RATING : GIOIE E DOLORI
Saranno anche cattedrali nel deserto , tali sono state anni fa definite, ma sono i templi in cui la messa la celebrano i Papi. Traduco : le corse sui 2400 metri di livello e di rating elevato non sono molte ma , da alcuni anni, sono tornate ad essere stabili tra quelle con il rating più alto.
Questo è un dato , quindi ne dobbiamo tenere conto. Emerge dalla analisi, magari tardiva ma sempre utile, delle cento migliori corse del 25. Abbiamo la conferma che la distanza dei 2400 metri è ancora ben presente nella forbice selettiva . Ovviamente con quella dei 2000, ben più diffusa ma, attenti, la deriva che faceva immaginare una forbice predominante tra i 2000 e i 1600 resta appunto una immaginazione.
Il focus della selezione avrà forse il suo epicentro nei 2000 ma con proiezione vitalissima verso i 2400. Poche ma di rango assoluto le corse sulla cosidetta distanza classica. Numeri. Ne conto 15 tra le prime 100 della classifica in base ai rating. Poche, si ma quattro sono tra le prime sei, ciò è chiarissimo segnale che è su quella distanza , insieme ai 2000, che il turf mondiale si esalta.
Le quattro corse sono : la Japan Cup , in vetta in parità con i 2000 delle Champion, con il rating straordinario d 126,25. D’accordo viva Calandagan ! Le altre tre , nelle prime sei sono le King George , sempre via lui, con 125 secco, poi lo Sheema Classic con 124 secco e l’Arco con 123,75 e infatti apriranno ai castroni che se li avessero avuti sarebbero al primo posto. Quisquiglie. Quattro su sei è un dato indiscutibile . A proposito , l’altra sui 2000, terza assoluta sono le Breeders’ Classic con 125,50.
Beh due sui 2000 nei primi tre è un altro dato che fa status. Anche perché , nelle prime dieci sono cinque , esattamente come quelle sui 2400. Dominio assoluto della coalizione . D’accordo ecco i nomi : sui 2500 che valgono come 2400 ecco Arima Kinnen mentre sui 2000 Eclipse, Prince of Wales e Tenno Sho. Se prendiamo i rating sopra il 120 , quindi grande selezione, abbiamo un quadro perfetto : 15 corse sui 2000 ( con dentro un paio sui 1800 , parenti stretti), sette sui 2400, una ciascuno sui 1200 e il miglio( le Ghinee di Newmarket) .
Come sono messe le distanze alari ? Tra le cento ne conto otto per i flyer , tutte sui 1200 con una sui 1300 , ovviamente il De Gheest, ma zero sui 1000 per la gioia del Senatore. Per gli stayer, diciamo da 2800 in su , salvo errori, ne vedo cinque, la più alta la Gold Cup con un buon 117,50. Gli estremismi non sono graditi nella selezione del turf. I miler ( 1400 – 1600) ci sono eccome, ben 32 corse . Vero ma la migliore sono le Ghinee con 120,50 e la seconda le Crown Mabika Diva st, Australia, che vale 120, tutte le altre sotto. Ecco un altro dato che però si spiega.
Nelle prime 18 solo una corsa per tre anni, le Ghinee giapponesi che , come noto, sono sui 2000. Il dato si spiega con il fatto che i tre anni hanno , ope legis, qualche libbra in meno e quindi scivolano nelle valutazioni. Sono 14 tra le cento migliori. In Europa sono otto e ad Epsom trovo le Oaks ma non il Derby che quindi è sotto i 115,75 rating delle ultime quattro. La vecchia Europa ne ha ancora 35 ma se consideriamo le prime 9 ne abbiamo cinque. Che diventano 11 nelle prime 29 e via cosi. Ammappelo il Giappone : ben 15 da solo nelle prime 100. La realtà straordinaria degli anni 2000. L’Inghilterra ne ha 20 ed è la patria del Turf .
Beh, basta cosi, divertitevi , con gli occhiali per carità, ad inventare ogni tipo di analisi . Piuttosto, una considerazione a chiusura. Se non succede nulla e se saranno i campo quelli che si contano di mercoledì, anche questa vota una King George chic. Favorito Calandagan ad uno e mezzo pulito contro il 2 e tre quarti di Benvenuto Cellini e il tre e mezzo di Masquerade Ball e già questi tre , ( splendida sfida intergenerazionale) se fossero nell’ordine , conserverebbero alla corsa il 125 dello scorso anno. Poi ci sarebbe tra il 7 e il 9 gente di rango come Minnie Hawk, Goliath e Kalpana. Il cavallo del fiume, Bay City Roller sfiora il 30 poi gli altri ben più in alto. In tutto 11 ma alla fine diciamo tra i sei e gli otto.




























