolgendomi al punto tale da farmi quasi sentire, mentre dipingevo, l’inconfondibile odore che emana dalla pelle di un cavallo”.
Fino a qui la testimonianza dell’autore .
Ma a noi che abbiamo la ventura di condividere quotidianamente la vita con i cavalli in carne ed ossa, colpisce constatare una volta di più come il fascino che questo nostro antico compagno attragga chiunque, per un verso o per l’altro, venga a contatto con lui.
Figlio della Terra e del Mare, associato al Fuoco e all’Acqua, partorito dalla Notte ma capace di trainare il Carro del Sole, il cavallo rappresenta, nell’immaginario simbolico di tutti i popoli e di tutte le culture, l’impetuosità del desiderio, l’energia vitale sprigionata dall’istinto, la forza di Eros che indissolubilmente ci lega alla vita. Chi, più di lui, o meglio, del suo archetipo, può rappresentare quel percorso affascinante e complesso che consente agli artisti di far emergere, alla luce della coscienza, quel caleidoscopio di immagini, vissuti, emozioni che popolano la parte meno conosciuta della nostra psiche? Chi più di lui è ancora oggi in grado di introdurci nei territori magici e misteriosi dell’arte?

Una delle opere di A.Molino esposte a Fieracavalli



























