UNIRE, la strategia del Commissario Baggio
UN ATTO DOVUTO. Non esiste altro modo per definire la prima conferenza stampa del neo-Commissario dell’UNIRE Tiziano Baggio il quale ha messo subito in chiaro che:
-non vuole essere fotografato perché vuole essere libero di girare negli ippodromi senza essere riconosciuto
-non vuole contatti diretti con i giornalisti, i quali dovranno continuare a rivolgersi al portavoce del CdA uscente, Gianguido Cellitti, confermato nell’incarico
-non rilascerà interviste, se non un paio già promesse e dalle quali non può esimersi
-sarà presente solo di rado negli ippodromi dove si disputano grandi premi
-una volta al mese, giorno più giorno meno, terrà una conferenza stampa.
Nell’immediato, il suo piano di lavoro prevede l’incontro con le Categorie del trotto e del galoppo (“sono svenuto quando ho visto quanto è lungo l’elenco delle sigle!"). Per il resto, il manager trevigiano sta facendo esattamente quello che hanno fatto i suoi predecessori (compreso l’ex presidente Goffredo Sottile): studia per entrare nel profondo di un settore tremendamente complesso e tremendamente in crisi quale è l’Ippica italiana.
Il “Marchionne dei cavalli” (così lo ha definito giorni fa un importante quotidiano nazionale) ha indicato in quattro punti le priorità della sua strategia:
- bilancio
- moralizzazione
- regole
- promozione.
Il bilancio 2010 è uno dei punti che hanno motivato il commissariamento dell’Ente. Baggio intende studiarlo a fondo insieme al segretario generale Riccardo Acciai e soprattutto con il conforto del vice-commissario Manin Carabba, che in passato ha avuto alti incarichi presso la Corte dei Conti. Non è stato minimamente sfiorato il tema montepremi (per ora fissato a 215 milioni) ma era scontato che ciò avvenisse ovvero che rimanesse aperta la porta a ogni soluzione, compresa quella pretesa dal Collegio Sindacale (restituzione dei debiti alle banche). I numeri non mentono, dice un vecchio proverbio, e quelli dell’Ippica nazionale continuano a segnalare un trend negativo e irreversibile.
Moralizzazione. Interna, innanzitutto. Baggio ha avuto un incontro con i dipendenti dell’Ente ai quali ha detto chiaro e tondo che “si lavora tutti insieme e l’organizzazione del lavoro va migliorata”. E poi moralizzazione esterna: con ciò intendendo più controlli sulle corse e sull’efficienza degli ippodromi (“nominerò una speciale commissione con l’incarico di controllare e riferire irregolarità e lacune di ogni genere”).
Regole certe e giustizia sportiva rapida e veloce. Il regolamento delle corse (che l’Unire vuole unificato per trotto e galoppo) e le disciplinari di prima istanza e d’appello sono due spine nel fianco dell’Ente che governa le corse dei cavalli. In questa chiave, vanno lette sia il funzionamento di UnireLab in materia di antidoping sia l’intenzione di contattare il CONI per avere suggerimenti per rendere la giustizia sportiva efficace al massimo e trasparente (a tal proposito, continua a essere pendente la questione della cosiddetta “clausola” compromissoria che molti operatori del settore rifiutano categoricamente).
Promozione. “In un anno 320.000 spettatori sugli ippodromi, è semplicemente assurdo. Il calcio con quattro partite di cartello ottiene molto di più. Mi è capitato di girare per città dove si sarebbero disputati gran premi: non c’era un filo di pubblicità.” Problemi che tutti conoscono e che sono stati ampiamente dibattuti negli Stati Generali dell’ippica voluti dal ministro Zaia ma che finora non hanno avuto alcun riscontro positivo nella realtà. “Dobbiamo mettere l’abito buono per presentarci alla gente”. In parole semplici, Baggio ha voluto dire che se l’ippica non dà segnali concreti di una netta inversione di tendenza, sarà impossibile qualsiasi dialogo con la Politica.
A proposito del problema degli ippodromi metropolitani (Roma e Milano), altro punto-chiave nel decreto di commissariamento dell’Unire, è stato stabilito che le corse dal primo aprile proseguiranno in regime di prorogatio.



























