Hong Kong, trionfo per Francia e... Hong Kong
DARYAKANA (Francia, in sella Gerald Mossé, trainer Alain de Royer-Duprè) nella Vase (m 2400), Sacred Kingdom (Hong Kong, Brett Prebble, Ricky Yiu) nella Sprint (m.1200), Good Ba Ba (Hong Kong, Olivier Doleuze, Derek Cruz) nella Mile (m.1600) e Vision D’Etat (Francia, Olivier Peslier, Eric Libaud) nella Cup (2000) questi i vincitori a Hong Kong delle 23.esime Cathay Pacific International Races di galoppo (tutte gruppo 1, 3 anni in su) nell’ippodromo di Sha Tin, lo stesso che l’anno scorso ospitò le gare di equitazione per i Giochi Olimpici.
Scuderia dell’Aga Khan a segno sulla “distanza Derby”, il miglio e mezzo, nella Cathay Pacific Vase (1.235.000 euro, 13 partenti) grazie a una condotta di corsa a dir poco intelligente di Mossé che ha mantenuto sempre in fondo, fuori dalla prevedibile bagarre della corta dirittura (400 m) la 3 anni saura figlia di Selkirk (il padre di Altieri) imbattuta e col minor peso a bordo. Intanto davanti il tiratissimo favorito britannico Spanish Moon (in sella Moore) battagliava con i locali Packing Winner (Doyle) e Jackpot Delight (Winks), e lo yankee Black Mamba (Doleuze). A 350 m dal palo Mossé metteva all’esterno Daryakana e iniziava a rimontare mentre all’interno il tentativo del british Youmzain (runner-up dell’Arc, Fallon) di farsi largo veniva spento sul nascere da una spintonata di Soumillon sul giapponese Jaguar Mail. A una corta testa da Daryakana (6,7 vincente al betting) arrivava Spanish Moon, seguito dal francese Kasbah Bliss (Thulliez) e Jaguar Mail. Sesto l’idolo locale Viva Pataca (Beadmen) e decimo Youmzain.
IMBATTIBILE il castrone Sacred Kingdom (già primo nel 2007) nella Sprint (1.059.000 euro, 14 partenti) largamente favorito (2,5) al via. Era l’inglese Total Gallery (Murtagh) il vincitore in ottobre del Prix de l’Abbaye a Longchamp, a tentare la fuga con l’americano California Flag (Talamo) e il nipponico Laurel Guerriero (Fujita). Ma negli ultimi 200 Prebbe premeva sull’acceleratore e il 6 anni baio figlio di Encosta De Lago (un altro suo giovane rampollo è stato il top-price delle aste di sabato) metteva mezza lunghezza fra se e One World (Beadman) seguito da Joy And Fun (Doyle) e Green Birdie (Doleuze) tutti di Hong Kong. Quinto California Flag, sesto Total Gallery.
Un altro quartetto preparato in casa e che conosce la pista di Sha Tin come le proprie tasche ha dominato la Cathay Pacific Mile (1.412.000 euro, 14 partenti) in cui partivano pure la saura della scuderia italiana Ri.Ma. Sweet Hearth (Mossé, training Duprè), l’ex lombardo ora nipponico Pressing (Callan) e Lanfranco Dettori sul “Godolphin” di Dubai Alexandros. Good Ba Ba (3,6) faceva terno con i successi 2007 e 2008 (una tripletta consecutiva mai avvenuta in questo appuntamento); lo seguivano sul palo Happy Zero (Beadman), Fellowship (Purton) ed Egyptian Ra (Coetzee) quasi in linea. Nella seconda fila era settimo Alexandros (“troppo veloce questo miglio per lui” spiegava Frankie) e nona Sweet Hearth con cui Mossé ha ripetuto la tattica vincente di Daryakana, per di più mettendola – all’ingresso in dirittura - di schiena a Good Ba Ba, ma la saura non completava l’opera di rimanere attaccata al vincitore fino in fondo. “Troppo nervosa” la figlia di Touch Gold commentavano a una voce Mossé e Duprè. Ultimo Pressing, l’ombra del grintoso galoppatore dei giorni scorsi in allenamento.
Il “falso zoppo” della vigilia, il transalpino Vision d’Etat (sabato era rimasto chiuso in infermeria per una lamentata ma invisibile, ai raggi X, infezione a un piede) si è appropriato un po’ a sorpresa (7 vincente al betting) della corsa più attesa, la Cup (1.764.000, 10 partenti). Quella che fu di Falbrav nel 2003 e di Ramonti nel 2007, entrambe le volte con in sella Dettori, che oggi è arrivato ottavo sul locale Mr Medici. Secondo a tre quarti di lunghezza dal derby-winner francese 2008 era Collection (Beadman) di Hong Kong mentre il terzo e quarto posto se lo giocavano il britannico Presvis (Fallon) allievo di Luca Cumani e l’inesperta Ashalanda (Mossé) preparata per l’Aga Khan da Duprè ed alla sua quinta corsa. Aveva la meglio per 6/100 il castrone d’oltre Manica.

Vision d’Etat vincitore della Hong Kong Cup. Foto Stefano Grasso per cavallo2000




























