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Derby day a San Siro, tanta gente nonostante il tempo non aiuti: pioviggina e il terreno pesante che diventa un fattore nella giornata. Bellissima e organizzata molto bene. Apre il pomeriggio la prova internazionale per amazzoni e cavalieri, il Premio Fegentri, sui 1800 metri. Bell’assolo, a grossa quota, del sauro Parole Al Vento, che Bruno Grizzetti ha magistralmente preparato per la monta dell’amazzone ceca Katerina Bilkova.
E' stato confezionato venerdì mattina il Derby di galoppo, in programma il 2 giugno all'ippodromo di San Siro. Edizione 143 della classica e sulla pista di Milano per la chiusura di Capannelle. Campo numeroso, tanti dall'estero, si muovono da Inghilterra, Francia e Germania per il Nastro Azzurro, con solo 5 rappresentanti tra i purosangue allenati in Italia.
Sempre affascinante il percorso meneghino dei 1400 metri in dirittura, al centro della scena nel convegno di domenica a San Siro. Storia del Premio Nogara, prova 7 del pomeriggio, con formula di Super Handicap e riservato alle femmine di 3 anni. Corsa che ricorda un personaggio molto apprezzato come Mill Borromeo.
All’Ippodromo Snai San Siro di Milano continua l’intenso calendario primaverile con le corse al galoppo. Dopo la splendida giornata del Parioli e Regina Elena e poi quella con il Premio Emanuele Filiberto e l’Handicap di Primavera, sulle piste in erba dello storico impianto di piazzale dello Sport nel pomeriggio di domenica 10 maggio cavalli al tondino del Premio Ambrosiano e le femmine di 4 anni ed oltre nel Paolo Mezzanotte.
Eccole le nostre Ghinee. Maggio che nel turf è il mese della selezione, primi verdetti assoluti su una generazione di purosangue. I tre anni, sul miglio. Stavolta a San Siro, per le note vicende romane, augurandoci di varcare di nuovo i cancelli di quelle Capannelle, tempio naturale di quelle corse.
Un buon tema dal sabato di galoppo a San Siro. Si galoppa in listed sui 1800 metri della pista grande, step prestigioso del Circo Massimo, prova in trasferta a Mlano. Campo gara essenziale ma con alcuni attori interessanti come l'evergreen Mordimi, specialista della distanza, su questo metraggio nella scorsa annata ha vinto il Signorino e si è piazzato al secondo posto nel Presidente della Repubblica.
San Siro , 11 giugno 2023, i 3000 metri della Coppa d’Oro, uno dei nostri summit per gli stayer. Il dibattito è acceso , lungo tutta la dirittura , quattro dei sette al via, lottano strenuamente . Un guizzo feroce risolve la corsa . E’ quello di Fortunino che ha la meglio di quasi due lunghezze su Lajoscha , teutonico inviato a Milano per vincere da Andreas Wholer. Ad un muso dal secondo ecco Cime Tempestose che precede di una lunghezza Zanfogna. Un istante dopo il palo di arrivo e dopo la esultanza di Walter Gambarota e Roberto Di Giacinto, fantino e trainer, quella Coppa d’Oro diventa iconica perché chiude culturalmente un cerchio meraviglioso. Tutto torna. Nella seconda metà dell’ottocento , tantissimi professionisti , soprattutto inglesi, vennero nel nostro Paese a trasmettere i fondamentali del Turf al nostro galoppo che muoveva i primi veri passi. Solo per dare una idea, non dimentichiamo che , ad esempio , circa le prime 30 edizioni del Derby Italiano furono vinte da cavalli con in sella fantini stranieri, quasi tutti di scuola inglese. Lo furono anche i tanti altri professionisti allenatori che hanno dato la impronta intellettuale al nostro galoppo. Quella valenza colta che non dobbiamo mai dimenticare perché costituisce le fondamenta su cui abbiamo costruito le nostre “ golden age” del galoppo. Tra le famiglie che vennero nel nostro Paese, Barbaricina fu la culla , la nostra Mesopotamia ippica, ci fu anche quella dei Livermore. Vennero e , come diversi altri, si innamorarono dell’Italia e del nostro turf e restarono , generazione dopo generazione , per costruire la cultura del nostro galoppo. Fino a quando l’ultimo Livermore, Davide, prima o poi sarebbe dovuto succedere, non fa l’ippico di professione ma porta nel cuore sempre l’amore per il turf. Niente ippodromi o centri di allenamento. Davide , cantante e ballerino di formazione, diventa il personaggio che tutto il mondo conosce e ci invidia : l’eccezionale regista di melodramma, lo scrittore, il regista teatrale e cinematografico che ci ha regalato lo stupendo e visionario “ The Opera !” , atto di amore coinvolgente. Davide ha inaugurato per quattro stagioni consecutive quella della Scala, nel giorno di sant’Ambrogio. Attila, Tosca , Macbeth ma anche gli straordinari allestimenti del Tamerlano, Don Pasquale ,Otello, Boheme, Norma, La Gioconda, il Barbiere, I Vespri a Torino per il 150esimo dell’Unità d’Italia …. In tutto il mondo Davide Liverore ha firmato le sue memorabili regie : Seul , Valencia, Buenos Aires, Madrid Barcellona, Sidney, Montecarlo… e tutti i teatri italiani dove ha curato anche stupende regie teatrali come quelle al Teatro Greco di Siracusa e con il Teatro Nazionale di Genova. Perché tutto torna e perché la Coppa d’oro di Fortunino è iconica? Perché il richiamo del turf è stato irresistibile e Davide è come tornato all’ovile , senza scomodare la parabola, ha completato , forse, il suo viaggio , il suo percorso, riappropriandosi del suo passato e di quello della sua famiglia. Si è riconnesso con la seconda metà dell’ottocento, con Barbaricina , con il turf . Ha scoperto che un amore è per sempre , continua ad ardere mahlerianamente sotto le ceneri e alla fine la fiamma si riaccende. Ha aperto scuderia , si è tolto le sue soddisfazioni , ha avuto modo anche di provare delusioni , temprano, ma soprattutto a chiuso il cerchio in maniera fantastica con Fortunino . Già perché Fortunino, il nome che ha voluto dare al figlio di Golden Horn, è anche il secondo nome di Giuseppe Verdi. Ecco che tutto torna : Fortunino vince la Coppa d’Oro, ha il nome nascosto del sommo compositore, fonde in se stesso lirica, ippica , passione , cultura , fantastica gioia. Dopo un secolo e mezzo tutto è tornato a posto e grazie ad un cavallo, ad una corsa, ad una vittoria, ad un nome che è Storia : che meraviglia !
Spettacolare domenica di corse a San Siro, con la stagione del galoppo milanese che propone alcune prove tradizionali come il Premio dei Laghi e il Premio Mario Locatelli, con un palinsesto che vede spaziare i purosangue dai 1200 metri della pista dritta fino ai 2400 della pista grande, con round anche sui 1600 metri, sui 1800 e sui 2000.
































