UNIRE, la lettera di Baggio a Berlusconi e Galan
IL QUOTIDIANO “LIBERO” nel numero di oggi, domenica 6 giugno, ha pubblicato la lettera inviata dal Commissario dell’UNIRE Tiziano Baggio al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan:
”Signor Presidente del Consiglio e Signor Ministro in data 13 aprile 2010 presentavo il programma di risanamento dell’UNIRE.
“Tale programma, che cercava di applicare la “Linee di indirizzo strategico per il rilancio dell’ippica: atto di indirizzo” del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, tracciava la situazione dell’Ente definendo gli scogli da superare ed evidenziando, in quattro fasi, l’azione da sviluppare per il rilancio del comparto dell’ippica nazionale. Tali fasi, peraltro, potevano essere sviluppate solo se veniva definita e risolta la posizione debitoria e di disavanzo attraverso la presa in carico da parte del Ministero di tali disavanzi.
“In questo modo, anche se si fosse proceduto a un importante taglio delle uscite, non si sarebbe arrivati al rischio di affossamento dell’Ente e del Comparto. Ho illustrato questa posizione nell’incontro con il Ministro dell’Agricoltura del 13 maggio 2010 (avvenuta un mese dopo la mia proposta a causa del cambio al Dicastero), ribadita poi con le mie e-mail del 17 e del 19 maggio al Capo Gabinetto del Ministero dell’Agricoltura, il quale mi chiedeva un’analisi delle proposte da girare al Ministro per valutazioni da parte del Consiglio dei Ministri.
“A queste mie puntualizzazioni e proposte è pervenuta, come unico atto formale e concreto, la lettera del MIPAAF del 13 maggio 2010 dove si comunicava all’UNIRE che il Bilancio di Previsione 2010 veniva respinto. Contestualmente si richiedeva di procedere alla redazione di un nuovo Bilancio Preventivo, seguendo i criteri proposti dal Collegio Sindacale. In base a tali criteri, si dovrebbe prevedere la normalizzazione della situazione finanziaria dell’Ente già nel corso dell’esercizio 2010; conseguentemente il Bilancio Preventivo relativo allo stesso esercizio dovrebbe recuperare ogni disavanzo,
“In questo modo, peraltro, senza le opportune coperture dei disavanzi da parte del Ministero, da un bilancio di risanamento si passerebbe a un bilancio di tagli se non di vera e propria messa in liquidazione (tale situazione comporterebbe la sicura protesta delle Categorie Ippiche, con astensione dalle corse e conseguente danno erariale).
“In queste condizioni mi trovo nell’assoluta impossibilità di sviluppare il programma presentato. Sono stati vani i miei tentativi, in queste ultime due settimane, di avere un incontro con il ministro delle Politiche Agricole e/o con i suoi stretti collaboratori. Tutto vano; agli svariati tentativi telefonici, e-mail e altro, non ho avuto alcun riscontro.
“Per non portate l’Ente e il comparto tutto a una situazione di inerzia, preferisco passare la mano. Non ritengo sia procrastinabile l’attuale situazione dove la parte politica lancia messaggi rassicurativi sulle copertura delle entrate future, mentre la parte operativa del Ministero definisce tempi e modi del recupero dei disavanzi.
“Mi permetto di ricordare che in questo comparto vivono oltre 50mila famiglie e penso che quantomeno, per rispetto delle stesse, sia necessaria una decisione chiara e definitiva. Con tale premesse mi vedo costretto a lasciare l’incarico, rassegnando le mie immediate dimissioni”.-

























