Slot machines negli ippodromi, SNAI ne vuole tante
SLOT MACHINES negli ippodromi. Il dibattito sta spaccando l’ippica italiana. Da una parte ci sono quelli che le vogliono perché le ritengono l’unica panacea per ripianare il bilancio dell’Unione Nazionale Incremento Razze Equine e quindi per garantire una dignitosa esistenza alle corse di galoppo e di trotto. Altri invece le combattono a oltranza perché le ritengono l’ultimo segnale del decadimento irreversibile dell’ippica da sport dei re a semplice “fabbrica di scommesse” (con la benedizione palese dell’Azienda Autonoma Monopoli di Stato e quindi della Repubblica Italiana).
Il Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche è favorevole dal momento che ha già introdotto alcune slot machines a San Siro, i cui ippodromi sono di sua proprietà. Ma non basta, ne vuole di più e dappertutto.
In una intervista rilasciata ad Antonio Terraneo e pubblicata sul quotidiano Libero di sabato 29 dicembre, Maurizio Ughi, presidente Snai, ha dichiarato: “Sono favorevole. In America non esistono limiti al numero delle slot presenti negli impianti. Bisogna introdurre macchine più remunerative, con una più elevata redistribuzione delle vincite ai giocatori, abbassare il Preu (prelievo fiscale) e stabilire una precentuale che vada a rimpinguare le casse dell’ippica. Il pubblico degli ippodromi è diverso da quello dei bar e delle tabaccherie e l’ippica merita di essere aiutata a sopravvivere. E’ un fatto dovuto, per il fascino storico culturale di questo mondo che è stato anche il primo ad aprire la strada alle scommesse”.
Tutto questo mentre un gruppo di imprenditori italiani sta lavorando per aprire un ippodromo a Las Vegas, capitale mondiale del gioco d’azzardo. Chissà quante slot machines sono contemplate nel progetto del costruendo ippodromo?
A proposito della perenne crisi finanziaria dell’Unire, Ughi ha osservato che “per rilanciare le giocate sui cavalli è indispensabile abbassare il prelievo (statale – ndr) sulle scommesse che oggi in media è del 18,5%, portandolo a un massimo del 10%. Nello sport la tassazione è passata dal 19% nel 1996, anno di nascita delle scommesse sul calcio, all’attuale 5,2% e i fatturati raccolti sono cresciuti in maniera esponenziale”.

Slot Machines in Canada. Foto Sophie Lanca




























