Benessere del cavallo, un percorso da condividere
IL BENESSERE DEL CAVALLO – sportivo e no – come obiettivo primario, essenziale, inalienabile. Per il cui raggiungimento è necessario lavorare insieme e stabilire i presupposti di un linguaggio comune. E per il quale è pronto a impegnarsi anche il governo. Questo, in sintesi estrema, quanto emerso dal talk show che nella mattina di venerdì ha animato il Villaggio Vip di Piazza di Siena complice un parterre di prim’ordine.
A discutere sul tema “Sport, salute e benessere del cavallo” i sottosegretari di Stato Francesca Martini e Rocco Crimi, Luca Pancalli, vicepresidente del Coni e presidente del Cip, il presidente della Federazione italiana sport equestri Andrea Paul Gross, il presidente dell’Unione nazionale incremento razze equine Goffredo Sottile, il segretario generale dell’Unire Riccardo Acciai, il presidente di Sindacato nazionale agenzie ippiche Maurizio Ughi, Marco Boganelli, presidente di Infront, il vicepresidente dellEnte autonomo Fiera di Verona Claudio Valente, il direttore di Fieracavalli Maurizio Rosellini, Mogol.
Dopo i saluti e una breve introduzione di Marco Boganelli, che ha ricordato come sia importante cogliere, accanto agli momenti più squisitamente agonistici e di immagine di Piazza di Siena, anche aspetti talora poco riportati dai media, il presidente federale ha ringraziato il governo per l’impegno a favore dei cavalli.
«Quello del cavallo è un mondo straordinario in tutta la sua filiera – ha dichiarato l’onorevole Francesca Martini – e Piazza di Siena deve rappresentare sempre più il volano di promozione culturale per il rilancio dell’attività equestre. L’importanza della relazione tra l’uomo e il cavallo deve essere il nodo cruciale nel segno della salute e del benessere di entrambi. Questo deve necessariamente portare a una diversificazione tra le necessità del cavallo atleta e quelle dei soggetti non impegnati nell’agonismo ed è per questo che non è possibile prescindere dalla partecipazione diretta e dal dialogo tra tutti gli attori. Il quadro normativo sul benessere e la tutela degli animali che ci proponiamo avrà pertanto un forte valore etico e di maturazione culturale. Non solo lotta al doping, dunque, ma attenzioni a tutto tondo affinché il cavallo possa rappresentare anche un motore per il turismo». «Ma solo insieme – ha concluso Martini – riusciremo a portare avanti questo progetto e a raggiungere i risultati che ci siamo proposti».
«Prevenzione, preparazione e antidoping a 360 gradi – ha proseguito l’onorevole Rocco Crimi – sono i nostri obiettivi. Per questo il Coni realizza ogni anno 14mila controlli su atleti di vertice. Nel 2008 la Fise ne ha effettuati 830 e l’Unire 21mila prima delle corse e quattromila dopo. Potrebbe essere così giunto il momento di riunire le forze e dare vita a una commissione che comprenda la presidenza del Consiglio, il ministero della Salute, del Welfare, la Cultura, l’Unire e la Fise per uniformare e coordinare azioni sempre più incisive. Perché non dobbiamo fare sconti a nessuno. Questo deve essere un combattimento nel quale si spiegano tutti i mezzi. E la tutela del cavallo deve rappresentare un argomento di primo piano nell’ottica di questo miglioramento così innovativo della legislazione».
«Piazza di Siena rappresenta la storia sportiva italiana – ha detto Luca Pancalli, vicepresidente del Coni e presidente del Cip – e siamo fieri di essere nel G10 dello sport internazionale. E lo sport deve tenere in considerazione tutti gli atleti, cavalli compresi, naturalmente. Ma il benessere non riguarda solamente gli agonisti. La salute è un bene di tutti e infatti sempre maggiore è l’importanza che i cavalli rivestono anche nell’ippoterapia».
Per il presidente di Snai Maurizio Ughi «la chiarezza e la certezza della trasparenza dei risultati deve essere alla base di tutta l’attività sportiva. Oggi tutto è esasperato ma è fondamentale mantenere lo stato di preparazione atletica nella piena legalità e nell’etica».
«Nel bilancio dell’Unire – ha spiegato il segretario generale dell’Unire Riccardo Acciai – una parte importante è destinata alla tutela del cavallo, impegno che spazia dall’antidoping alle più diverse misure di salvaguardia della sua integrità come l’adozione di steccato di sicurezza e la presenza di uno staff di veterinari in ciascuna giornata di corse. E non solo. I controlli li abbiamo estesi anche a fantini e driver».
«La fiera di Verona è nata con Fieracavalli 111 anni fa – ha dichiarato il vicepresidente dell’Ente autonomo Fiera di Verona Claudio Valente – ed è la manifestazione che più si presta a una valenza culturale e sportiva. Ogni anno da noi sfilano oltre 2600 equini di tutte le razze e siamo pronti a impegnarci per migliorare sempre di più le condizioni dei nostri ospiti».
Sempre nell’ambito scaligero, la parla è poi passata a Maurizio Rosellini, direttore di Fieracavalli. «Piazza di Siena costituisce una magnifica cornice sportiva con importanti contenuti culturali e di confronto. Fieracavalli è differente e presenta molti momenti di incontro sui temi più diversi. Verona sta lavorando moltissimo sul rapporto uomo-cavallo e la bontà del nostro progetto è testimoniata dalla sempre maggiore affluenza di pubblico, che quest’anno ha superato le 150mila presenze. In particolare teniamo in grande conto il Salone del bambino, con i suoi oltre 25mila entusiasti partecipanti che quest’anno abbiamo coinvolto anche nel concorso artistico “Il mio regno per un cavallo”. Perché Verona crede nella crescita culturale ed etica di questo rapporto come presupposto principe per il benessere e la tutela degli animali».
«Il cavallo è cultura e territorio – ha precisato l’ex prefetto di Torino Goffredo Sottile, oggi ai vertici dell’Unire –. Dobbiamo lavorare insieme al di sopra e al di là dei singoli interessi pubblici e di categoria e ce la stiamo mettendo tutta. Il nostro desiderio di fare è grande e crediamo nei in un progetto capace di portare a una sempre migliore relazione tra l’uomo e il cavallo».
«Dobbiamo costruire un percorso comune – ha concluso l’onorevole Francesca Martini – all’interno del quale ciascuno, in base alle proprie competenze, sia parte attiva. Questo iter riguarda anche la formazione, affinché si realizzi al più presto un’inversione di tendenza capace di riavvicinare i giovani al mondo del cavallo, dell’equitazione e dell’ippica. Questo movimento porterà una spinta propositiva anche al comparto turistico, facendo conoscere al grande pubblico l’ambiente e i cavalli».
Mogol ha così ricordato il suo progetto iniziato cinque anni fa. «Si tratta di una pista europea – ha spiegato – da percorrere in famiglia e tra amici che tocca i luoghi più intimi e incontaminati del Vecchio continente, coinvolgendo hotel e scuderie. Andare a cavallo significa così migliorare la propria salute e ammirare da una prospettiva particolare paesaggi e ambiente. In sella, dunque, per dialogare con l’Europa».

Alcuni partecipanti al dibattito sul benessere. Foto Stefano Grasso per cavallo2000




























