''Cavalieri impreparati. Silenzio di tomba''
Caro Direttore, sarà un caso, ma la prima volta che è mancata la presenza del Dott. Capuzzo come supervisore, alla manifestazione romana di completo più affollata dell'anno è successo di tutto. Il bilancio parla di due cavalli morti ma avrebbero potuto essere di più se il responsabile tecnico, uno dei pochi di indubbia competenza, non avesse fermato cinque cavalli. Negli stessi giorni si è svolta una altrettanto affollata manifestazione di salto ostacoli i cui percorsi, molto ben disegnati e costruiti, hanno messo in risalto che gli unici cavalli che usano veramente la schiena sono svizzeri a prescindere dall'età e dall'esperienza dei loro cavalieri.
Pochi gli italiani che si salvano tra i quali i giovani Da Rios e Varagnolo. Per il resto una quantità di cavalieri che scaricano la loro rabbia per gli errori fatti sotto forma di inutili violenze nei confronti dei poveri cavalli.
Un pò di anni fa questi signori venivano richiamati in giuria ad un maggiore rispetto nei confronti dei propri compagni. Ma oggi, chi ha la conoscenza e l'autorità che ne deriva per farlo?
Purtroppo temo che stiamo cominciando a pagare il disinteresse che, da molti anni, c'è nei confronti dell'effettiva
competenza dei quadri tecnici.
E che dire dei nostri compagni che sopportano silenziosi dei ferri anteriori con due barbette: ma i piedi anteriori non dovrebbero funzionare come delle ventose?
Caro Direttore, ti scrivo queste cose perchè tutti le sanno ma nessuno ha il coraggio di dirle: ho deciso, nell'interesse del nostro sport, di rompere questo silenzio di tomba.
CARLO CADORNA



























