Il caso: perché la Francia non ha aderito all'UIM
HA DESTATO grande sorpresa il fatto che la Francia non abbia aderito alla Unione Ippica del Mediterraneo, che di recente è stata ufficialmente costituita a Napoli. La sorpresa deriva soprattutto dalla considerazione che l’ippodromo di Cagnes-sur-Mer sulla Costa Azzurra è sempre stato parte attiva nella organizzazione dei Campionati del Mediterraneo, per fantini di galoppo e drivers di trotto professionisti. Per saperne di più abbiamo posto tre domande all’avvocato Francois Forcioli-Conti, presidente dell’ippodromo della Societé des Courses de la Côte d’Azur.
Perchè le Federazioni ippiche francesi non hanno voluto aderire all’Unione e quindi le hanno impedito di sottoscrivere lo statuto il 13 dicembre a Napoli ?
« A questa domanda, non posso far altro che farvi partecipi di alcune argomentazioni ufficiali che mi sono state date per impedire che la Societé des Course de la Cote d’Azur aderisse all’Unione. In particolare la creazione e il funzionamento dell’Unione Ippica del Mediterraneo implicherebbe un costo importante. Il progetto di statuto dell’Unione, inoltre, prevederebbe delle clausole il cui contenuto porterebbe nocumento alle prerogative di France Galop e di Cheval Français, soprattutto per ciò che riguarda la regolamentazione e la promozione del cavallo.
Mi è difficile commentare queste argomentazioni. Mi dispiace comunque che le Società Madri in quanto tali, e indipendemente dalla SCCA, non abbiano giudicato opportuno interessare la Francia a questo progetto mediterraneo.
Cosa pensa di fare ?
« Anche se non abbiamo potuto sottoscrivere lo statuto, le Società Madri non si oppongono alla partecipazione della Societé des Courses de la Côte d’Azur (SCCA) ai campionati del Mediterraneo di galoppo e di trotto.
La prima prova del campionato di galoppo 2009 si svolgerà a Cagnes-sur-Mer l’8 febbraio. Io mi auguro che ci sarà una partecipazione importante soprattuto per quanto riguarda i « nuovi arrivati » come la Turchia o l’Egitto.
Io spero che in futuro le autorità nazionali francesi comprenderanno l’importanza di questa Unione, si renderanno conto che essa non entra in concorrenza con nessuna altra struttura nazionale o internazionale già esistente, ma al contrario costituisce una « carta vincente » realizzando non solo una maggiore coesione geografica ma anche nello spirito sportivo. Farò tutto ciò che è nei miei modesti poteri per convincerli.
Quali sono le sue considerazioni sull’ippica?
"In linea generale, io credo che bisogna rendersi conto che nell’ambito dello sport come in altri settori della vita, la mondializzazione fa il suo cammino.
Solo gli sport a diffusione universale si sviluppano. Per arrivare a ciò, è necessario organizzare manifestazioni di valore internazionale. L’esplosione del rugby è particolarmente illuminante.
L’ippica dispone di tutti gli « atouts » perché sport, essendo universale la sua pratica, ma anche e forse soprattutto perché cultura, essendo stato il cavallo, dappertutto e dalla notte dei tempi, legato strettamente alla storia dell’uomo.
Facciamo in modo che interessi schiettamente mercantili non contrastino queste magnifiche potenzialità".



























