"Equitazione americana e il suo peso nella FISE"
“DOPO QUATTRO ANNI di mancate promesse, il mondo dell’equitazione americana non può più ricoprire un ruolo marginale all’interno della Federazione italiana sport equestri. Ancor peggio non può essere considerata come una disciplina che porti solamente risorse economiche nelle casse federali, quando in realtà ha garantito negli anni all’equitazione italiana importanti risultati e prestigiose medaglie”. Lo ha detto Antonella Dallari, candidata alla presidenza della Federazione italiana sport equestri per il prossimo quadriennio olimpico.
“Per una corretta gestione – ha aggiunto la Dallari - è necessario avere un rapporto diretto con le associazioni che fino ad ora sono state solamente “usate”. Sarà fondamentale condividere idee con i cavalieri e le associazioni, i tecnici delle singole discipline ed organizzare un programma di crescita volto allo sviluppo di nuovi centri e alla acquisizione di nuovi tesserati. Dovrà essere data la possibilità anche ad altre discipline dell’equitazione americana di essere riconosciute dalla FEI, ente all’interno del quale l’attuale dirigenza della Fise non è stata assolutamente rappresentata in modo adeguato. E’ sufficiente consultare il sito federale, per rendersi conto che le notizie relative al Reining e alle altre discipline, riguardano solo di corsi a pagamento. Non si parla più di organizzazione, di risultati, di eventi sul territorio e non si sa nemmeno quando i nostri cavalieri prendono parte ad eventi all’estero o sono impegnati come di recente in circuiti nazionali promossi dalle associazioni. Le discipline dell’Equitazione Americana sono state considerate in questi anni dall’attuale gestione federale solo portatrici di denaro alla Federazione. L’equitazione americana, invece, ha portato e porta risultati e medaglie importanti al nostro Paese”.
Le cause che hanno portato all'attuale situazione, secondo la Dallari, sono proprio davanti ai nostri occhi e l’attuale dirigenza non è stata in grado o non ha voluto tenere nella giusta considerazione questo importante settore dell’equitazione italiana.“Fino ad ora – ha detto Antonella Dallari - le discipline americane sono state soggette a continui cambi di organizzazione e nonostante il fiume di denaro che con i corsi di formazione e con i tesseramenti portano alla FISE, in questo settore è inesistente un minimo di organizzazione con i servizi che merita e soprattutto con le adeguate risorse economiche. In questi quattro anni , c’è stato un tale avvicendamento immotivato di programmi di formazione per tecnici di equitazione americana e di reining, che né i cavalieri, né i candidati tecnici sono riusciti a tenere sotto controllo il sito federale. Ancor più grave è che c’è stato chi ha partecipato a corsi senza vedere, dopo aver impiegato tempo e denaro , nemmeno riconosciuta la propria qualifica o ha dovuto partecipare ad ulteriori corsi.
"Qualsiasi dirigenza federale, attuale o futura deve riconoscere i titoli acquisiti in precedenza, perché non è possibile cancellare con un colpo di spugna le qualifiche già ottenute dai tecnici”. Chi pratica le discipline americane, secondo la Dallari, ha subito la beffa dopo il danno. “Dopo aver fatto e rifatto tantissimi corsi di formazione che hanno portato ingenti entrate nelle casse federali – ha continuato la Dallari - non si è ugualmente riusciti a definire i budget, che permettessero di programmare ad inizio anno, i campionati italiani e la coppa delle regioni delle singole specialità definendo i montepremi. Non si è riusciti ad identificare un programma finalizzato alla crescita dei centri–scuola, che permettessero di far crescere nuovi allievi ed appassionati, ma si è saputo, invece, aumentare il costo dei passaporti dei cavalli anche per le discipline americane.
"La cosa peggiore è che l’organizzazione degli eventi nazionali è lasciata a totale carico delle associazioni e che ai cavalieri che hanno ottenuto vittorie importanti come campionati del mondo o europei non è stata riconosciuta, a fronte di richiesta, la qualifica di tecnico per meriti sportivi! (come invece avviene nelle discipline olimpiche) . La Federazione purtroppo – ha concluso Antonella Dallari - si è lasciata sfuggire una grandissima opportunità: ovvero quella di organizzare in Italia il Campionato del mondo di Reining, un’opportunità che avrebbe portato un ritorno di immagine all’allevamento, alla disciplina italiana e a tutto il movimento equestre”.


























