'' Il nuovo regno delle Amazzoni '' Interventi Assistiti per pazienti senologiche e operatori sanitari
“Il nuovo regno delle Amazzoni” è il titolo di un percorso di interventi assistiti con i cavalli per pazienti senologiche e operatori sanitari che si svolgerà a Forlì nel mese di aprile. Si tratta di sei incontri gratuiti che si terranno ogni lunedì a partire dal 13 aprile.
Il progetto è organizzato dalla Fondazione GrandeGiù – una onlus che ha come obiettivo l’umanizzazione delle cure in ambito emato-oncologico – in collaborazione con la Direzione dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni e del Centro Equestre “Raggio di Sole”, entrambi con sede a Forlì.
Il 23 febbraio si è tenuta la prima presentazione presso il padiglione Valsalva dell’Ospedale che ha visto la presenza dell’olimpionico ing. Mauro Checcoli, medaglia d’oro individuale e a squadre a Tokyo 1964 nella specialità del concorso completo.
L’ing. Checcoli ha raccontato molti episodi del suo rapporto con i cavalli che lo hanno accompagnato nella carriera, dai quali risalta la grande disponibilità di questi meravigliosi animali nei confronti dell’uomo, a patto che li si approcci con rispetto e sensibilità.
L’esperienza del cavaliere olimpionico gli fa sostenere che chi considera il cavallo un essere intelligente e lo rispetta, ottiene da lui un comportamento conforme all’approccio. Non è un caso che l’ing. Checcoli racconti di essersi sempre trovato a gestire destrieri scartati da tutti che nessuno voleva montare perché ritenuti impossibili, soggetti con cui l’uomo non era riuscito a creare relazione e comunicazione.
Cavalli come Surbean, irlandese dalla forte personalità con cui ha vinto le medaglie a Tokyo, che buttava a terra chiunque gli salisse in sella. L’empatia e la sensibilità permisero a Checcoli di far capire a Surbean quello che voleva da lui, concedendogli momenti di pausa quando li chiedeva.
Oppure come Eremita, che da Grosseto era stato caricato su un camion diretto al macello perché ritenuto cieco, che venne visionato da Checcoli e, accortosi dell’assenza di problemi alla vista, lo acquistò al prezzo della carne e, dopo tre mesi, vinse con lui il campionato italiano.
L’ultima Olimpiade a cui partecipò, Los Angeles 1982, in cui si classificò a ridosso del podio, fu col cavallo Spey Cast Boy che gli permise di ottenere un posto in squadra perché solo con Checcoli otteneva risultati.
I cavalli ci mettono sotto esame, sia a terra che in sella, e prima di donare fiducia chiedono rispetto. Quando l’ottengono, sono in grado di regalare il ”cuore”. Per Checcoli l’unico risultato che un cavaliere deve perseguire è che i cavalli si divertano assieme a lui, e solo in questo caso daranno il massimo. Se, invece, vengono sottomessi e obbligati, sopporteranno il cavaliere limitandosi a concedere il minimo.
Le parole dell’ing. Mauro Checcoli mostrano l’attitudine del cavallo a regalarsi all’uomo più del cane e del gatto, solo se approcciato in maniera corretta.
Il progetto “Il nuovo regno delle Amazzoni” è stato elaborato per portare benessere alle pazienti senologiche e offrire al personale sanitario uno strumento in più.
L’iniziativa presentata è una terapia vera e propria che non sostituisce le cure mediche ma che le supporta, consentendo al paziente di allontanarsi dai problemi quotidiani della patologia aiutandolo dal lato psicologico per recuperare la socialità ostacolata dalla malattia. È appurato come non basti curare il corpo ma occorra anche sostenere la mente per far sì che la medicina produca i risultati migliori.
Il progetto si svolge in un maneggio certificato alla presenza di un’équipe competente tra cui un coadiutore del cavallo, la Dr.ssa Daria Torelli e un veterinario, il Dr. Carminio Gambacorta.
La Dr.ssa Tonelli è attenta al benessere del cavallo affinché l’approccio corretto permetta all’animale di stabilire una relazione positiva con le pazienti.
Il Dr. Gambacorta, che è anche educatore in due comunità per minori che lavorano con animali tra cui i cavalli, conferma che ciò che gli equini insegnano sia unico ma che gli interventi assistiti con gli animali, perché siano efficaci, necessitino della presenza di personale formato perché non basta la presenza dell’animale per ottenere risultati, ma la mediazione competente di chi sa cosa eseguire nella seduta con quell’animale e quel paziente.
Il luogo in cui si svolge la presentazione del progetto, l’Ospedale Morgagni-Pierantoni, ha intrapreso da ottobre 2024 un percorso di Pet-Therapy con l’associazione il Loto, perché si ritiene che il lavoro medico del chirurgo non basti ma serva anche occuparsi del lato psicologico del paziente che non deve essere considerato solo “malattia” ma anche “persona”. Un aspetto, quello degli interventi assistiti con gli animali, che produce frutti anche quando non si riesce a fermare la malattia.
Credo sia importante raccontare la storia di chi permette di dar vita al progetto presentato a Forlì.
La Fondazione Grande Giù nasce nel dicembre 2023 per dare forma concreta alla volontà di Giulia Gramellini, una ragazza che ha vissuto la malattia ematologica. Giulia era un’ottima amazzone, campionessa regionale di salto ostacoli per due volte: la madre, Giuliana Gemelli, ha realizzato il suo desiderio di trasformare un percorso di sofferenza in un’esperienza di luce, per diffondere speranza e calore ai malati oncologici. La Fondazione promuove progetti che favoriscono il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti mediante attività di varia natura come laboratori di arte, musica, scrittura creativa e attività sportive come vela ed equitazione.
Giulia aveva un rapporto speciale con la sua cavalla Lesley, raggiungendo importanti traguardi sportivi grazie al legame di amore e fiducia stabilito con lei, anche se Lesley non era nata campionessa. Nel suo testamento spirituale, Giulia ha dichiarato che il dolore che ha distrutto il suo corpo ne ha rafforzato l’anima, trasformando la sofferenza in amore. Desiderava molto che questo amore continuasse a scorrere aiutando i giovani nelle sue stesse condizioni. Cavalli e cani sono sempre stati sue grandi passioni: sognava di creare un rifugio per cani sfortunati mentre nell’equitazione auspicava che non si sfruttasse il cavallo per raggiungere risultati e non ci si sbarazzasse dell’animale se i risultati non arrivavano, ma che si generasse con lui l’armonia e la gioia di essere insieme. Un cavallo è per sempre, scrive Giulia, trasmettendo un messaggio “Grande” come il nome della fondazione che porta il suo nome.
Il Centro Equestre “Raggio di Sole” di Forlì, presso cui si svolgono le sedute, è un’associazione senza fini di lucro che promuove l’integrazione delle diverse abilità, la socializzazione giovanile e la responsabilizzazione verso il mondo animale avvalendosi della collaborazione speciale dei cavalli. Erika Ricci, che lo gestisce con l’aiuto della figlia Chiara, accoglie cavalli provenienti da varie situazioni di disagio a cui regala una seconda opportunità, trasformandoli in soggetti affidabili che condividono benessere con le persone.
Si tratta di realtà, spesso sconosciute al grande pubblico, che migliorano il nostro presente il cui prezioso lavoro va evidenziato, riconosciuto e sostenuto il più possibile, anche con la donazione del 5 per mille dell’IRPEF nella dichiarazione dei redditi o l’adesione come socio sostenitore.
La conferenza di presentazione del Progetto verrà replicata il 2 marzo, alle ore 15.00, con la presenza del Dr. Carminio Gambacorta, veterinario ed educatore, sempre presso il padiglione Valsalva dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.
Per informazioni e iscrizioni al corso, contattare la sig.ra Giuliana Gemelli al n. 335-6309542 o alla mail giuliana.gemelli@unibo.it





















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