Hong Kong, l'Italia trepida per Sweeth Hearth
TRANQUILLO sabato di spasmodica attesa quello vissuto da Hong Kong per le 23.esime Cathay Pacific International Races di galoppo, disputate per la prima volta nel gennaio 1988. Allora ci fu solo la Cup (adesso la corsa più dotata delle quattro in programma) un impegno quasi locale, aperto ai soli purosangue di Malesia e Singapore. Ora un appuntamento di quattro gruppi 1 al quale partecipano cavalli dei cinque Continenti e che chiude – con 5.482.000 euro di montepremi complessivi - la stagione del grande turf mondiale.
L’ippodromo è quello di Sha Tin, sulla terraferma di Hong Kong (nei Nuovi Territori), un’ottima pista in erba di 1899 m (larga 30,50) ed una dirittura di 430 m, con all’interno una All Weather di 1558 m (22,70). E’ completata da due racchette per le distanze di 1000 e 1800 m. Ha un tondino coperto dotato di un grande screen elettronico (quello sulla pista è da Guinness, per le sue dimensioni) e vi si affacciano quattro piani di tribune, un ristorante-bar, saloni e box per la preparazione dei cavalli alla presentazione.
Il programma di domani – particolarmente importante perché quest’anno si celebra anche il 125° anniversario della fondazione dell’Hong Kong Jockey Club, la cui sede-grattacielo è vicino all’altro ippodromo, quello storico di Happy Valley – prevede 10 corse con al centro le 4 Cathay Pacific.
Prima a scattare la Vase (7’00 ora italiana, 2400 m, 1.235.000 euro, 13 partenti) con il britannico Youmzain (in sella Fallon, trainer Channon) favorito. Il runner-up più celebre del mondo – puntualmente secondo negli ultimi tre Arc de Triomphe – potrebbe essere insidiato dal connazionale Spanish Moon (Moore, Stoute) e dal “grande vecchio” di Hong Kong, Viva Pataca (Beadman, Moore), sempre sostenuto da un tifo indiavolato ma mai andato a segno nelle Cathay Pacific (nel 2007 fu stoppato nella Cup dalla coppia Ramonti/Dettori).
Seguirà la Sprint (7’40, 1200 m, 1.059.000 euro, 14 partenti) con due laureati locali al via, Sacred Kingdom (Prebbe, Yiu) vincitore nel 2007 e Inspiration (Winks, Moore) primo l’anno scorso. Avranno, tra gli altri, tre mastini australiani – Scenic Blast (Arnold, Morton), All Silent (Hall, Begg), Apache Cat (Oliver, Eurell) – da superare.
La Cathay Pacific Mile (8’50, 1600 m, 1.412.000 euro, 14 partenti) è quella più interessante per gli italiani. Contro gli “hongkongkini” primi tre del 2008 - Good Ba Ba (Doleuze, Cruz) che punta al tris dopo i due successi precedenti, Egyptian Ra (Coetzee,Cruz), Able One (Prebbe, Moore) – dovrebbero scatenersi il vincitore del Roma 2007 Pressing (Callan, Jarvis) dato in gran forma, l’imprevedibile saura della Scuderia Ri.Ma. Sweet Hearth (Mosse, Royer-Duprè) e il “Godolphin” Alexandros (Lanfranco Dettori a bordo, Bin Suroor).
Chiuderà l’attesa Cup (9’30, 2000 m, 1.764.000, 10 partenti) che potrebbe avere il ritiro del favorito francese Vision D’Etat (Peslier, Libaud) entrato in infermeria nelle ultime ore per probabile infezione a un piede. Questo fa aumentare le quotazioni del britannico Presvis (Fallon, training di Luca Cumani) già primo a Sha Tin nelle Queen Elizabeth, e del vincitore 2008, il sudafricano Eagle Mountain (Shea, De Kock). Outsider il locale Mr Medici (altra monta di Dettori, Ho) e la francese Ashalanda (Mosse, Royer-Duprè) debutto in giugno, 4 corse in carriera con 3 primi e 1 secondo posto (nell’italiano Federico Tesio dietro Voila Ici).



























