
Chivas Regal, che montato da Pino Morazzoni e allenato da Federico Regoli, vinse il Gran Premio Merano 1974
AMARCORD A SAN ROSSORE
Quasi ogni domenica ma anche nei giovedì a San Rossore si riannoda il cordone ombelicale con il nostro passato. Vuol dire recupero della tradizione che è un qualcosa di sempre vivo e presente e ci serve anche per disegnare il futuro. Lo si fa attraverso magari nomi di cavalli che sono stati campioni o anche semplici buoni protagonisti oppure nel ricordo di personaggi che hanno scandito il divenire del turf anche non solo italiano.
Uno splendido amarcord che è anche una chiave di lettura , una prospettiva diversa per decrittare il pomeriggio di corse e viverlo con uno spirito ed un respiro più ampio. Non sfugge alla regola neanche il primo marzo, la domenica che , ippicamente, forse ci introduce nella primavera di San Rossore. Tecnicamente la si esaminerà nel momento in cui verranno dichiarati i partenti che daranno senso e spessore al pomeriggio .
Sono i nomi di alcuni dei premi che ci spingono alla riflessione , che vale, lo ripetiamo, anche per le altre giornate di corse , un fil rouge colto che accompagna l’inverno e la primavera pisana . Uno dei premi del pomeriggio ha un nome, anzi un cognome che apre il cuore davvero ad uno struggente , romantico ed esaltante amarcord : Regoli ! Vien quasi da alzarsi per una standing ovation.
Cavallo 2000 ha ovviamente già tributato monografico omaggio ai tre fratelli a suo tempo. L’occasione è propizia per ricordare, qui brevemente, quanto il nostro Turf debba in temini di Cultura, Sapienza, meravigliosa Maestria all’intera famiglia Regoli : Antonio, Federico e Luigi in rigoroso ordine alfabetico. In sella oppure nelle vesti di trainer , nel loro nome e col loro contributo sono stati scanditi almeno 50 anni del nostro indimenticabile galoppo, meglio 60 se prendiamo in considerazioni quelli che vanno dal 1915 all’inizio degli anni 80.
I primi sono gli anni di Federico gigantesco fantino , capace di siglare otto Derby italiani, il primo nel 1917, quindi poco più che diciasettenne o quasi diciottenne ( esatto , bravi, come Lester) con Giampietrina cui seguirono , nell’arco di solo sette altri anni, la bellezza di tutti gli altri : Meissonier, Ghiberti sulla pista dell’ippodromo Parioli ( dove ora c’è il Villaggio Olimpico cosi avete idea precisa), Michelangelo, Melozzo da Forlì, Cima da Conegliano, Lui ed Apelle. Tutti allenati dal Senatore ad eccezione di Lui , il cui trainer fu Frank Turner. Aggiungete tre Elena , quattro Parioli, altrettante Oaks , sette Milano che era la CORSA per il Mago di Dormello ( Federico nel Milano fu in sella al più grande di tutti , il Cavaliere, Tesio dixit e nessuno osi contraddire) come anche il Gran Criterium ed il Chiusura che Federico vinse tre volte ciascuno. L’ansia mercuriana del Senatore, trasmessa totalmente anche a Federico, lo portò a vincere in sella a Scopas la Coppa di Maisons Laffitte.
Ha appeso presto la sella al chiodo , il Maestro Federico Regoli, per regalare a nostro Turf ed alla Razza del Soldo, ( leggi fratelli Crespi, rileggi Corriere della Sera) della quale fu il trainer per antonomasia , il traguardo più ambito ovvero l’Arco di Trionfo con Crapom. Aveva 34 anni, standing ovation per favore. Aggiungete cinque Nastri Azzurri ( il primo con Pilade a 34 anni, poi quello iconico con Archidamia , l’ultima femmina vincere il Derby, saranno tra poco 90 primavere da quel giorno) e poi , giusto per darvi una idea, altre sette Oaks, otto Parioli, due Elena, quattro St Leger… non so far di conto ma a spanna sarebbero 26 classiche. Beh, giù il cappello.
Poi ci sono tutte le altre innumerevoli vittorie in quelle che oggi chiamiamo pattern. Aggiungete almeno i sei Milano e i nove Repubblica. Anche fuori dai nostri confini, beh Crapom a parte che conquistò Longchamp con in sella il Paolino che aveva già vinto con Ortello. Prendete nota almeno dei tre Baden Baden con Procle, Rio Marin e Stratford. Poi , tanto per fare qualche altro nome cosi tenete esercitata la mente : appunto Archidamia e il figlio Arco, Pilade, Gladiolo, Alberigo, Vasco de Gama, Magabit, Stigliano , Rio Marin, Caorlina, Stratford, Soragna, Veio, Adamello e Chivas Regal, ( dico , non avrete mica pensato che non fosse capace di allenare anche in ostacoli) . Ah, che scuderie : Soldo, Vedano, Ticino, Mantova , Vallelunga cosi per citarne alcune ed anche proprietari stranieri come Guest, si quello di Gyr come Berkut , esatto, oppure Oldham quello di Sagaro.
E Luigi allora ? Pensate , fu jockey anche lui ma per un brevissimo periodo ma in tempo per vincere in sella a cavalli come Meissonier, Ghiberti e persino Hollebeck la madre di Ortello che portò alla vittoria nel Roma. Subito trainer, capace , a meno di 30 anni, di sellare il vincitore del Derby del 1930 , Emanuele Filiberto del Commendator Dario Centurini, portato al trionfo anche nel Roma. Luigi prima aveva già vinto anche il Tevere. Con Lub, montato da Vincenzo Celli, sfiorò nuovamente il Nastro Azzurro, secondo ma poi in grado di svettare , pensate un po', tanto nel St Leger sui 2800 cosi come nel Chiusura sui 1400. A fine anni trenta ecco De Montel e qui siamo nell’Olimpo assoluto : Orsenigo, uno dei fuoriclasse del Turf italiano ( a lui abbiamo dedicato un focus monografico ovviamente su Cavallo 2000) . La sua unica colpa fu di avere tre anni nel 43, quando dopo derby e Milano non gli fu possibile andare più da nessuna parte. Avrebbe vinto il Paris o meglio ancora l’Arco. Poi Macherio , altro Milano. Il triplete di Orsenigo è da leggenda, Derby, Italia e Milano e due volte in tempo record sempre demolendo con disarmante facilità lo squadrone , di quattro o cinque cavalli che Tesio gli aveva schierato contro. Beh anche Macherio non scherzava : Parioli, Filiberto e Milano. De Montel morì nel 44.
Dopo la guerra Luigi scelse di nuovo Roma , ultima scuderia del famoso vialone , la “T” in fondo che fu il suo regno. Ecco i gioielli di Granet nella Coppa d’Oro, di Neebish nel Tevere, nel Milano e nel Roma, di Iroquois nel Repubblica e nell’Italia, di Fastigio nl Tevere e poi il capolavoro di Diacono nel Derby per i colori di Neni Da Zara con in sella Marcellino. Come chi ? Andreucci naturalmente. Eravamo tutti lì quel pomeriggio . Il congedo mirabile fu con La Zanzara, che poi fu straordinaria anche in USA. Luigi la portò alla vittoria nell’Elena e al posto d’onore dietro Orsa Maggiore nelle Oaks. E’ stato anche l’allenatore di Charnia Falls , un velocista formidabile, lo ammetto sono un filino di parte, poi anche di Talismano, Erno, Algaiola ma svettò anche in ostacoli con Nordio, Honest Boy e Naturns.
Antonio avrebbe dovuto fare il Notaio, era giovane di studio , poi partì militare ma insomma alla fine il richiamo della scuderia fu troppo forte e cosi il nostro Turf ha avuto la gioia di un altro Regoli che ha allenato per complessi di primo rango come Radice Fossati, Fiammingo, Vulci, Gibi, Vallelunga , Alpe Ravetta e negli ultimi suoi anni italiani anche Visconti. E che cavalli : Niger, Adige, Kennebee, Nipissing, Sannita, Lafcadio che per Visconti vinse il Jockey Club, , Flica de St Cyr, Tudor II, Proteo, Mexico, Clastidio , Metsu, Milagro, Pripjat e naturalmente Veronese che vinse Milano, Jockey Club, Repubblica ed anche il Washington DC.
Ecco perché quello di domenica sarà un amarcord speciale . Tanto più che , in un altro dei premi del pomeriggio , sarà ricordato anche Silvio Parravani , un prediletto di Federico Regoli che lo volle , anni 50, al Soldo e che con Pisa e San Rossore ha sempre avuto un feeling speciale avendo vinto per ben quattro volte la CORSA che è nel cuore di ogni appassionato pisano. Come anche Angelo Macchi che si traduce scuderia Azzurra oppure Melbury Lad , uno dei cavalli del cuore capace di siglare per l’amico Angelo il Tevere, e come Franco Ferrucci che completa l’amarcord del pomeriggio. Beh no, un momento c’è anche il Galileo Galilei , d’accordo non era un ippico ma un Genio assoluto ed era nato a Pisa. C’è di che esserne fieri nel ricordarlo con il suo premio, giunto alla edizione numero 27, super handicap di classe 1. Adesso che ci siamo fatti questa chiaccherata non ci resta che attendere le dichiarazioni dei partenti e vivere un’altra splendida domenica nell’incanto di San Rossore .
Post scriptum : consentitemi una chiosa al fondo della volta scorsa dedicato alle nostre pattern. Torno sul Ribot , ora milanese sui 1400 in pista dritta. Federico Raccichini mi ha fatto notare che è praticamente un Chiusura . Già, una delle corse predilette dal Senatore , la diede a Nearco e ciò vi basti. Anche come data in fondo siamo lì. Piccolo suggerimento istituzionale : ci starebbe bene forse aprirlo , se già non ci si è lodevolmente pensato, anche ai due anni, l’età in cui lo disputò il figlio di Nogara. Poi magari con un po' più di calma si potrebbe anche richiamarlo Chiusura , visto che è pattern. Certo ora si chiama Ribot , un nome che è leggenda… chissà cosa avrebbe preferito fare il Mago di Dormello ?




















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