VIVA I NOSTRI MERAVIGLIOSI FANTINI
Pochi giorni fa : Hollywood Derby, gruppo 1, vittoria di Salamis con in sella Umberto Rispoli, posto d’onore per Tom’s Magic con a bordo Antonio Fresu, quarto posto per Tempus Volat montato da Mirco Demuro.
Ippodromo di Del Mar, classifica dei fantini nella stagione : primo Umberto Rispoli con 17 vittorie, secondo Antonio Fresu con 14 affermazioni, terzo Mirco Demuro con 12 .
Cravache d’or francese 2025 : Cristian Demuro… e tutto il resto ovvero tutte le affermazioni dei fantini italiani in giro per il mondo e mi vengono in mente, chiedendo venia a chi rimane in punta di penna, ad esempio Antonio Orani in probante ascesa, Marco Ghiani che si sta ritagliando un posto sempre più interessante in Inghilterra , Andrea Atzeni che ovviamente è un consacrato e sono certo di dimenticarne magari alcuni dei migliori ma il senso del discorso mi sembra chiaro : la Cultura del galoppo italiano è ancora ben viva e coltiva e mantiene vitale l’indispensabile respiro mercuriano che si unisce al legame assolutamente necessario con il contesto internazionale.
Oggi parlo dei nostri fantini ma , sempre ed ancora adesso , tutto il nostro Turf , nelle sue più nobili espressioni, onora al massimo e nei limiti delle possibilità il dettato che ci è stato trasmesso da Federico Tesio, da Giuseppe De Montel e dai fratelli Crespi , accettare sempre la sfida e vivere la dimensione internazionale come fine e obiettivo. Tutto ciò si traduce in un solo termine : Cultura. Senza saremmo perduti, non lo dimentichiamo mai.
E’ stata la Cultura che ha generato Ortello, Crapom e Nearco e poi ancora Botticelli e Ribot , Orsenigo e Macherio e tutto il resto. E’ stato il respiro colto e mercuriano che ha spinto alle imprese dei giganti come Carlo Vittadini e Carlo D’Alessio. Che ha indotto Luca Cumani ad esplorare e navigare nell’oceano del Turf da vincitore.
Dopo di lui , ecco l’esempio, in molti hanno raccolto e con successo il suo testimone. Milano stava stretta ad un ragazzo di 14 anni , cosi il padre che aveva avuto la chance di dimostrare il suo immenso valore anche nel contesto internazionale decise di inviarlo a Newmarket : a Gianfranco seguì cosi Lanfranco . Loro due hanno aperto la strada o la hanno ripercorsa perché prima di loro Federico Regoli, Paolino Caprioli, Pietro Gubellini, Enrico Camici avevano detto mirabilmente di se stessi e non furono i soli.
Abbiamo imparato tutto dai Maestri, quasi tutti di scuola inglese, che alla fine dello 800 e fino alla prima guerra mondiale, si trasferirono, taluni rimanendoci, nel nostro Paese per indicarci la strada da percorrere. Ne abbiamo fatto tesoro, il nostro Turf ha sempre saputo mantenere viva l’ansia si sapere, di conoscere, di esplorare. Non viviamo tempi di abbondanza purtroppo ma questo spirito , questa Cultura viene ancora tenuta magnificamente e “mahlerianamente” viva. Non facciamo la guardia alle ceneri del nostro Turf ma ne alimentiamo il fuoco.
Lo fanno i nostri allenatori che vincono , eccome, all’estero dove si sono stabiliti accettando la sfida, lo dimostrano i nostri eccezionali fantini da una parte all’altra del mondo . E’ vivissimo l’impegno degli allevatori perché abbiamo ancora il retroterra colto per allevare , eroicamente, anche nel 2025 cavalli da pattern internazionale ed a loro io dico grazie dal profondo del cuore di ippico autentico. Come a quei Proprietari illuminati che perseguono la stessa strada, lo stesso fine cercando i traguardi che contano. Tutti insieme , questi sono segnali fondamentali, guai a non decrittarli, a non tenerli nel dovuto conto, guai a mancare di rispetto al loro gesto nobile e colto che sa di sacrifico, di indirizzo, di sprone. Che ci insegna e ci indica quale strada dobbiamo sempre continuare a percorrere : vivere il Turf in maniera universale , seguendo “ virtute e conoscenza”, senza chiudersi nel guscio a coltivare un orto che rischiamo di non poter alimentare.
Solo nel contesto internazionale, difficile certamente, noi troveremo la forza per continuare a disegnare un futuro importante per il nostro Turf. Lo dovevamo un tempo ai nostri padri intellettuali, lo dobbiamo oggi a coloro che tengono alta la bandiera del nostro Galoppo. Lo dobbiamo agli sforzi che si stanno compendo per tenerci agganciati istituzionalmente al quadro internazionale e che sono stati gratificati dalla scelta di Roma come sede della prossima, febbraio, riunione del Comitato Internazionale Pattern. Per questo oggi, in particolare, tutti insieme e in piedi, tributiamo ovazione ai nostri meravigliosi fantini. Siamo orgogliosi di Voi, “ragazzacci”!




























