Legalita' ed etica nel mondo ippico. Analisi e proposte
Sala gremita e confronto serrato ieri sera all’Ippodromo di Cesena, dove si è svolto l’incontro promosso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari; Commissione presieduta dall’Onorevole Jacopo Morrone, che ieri ha acceso i riflettori sulla “Legalità ed etica nel mondo dell’ippica: analisi e proposte”.
Ad aprire i lavori è stato Umberto Antoniacci, presidente di HippoGroup, che ha accolto gli ospiti sottolineando il valore dell’ippodromo di Cesena come presidio di sport legale e regolamentato. Sono poi intervenuti i rappresentanti delle principali realtà del settore: Elio Pautasso, Presidente di Federippodromi; Antonio Viani, Presidente ANG; Maurizio Biasuzzi, Presidente Federnat; Paolo Morelli, gentleman proprietario; e Roberto Toniatti Giacometti, Presidente Anact.
Dopo la presentazione del documento realizzato dalla commissione e le proposte inseritevi all’interno, si sono discussi i temi più delicati che minacciano il mondo ippico: dalle corse clandestine alle scommesse illegali, fino al maltrattamento dei cavalli.
“La gestione dei cavalli da corsa dopo la carriera agonistica è un punto critico, con rischio di sfruttamento e maltrattamento. Le corse clandestine richiedono un approccio integrato: prevenzione, indagini più efficaci, pene più severe e promozione della cultura del rispetto animale – ha introdotto Jacopo Morrone Presidente della Commissione Agromafie che ha presentato il rapporto e le proposte in esso contenute. Il Presidente Morrone ha ricordato come gli animali, sfruttati, spesso vivano in veri e propri lager, e finiscano nei circuiti dei macelli clandestini, con conseguenze gravi sia per il benessere animale che per la salute pubblica, poiché non destinati al consumo umano. Morrone ha tracciato la linea della Commissione Agromafia: più strumenti di controllo sul territorio, lotta contro le organizzazioni criminali che sfruttano i cavalli nelle corse clandestine e maggiore sinergia tra istituzioni e operatori per difendere un comparto che è parte integrante della nostra cultura.
Momento di grande partecipazione emotiva quello portato da Victoria Demuro, fondatrice dall’associazione “Chubby Horse”, che insieme ad alcune colleghe ha partecipato ai lavori raccontando il loro operato. Giovani donne a cui va ilo merito di avere ricollocato numerosi cavalli ex sportivi, provenienti soprattutto dai circuiti del trotto: animali salvati da destini di sofferenza che oggi vivono una seconda vita, alcuni impegnati in percorsi di ippoterapia, altri reinseriti in circuiti agonistici regolari, ma soprattutto accolti come veri e propri compagni di vita da famiglie e appassionati.
Il direttore generale per l’ippica del Ministero dell’Agricoltura, Remo Chiodi, ha ribadito la volontà di rafforzare i controlli: “Un tema particolarmente rilevante è quello del cavallo da corsa a fine carriera. Come sappiamo, la vita agonistica di un cavallo da corsa è relativamente breve: a 6, 7 o 8 anni è già considerato “anziano”, mentre nello sport equestre, a quell’età, un cavallo è ancora giovane. Ciò evidenzia un nodo centrale: che futuro diamo a questi animali, che hanno davanti a sé un’aspettativa di vita di circa trent’anni? E’ importante quindi – ha sottolineato - adottare politiche di recupero dei cavalli da corsa a fine carriera, attraverso la riconversione per finalità sociali e terapeutiche per la loro straordinaria capacità di empatia con l'uomo, oppure mediante la riconversione in altre discipline equestri. Progetti che vanno sostenuti anche da un punto di vista economico, compatibilmente con le risorse disponibili”.
L’incontro si è chiuso con un richiamo forte alla responsabilità collettiva: difendere la legalità e contrastare ogni forma di sfruttamento significa non solo tutelare l’ippica, ma anche salvaguardare la dignità degli animali e garantire trasparenza a un settore che oggi più che mai ha bisogno di essere valorizzato.




























