DOPO YORK ECCO DEAUVILLE . IL GRANDE TURF
Un gruppo uno al giorno leva il medico di torno. E’ lo slogan buono per York che in ognuna delle sue quattro giornate ci ha proposto una corsa di gruppo uno, il top. Vero per Juddmonte e Yorkshire Oaks, diciamo anche per le Nunthorpe che sono “ Storia “ , forse un po' azzardata la promozione delle City of York sui 1400.
Ci può anche essere una logica , quella di definire al meglio una sorta di fil rouge elitario sui 1400 che possa attirare il miler che accorcia e il flyer compiuto che può allungare e mettiamoci dentro anche il De Gheest sui 1300 che ci sta preciso. Non sono mica pochi i 1400 tutto sommato.
Prendiamo i gruppi due e uno, quelli tre sono abbastanza abbondanti. Chiaro , sempre molti di meno che su miglio e oltre, è ovvio. Il Jean Prat, solo tre anni , regge bene su questa distanza dopo averle provate un po' tutte ma forse andrebbe aperto anche ai vecchi. C’è il The Minstrel , gruppo due al Curragh, ci può stare. Ci sono le Lennox nel Glorious, giusto. Il De Gheest che è il più intrigante anche se sui 1300, le Hungerford gruppo due a Newbury, le vinse Brook se la memoria non ci tradisce e dopo le Queen Anne, ecco le fresche City of York, le Park a Doncaster altro gruppo due, il Foret che vale una tesi di laurea a Longchamp, le Challenge a Newmarket , gruppo due che noi vincemmo con New Model e poi con Le Vie dei Colori. Insomma , aggiungete almeno una quindicina di gruppi tre , ed avrete un quadro che indica effettivamente una tendenza che aveva bisogno di una pattern primaria da spendere ad un mese e mezzo dal Foret. Ci sta, si ma per ora non ci sembra un gruppo uno vero , forse lo diventerà.
Via, partendo dal quinto a salire , ci si aspetta di meglio. Qirat non sa neppure lui come ha fatto a non essere ingoiato dagli altri nelle Sussex, infatti qui è quinto e già gli va di lusso. Gli hanno dato 115 obbligati. Rosallion, il quarto a York, sarebbe un campione, lo è, 120 anche stretto, ma forse qualcosa non sta andando al momento. Comunque è uno che magari si “pappa” le Queen Elisabeth e tutti zitti. Maranoa Charlie, terzo, lo allena Cristopher Head che mi garba assai, ci rivedo nonno Alec, è appunto il runner up del Jean Prat, prima due gruppi tre, rimedia un doveroso 115 ma siamo molto al pelo. Lake Forest, il No Nay Never secondo, è spaccato sui 1400, un 113 è anche abbondante. Viene ovviamente dalle Lennox, secondo, nelle Queen Anne oltre la soglia, cosi cosi in gruppi tre precedenti.
Ecco lui è emblematico della strada in salita di questa corsa. Quando sarà davvero gruppo uno , a regola dovrebbe essere oltre il quinto posto. La vittoria , come ben sapete, è andata a Never So Brave, portato a maturazione da Andrew Balding, noi abbiamo amato Ian, altro castrone volante nel loro anno di grazia. Prima di risorgere vinceva al massimo in super handicap, è poi esploso ad Ascot nelle Summer sul miglio ed ora il boato di York che lo lancia a 115, tutti da dimostrare. Vedremo nel Foret, forse. Insomma, dai, siamo al pelo anche come rating benigno ma l’idea è plausibile e va sostenuta. Tempo al tempo
E Deauville? Che domenica , ammappelo e tutta o quasi rosa. Intanto diciamo che è stato il giorno della celebrazione della Societè d’Encouragement, il motore del galoppo francese da un secolo e mezzo abbondante. Si, perché prima si è corso il prix Kergolay che ricorda Florian de Kergolay che fu ai vertici della istituzione nella seconda metà dello 800, poi abbiamo celebrato Jean Romanet, un cognome che ha incarato al 100% l’essenza della Societè .
Jean ne è stato ai vertici dalla metà dei 50 per oltre 30 anni, lo ha seguito il figlio ma prima , negli anni 20 e 30 , lo ha fatto il padre e prima ancora il fratello del padre, quasi un secolo di Romanet alla guida della sala macchine del Turf Francese.
Beh , dai parliamo di cavalli. Lo strillo è quello di Venetian Sun nel Morny, ecco il perché del tutto rosa. Nella corsa del “fratellastro” ( il duca de Morny lo era di Napoleone terzo) , la ragazza ha detto chiaro e tondo di essere super due anni, poi si vedrà. Gestita perfettamente da Karl Burke è stata montata chirurgicamente da Clifford Lee, oh ha aperto col bisturi Ryan mica pizza e fichi. Crescendo rossiniano per la figlia di Starman ( decollo col turbo) che dopo le Albany e poi le Dutchess of Cambridge adesso si è presa il Morny. Imbattuta, amatissima e straordinaria. Via verso le Cheveley. Per noi bene anche Gstaad, carattere o qualcosa che lo rende non facile da montare. Ryan ce la ha messa tutta e nel finale finalmente si è ridisteso. Non è più imbattuto ma vale, sta a vedere che potrebbe anche allungare . Ci penserà Aidan. Ci ha deluso Coppul, cosi cosi l’americano di Wesley Ward, si è un po' spento ai 200,sarà mica un millemetrista ? Mah. Romanet con vista su tutto. I 2000 sono pendent delle Nassau ma se allunghi ti butti nel Vermeille e se accorci , come dovrà fare “Cinderella” ti aspettano le Sun Chariot.
Bel gruppone uno. Piallate le due tre anni ma non vuol dire quelle top sono migliori delle anziane e si chiamano Minnie Hauk e Whirl. Quisisana , preferiamo l’hotel di Capri alla clinica lussuosa di Roma, è una Le Havre cammeo di Graffard , a 5 anni è esplosa , suite micidiale conclusa con l’alloro massimo. Verrebbe quasi la voglia di dire stop, si va dritti in razza. Monseigneur lo avrebbe fatto di sicuro ma lui era Karim Aga Khan.
A seguire Survie e il piccolo capolavoro di Gerald con Grand Stars, chapeau. Beh se parliamo di capolavori, andate a pagina 18 del manuale del perfetto fantino e troverete tutto ovvero la monta gigantesca di Cristian Demuro in sella alla Godolphin di Fabre, esatto avete letto bene, a My Hghness. In difficolta in avvio, tranquillizzata con classe, cresciuta larga e fulminante in arrivo con tanto di stacco prima del palo.
Via al Boussac, ci mancherebbe. Ultima citazione ma per cuore la prima. Il Kergolay . Siamo terzi in parità, nella maratona, con Presage Nocturne di Paolo Zambelli e Carlo Pellegatti, gestione Alessandro Botti. Ha corso splendidamente, solita corsaccia francese senza ritmo e volatona finale. Lui è attaccato e in ascesa. Si va a Melbourne, dai. Prima la quarantena, poi il 18 ottobre la Caufield Cup e il primo novembre la meritata Melbourne Cup , la corsa che ferma una nazione. Chapeau, sogno meraviglioso e comunque dovesse finire sarà lo stesso un successo della passione, del cuore e della cultura ippica. Ah, per la cronaca sul palo ha vinto Double Major davanti a Goya Senora e poi noi. Avanti cosi e domenica la corsa di Molvedo ma anche di Duke of Marmalade e di Groom Tesse…. Come quale ? Il Grand Prix de Deauville ma lo sapete tutti




























