''Da Piazza di Siena l'ultimo monito per il futuro''
Caro Direttore, ed anche l’edizione di Piazza di Siena 2010 è stata archiviata con la solita delusione: la rondine dell’Europeo 2009 non ha fatto primavera. Del resto era purtroppo prevedibile e non per colpa dei nostri cavalieri o dei cavalli o del tecnico, ma per gli errori che si sono accumulati negli anni ed a cui nessuno ha posto, o tentato di porre, rimedio. Infatti, riprendendo le parole dell’ottimo Filippo Moyersoen, durante l’intervista sulla Rai dopo la Coppa, i nostri cavalieri sono andati piuttosto bene, i percorsi lisci e scorrevoli e solo qualche “pelatina” ci ha tenuti lontano dal podio. Anche il nostro Presidente, l’avvocato Andrea Paul Gross, ha commentato con molto realismo l’andamento del concorso, peccando solo un po’ di ottimismo per l’immediato futuro.
A mio avviso i problemi sono due: il primo riguarda i nostri attuali cavalieri di vertice ed il secondo i nostri cavalieri di domani cioè il futuro.
Per il primo non si può fare altro che aiutarli in tutti i modi, come giustamente ha detto il Presidente, con cavalli, tecnici, sponsor etc. Non si possono certo più modificare!
Discorso più lungo e scabroso meritano i futuri campioni che invece possiamo forgiare in qualità e quantità se, con un bagno di umiltà e di intelligente realismo, interveniamo nei metodi di insegnamento del nostro bellissimo sport.
Non è molto difficile da capire che ciò che è stato insegnato fino ad oggi è sbagliato: i risultati parlano da soli. Sono ormai più di trent’anni che la nostra scuola non funziona: bisogna ammetterlo e rifondarla secondo i canoni della nostra Equitazione.
Capisco che è una cosa molto difficile ed impopolare e che, se si pensa alla … poltrona, la decisione di rimettere tutto in gioco è molto difficile, anche perché bisogna mettersi contro quei personaggi che, pur brillando per la loro “ignoranza”, sono portatori di molti voti e che rappresentano grossi interessi. Questi personaggi ostacolerebbero qualsiasi iniziativa veramente valida perché sarebbe comunque di lunga portata: io credo che partendo subito, ci vorrebbero almeno otto anni per migliorare e … nel frattempo ci sono le elezioni!
L’unica via d’uscita sarebbe che qualche “illuminato” presidente di Comitato Regionale prendesse l’iniziativa di riformare l’istruzione nella propria regione e fosse d’esempio agli altri, tanto nel loro "feudo" sono politicamente più sicuri, o meglio in grado di spiegare il perchè delle proprie scelte.
Personalmente sono anni che vado ripetendo che, se non si torna ad insegnare la nostra Equitazione Italiana, difficilmente torneremo ai vertici mondiali come sarebbe nostro diritto e sono sicuro che se non si farà così al più presto, tra un anno, tra due anni... saremo ancora qui a batterci il petto invece di gioire!
Analogo ragionamento vale per il nostro allevamento: bisogna rivoluzionare i sistemi di doma e di addestramento, altrimenti si vedranno sempre meno cavalli italiani in giro, rendendo inutili gli sforzi degli allevatori per migliorarsi.
Mi scuso per questo mio sfogo e spero che qualche bianca colomba si posi sulle teste di chi può decidere il cambiamento, anche se con questo inquinamento di bianche colombe ce ne saranno rimaste ben poche.
Un caro saluto.
Ezio Maria CASATI



























