Doping, l'America insiste sull'uso del Lasix
Si è chiusa a Parigi il 15 giugno la 23esima Conferenza Mondiale del Trotto, organizzata da Le Trot - la nuova denominazione della storica Societe`du Cheval Francais, l`ente tecnico delle corse e dell`allevamento transalpino - e dall`UET (Unione Europea del Trotto), l`associazione delle federazioni del trotto continentali.
Diciotto i paesi presenti.
Le tre sessioni plenarie sono state dedicate alle scommesse, al marketing e alla comunicazione e al benessere animale esteso alle tematiche dell`allevamento. Tutti argomenti discussi dalle cinque commissioni permanenti.
Molti gli interventi interessanti, ma poche le novita`.
Significativa l`approfondita analisi che ha tracciato sulle problematiche del reperimento delle risorse Philippe Germond, presidente del PMU, la piu` importante organizzazione europea delle scommesse ippiche, che finanzia con ottimi risultati la filiera del cavallo francese con i suoi 10,5 miliardi di euro di raccolta nel 2012. E` in fase di attuazione un progetto di sviluppo che prevede al 2020 il raddoppio della raccolta e degli utili da investire.
Importante, ma un po` utopico l`intervento futuribile del presidente dell`UET Jean Pierre Kratzer su un manifesto per la costituzione di un`unica Federazione Europea delle corse di cavalli, che coinvolga sia gli operatori del trotto che quelli del galoppo. In questa fase storica in realta` gli stati ippicamente forti - Francia e GB - non sono interessati a collegarsi e ad operare con un vincolo piu` stretto con i piu` deboli, che hanno difficolta` ad andare avanti. Anche se in prospettiva potrebbe essere un`iniziativa da tenere a mente, dato che nessuno conosce i possibili sviluppi futuri del settore anche nel medio periodo.
Sul "doping" si sono registrate le consuete divergenze tra Europa e Nordamerica, con la prima rigidamente contraria all`uso di sostanze diuretiche nel cavallo in corsa - e di controlli sull`uso di anabolizzanti nel periodo dell`allevamento - e USA e Canada favorevoli per gli effetti antiemorragici del lasix, come ha ribadito Phil Langley dell`USTA, la federazione statunitense. Come previsto ognuno e` rimasto sulle proprie posizioni.
E dunque in fondo questi appuntamenti biennali sono fondamentalmente l`occasione di utili scambi interpersonali e di esperienze in un settore che comprende realta` assai diverse tra loro e che spesso non comunicano. Australia e Nuova Zelanda non hanno contatti di alcun genere con i paesi europei, mentre le corse e l`allevamento nordamericano (USA e Canada) hanno stabilito in alcuni casi relazioni interessanti specie con i paesi scandinavi e per alcuni eventi con la Francia. Dobbiamo solo prendere atto che esistono mondi separati.
Perche`, nel Vecchio Continente, solo la Francia e i paesi scandinavi vanno avanti senza eccessive preoccupazioni. Gli stati francofoni sopravvivono partecipando alla massa comune gestita dal PMU e con i collegamenti tecnici con Le Trot e la Germania, pur in ripresa, e` l`ombra di quel che era 20 anni fa.
Il nostro Paese e` assolutamente marginale dopo che entrato in una "routine" negativa di cui non si vede la fine e tantomeno un`inversione di tendenza: crollo delle scommesse, chiusura degli impianti su cui si fa la selezione, chiusura dell`Ente di riferimento del settore, nessuna partecipazione di cavalli stranieri agli eventi italiani.
Quindi: addio Parigi. Prossimo appuntamento in Australia a Sidney, il 21 febbraio 2015.



























