Aspetti del mercato globale delle scommesse ippiche
Vasto programma quello che attiene alle scommesse ippiche nel mondo, lo strumento che consente la vita e lo sviluppo del settore delle corse.
Hanno provato a fare il punto della situazione numerosi istituti di ricerca economica, tra cui Business Research Company, una società britannica che ad altissimo livello svolge ricerche e offre servizi di consulenze e che ha pubblicato un ampio dettagliato studio sullo stato e l'andamento delle scommesse ippiche mondiali, a tutto lo scorso anno, rilevando elementi in qualche modo sorprendenti.
Anche la statunitense Allied Market Research ha diffuso un documento analogo.
Cominciamo con alcuni dati.
Nel 2025 il gioco mondiale è stato di oltre 419 miliardi di dollari, nel 2026 si prevede possa essere di 456 miliardi e nel 2030 di 636 miliardi, con un tasso annuo di crescita composto - cioè un tasso di crescita medio annuo con una crescita costante - dell'8,6%.Tutto ciò a fronte di un calo delle presenze negli ippodromi e un calo dell'interesse generale del pubblico. Contemporaneamente i grandi mercati tradizionali (UK, Irlanda, Francia e Hong Kong) restano immutati .La crescita è guidata essenzialmente dall'espansione del gioco online, cui è collegata l'innovazione delle piattaforme di scommesse.
I tre punti su cui si basa lo sviluppo sono la digitalizzazione, l'evoluzione della normativa regolamentare e la concentrazione sugli eventi sportivi rilevanti a livello internazionale.
Il Nordamerica è la regione con la crescita più ampia, mentre l'Asia-Pacifico è la regione con la crescita più rapida.
Il fenomeno è attribuito alla popolarità culturale delle corse, alla crescita del mercato di gioco legale, all'espansione delle strutture, alla forte presenza del pubblico agli eventi importanti sugli ippodromi, allo sviluppo dei sistemi di scommesse organizzati.Nelle quote di mercato l'Europa è in testa con il 39%, seguita dagli USA con circa il 10%, dal Giappone con il 7%.
Passiamo ad un succinto esame della situazione europea, con inevitabili riferimenti e confronti con le altre realtà internazionali.
Gran Bretagna
Il contributo del Regno Unito è sostanziale all'interno del mercato mondiale. Il settore produce 4,1 miliardi di scommesse, in una realtà con 85.000 posti di lavoro, mentre l'attività si svolge in 59 ippodromi, con oltre 10.000 corse l'anno. Gli spettatori oltre 5 milioni.Ma la pressione sulla struttura è reale: le nascite dei puledri continuano a scendere, le scommesse diminuiscono ogni anno. Il Regno Unito soffre il confronto con l'Irlanda. che gode di un intervento diretto statale sul settore, costi operativi più bassi e una serie di infrastrutture di allenamento concentrate in un territorio meno esteso. Da cui premi competitivi e grande richiamo per i cavalli di qualità che altrimenti correrebbero in Gran Bretagna.
Le principali piattaforme sono Unibet UK, Boyle Sports, 7bet-UK. Queste, e le numerose altre, effettuano il gioco sul campo e quello online, sotto il controllo della UK Gambling Commission che concede le autorizzazioni ad operare.
Il sistema è completamente privato, nell'organizzazione delle corse, nell'allevamento e nel gioco.
Francia
Le scommesse sono regolate e gestite dal Pari Mutuel Urbain (PMU), sotto il controllo dello stato. Si tratta del più grande operatore di scommesse europeo, che mette a disposizione la sua struttura anche in altri 50 paesi. Al PMU fanno capo il gioco online e oltre 13.000 punti di scommesse in tutta la Francia. La supervisione normativa e gestionale è affidata alla Autoritè Nationale des Jeux. Il mercato è di 9 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi ottenuti dal gioco online. Gli occupati del settore circa 65.000 e il pubblico 440.000 spettatori.E' un sistema misto, privato sotto il controllo pubblico, come era in Italia quello che gestiva la defunta UNIRE.
Irlanda
Le scommesse sono a capo della Horse Racing Ireland (HRI) l'autorità che organizza le corse e sovrintende all'allevamento, vigilata dal Ministero dell'Agricoltura. HRI attribuisce le concessioni ai diversi operatori.Il gioco è stato di circa 156 milioni; il pubblico 1,316 milioni di presenze; gli occupati 30.000.
E veniamo all'Italia.
Nel 2000 la raccolta era di oltre 2,4 miliardi di euro. Nel 2025 siamo a 668 milioni, con un lieve incremento rispetto ai 649 milioni del 2024. Non sono a disposizione dati attendibili e verificabili sugli occupati del settore e sul pubblico. E' ovvio che, anche se fosse confermata la tendenza al recupero come quella che si può osservare, i tempi per assicurare risorse per un incremento quantitativo e qualitativo delle attività sono insostenibili.
La mancata riforma del gioco che l'UNIRE aveva progettato nel 2007 insieme all'Agenzia dei Monopoli ha portato a una continua erosione della raccolta. Il montepremi complessivo di trotto e galoppo è passato da circa 220 milioni nel 2007 ai 60 milioni previsti per il 2026.




























